Ieri sera solo un sorriso e un abbraccio con i miei amici (tutti non italiani peraltro).
Ma proprio visto come sono andati gli ultimi 17 anni vorrei dire:
Non è finita finché non è finita.
Ieri sera solo un sorriso e un abbraccio con i miei amici (tutti non italiani peraltro).
Ma proprio visto come sono andati gli ultimi 17 anni vorrei dire:
Non è finita finché non è finita.
Non capisco cosa ci sia da rallegrarsi di questi annunci.
“Sì, me ne vado… ma dopo.“
L’ultima volta che si ha dato del tempo a Berlusconi (1 annetto fa gli si diede 1 mese abbondante per “riorganizzarsi”, grazie alla gentile persuasione del Presidente della Repubblica), una vittoria certa in una mozione di sfiducia si è trasformata in un’imbarazzante debacle, vanificando l’ottima intuizione di quelli di FLI.
Ripeto, io ho già visto questo film, e il portafoglio in queste occasioni può sempre essere generoso.
Mi risveglio per un attimo dal mio torpore di scrittore (in questo periodo sono tutt’altro che in torpore… Sono nervosissimo per la situazione brutta e patetica in cui versiamo e semplicemente troppo incupito per reagire attivamente all’ondata giornaliera di sciagure e dichiarazioni).
Voglio solo far notare che Maurizio Paniz ha appena chiesto un passo indietro del Presidente del Consiglio.
MAURIZIO PANIZ.
Non è un omonimo. E’ proprio quello lì.
Mi pare di capire che i deputati in carcere contino per il calcolo del numero legale.
Già mi immagino quando lunedì questa la spiego ai miei amici e colleghi non-italiani.
In questi giorni in qualsiasi sito, rassegna stampa, profilo di FB imperversano frasi di commiato per Steve Jobs.
Ce ne sono varie e molto pittoresche e alcune sono così sentite che parrebbe quasi che una buona milionata di persone conoscesse di persona la buonanima.
Comunque, nella lotta per spararla più in alto possibile, non ho potuto fare a meno di notare questa:
“Steve Jobs da Cupertino è stato il Leonardo da Vinci del nostro tempo”. — Matteo Renzi
Che uno dei possibili futuri leader del centro sinistra, con l’aggravante di essere perfino sindaco di Firenze, non riesca a capire la differenza fra Steve Jobs e Leonardo da Vinci, mi fa pensare che passerò molto tempo a lamentarmi anche nei prossimi 30 anni, visto il tempo medio in cui questi stanno seduti su una poltrona della politica.
Pare che da ieri sera milioni di Italiani si siano sfilati le vesti di Commissario Tecnico della nazionale e siano improvvisamente diventati fini giuristi, avvocati, magistrati.
Un evento che non occorre spesso.
L’ultima volta che raggiungemmo queste punte di competenza, anche se diluite in un tempo lunghissimo, fu con il caso Cogne.
Tutti a discettare su cose che non conoscono, coadiuvati da un po’ di gente varia ed eventuale che piuttosto che discettare, preferiva ululare al di fuori del Tribunale.
Più che uno sport, un mestiere italiano.
E di colpo non ci fu più disoccupazione.
Dai giornali di sabato 24 Settembre 2011, edizione straordinaria pomeridiana:
Il 23 Settembre 2011 un satellite della NASA, lo UARS (Upper Atmosphere Research Satellite) ha effettuato un rientro non controllato nell’atmosfera terrestre.
Il satellite, dal peso di 5.668 Kg e simile in dimensioni ad un autobus, si è disintegrato in 27 pezzi alla quota di 78 Km.
Uno di questi frammenti è precipitato nella notte fra il 23 ed il 24 Settembre sulla villa di Arcore del Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi. Il Presidente del Consiglio è morto a seguito dell’impatto.
Unanime il cordoglio delle altre alte cariche dello Stato per l’incredibile coincidenza.
A volte ho seri problemi a capire come faccia la gente ad essere così stupida.
Le scateniamo queste ruspe e ci riprendiamo un po’ dei profitti dei responsabili, visto che si tratta di abuso edilizio e della stupidità altrui?
Siccome la situazione italiana inizia ad essere un tantinello preoccupante, e – per dire – lo spread fra i Btp italiani ed i Bund tedeschi ha raggiunto numeri tali da non essere più rappresentabili da un goniometro, pare che il governatore della Banca d’Italia Draghi abbia chiamato Berlusconi premurandosi di rendergli noto una lista delle cose da NON dire oggi al discorso alla Camera.
Appuntamento alle 15:00 17:30 (posticipato a Borsa di Milano chiusa), sperando che non ci sia troppo cabaret.