Soldi e carta buttati

Il fatto che i contributi all’editoria vengano erogati in base alle copie tirate e non alle copie vendute genera cataclismi di ogni genere.

Innanzitutto sprechi di carta che gridano vendetta. E giornate totalmente rovinate.

Per dire, oggi esco di casa, e mi trovo in cassetta delle lettere una copia di “Libero”. E’ stato distribuito in tutte le cassette almeno dell’intero isolato. Ma chi lo vuole? Ma chi te lo ha chiesto?

Io sono contrario ai giornali gratuiti, però per lo meno si sostengono con la pubblicità. Io mi devo cuccare “Libero” e per di più pagarlo indirettamente con i contributi dello stato (cioè coi soldi nostri).

Me lo sono portato in ufficio il quotidiano “Libero”, visto che finora non l’avevo mai sfogliato (solo visite al suo sito quando dovevo citare preziosità dei suoi giornalisti). Non riesco a non immaginare la voce di Belpietro mentre leggo velocemente gli articoli.

Si salva: pag.8 “Scrocconi a vita”, sui privilegi degli ex-parlamentari. Belpietro populista quanto Beppe Grillo insomma.

Non si salva: Quasi tutto il resto, con titoli provocazione che generano l’orticaria. Ad esempio “Studenti autolesionisti, in piazza per i baroni”. Sulla sezione della giustizia, scontati travasi di bile. Tra l’altro scopro pure che anche secondo l’Unione delle Camere Penali la vera cura per la giustizia in Italia è la separazione delle carriere dei magistrati. Lasciamo stare.

P.S.

Stavo ragionando su quale sia il contrario di “Libero” più appropriato in questo contesto. Ce ne sono due in realtà:

  1. “Servo”;
  2. “Occupato”, detto come “Occupaaatoooo!”, ovvero quando qualcuno vi molesta tentando di mettervi fretta mentre siete in bagno.

Ai lettori l’ardua sentenza.

Mantra costituzionale

Art. 25

Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge.
Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso.
Nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza se non nei casi previsti dalla legge.

Ecco, visto cosa stanno pensando recentemente i signorini sfasciagiustizia, quando vi capita a tiro qualche turbo-berlusconiano che vede giudici comunisti ovunque, potete iniziare a ripetere come un mantra:

“Art. 25 della Costituzione: Nessuno può essere disolto dal giudice naturale precostituito per legge. Art. 25 della Costituzione: Nessuno può essere disolto dal giudice naturale precostituito per legge. Art. 25 della Costituzione: Nessuno può essere disolto dal giudice naturale precostituito per legge.[…]”

Dopo una decina di volte, magari sarà convinto che sia “giudice comunista naturale precostituito per legge” ma magari con un po’ di fortuna gli sarà rimasto in testa il “nessuno può essere distolto”.

Confido in questa vostra opera di educazione civica.

P.S. basta, basta, basta, basta! …come disse Rosy Bindi a Ballarò due giorni fa. Con un po’ di impegno qualcuno del PD dice qualcosa di condivisibile.

La catarsi dello staccare le spine

lampadina

Una concezione sbagliata che abbiamo in mente, è che la nostra società (occidentale) debba consumare sempre di più. Sbagliato.

La nostra società dovrebbe individuare come mantenere o aumentare il livello di benessere consumando di meno.

Mettiamola dal punto di vista energetico. Un modo fastidioso di porre il problema energetico è: facciamo nuove centrali per produrre più energia. Troviamo nuove fonti di energia, possibilmente rinnovabili, ecosostenibili (un punto spesso dimenticato) e pulite così siamo tutti più contenti (tranne i soliti noti del nucelare, del carbone pulito e dei combustibili fossili in generale). Questo è vero, ma solo in parte.

Questa corsa all’energia pulita (benissimo eh, per carità), mette in secondo piano quello che si può fare nel frattempo aspettando che diventino realtà le distese di specchi solari nel Sahara e la fusione fredda. Ovvero la riduzione dei consumi e l’efficienza energetica.

Perché dovrei privilegiare la dimensione del “produciamo più energia”, quando potrei in qualche modo intervenire sulla riduzione della domanda? Ad esempio, perché piuttosto che fare una nuova centrale, non si fanno regolamentazioni severe sull’indice di massima dispersione calorifera delle nuove case (come in paesi progrediti, tipo Germania) e delle politiche di coibentazione delle case vecchie, per ridurre il loro consumo energetico? [a causa di interessi economici. Grazie. Lo so che conta più il denaro del buon senso e della civiltà.]

Sono tutti provvedimenti di buon senso che, lasciando invariati il nostro livello di benessere e le nostre abitudini e comodità, ridurrebbero il nostro impatto ambientale abbattendo i nostri consumi. Rendendoci quindi virtuosi.

Aspettando i miracoli del legislatore italiano (preparatevi ad una lunga attesa), cos’altro si potrebbe fare? Ci sono tante cose semplici!

Per di più, questa della riduzione dei consumi non è solo un esercizio di civiltà, ma, detta in soldoni, permette  anche un notevole risparmio su quanto andiamo a spendere sulle varie bollette ogni anno.

Ad esempio, per quanto riguarda i consumi di energia elettrica, vi segnalo un filmato dell’ultima puntata di Report. Dopo aver visto il filmato (sono 6 minuti) saprete come risparmiare dal 20 al 40% ogni anno sulla bolletta della luce. Un 100-200 Euro di risparmio assicurati.

Ed e’ molto semplice: a morte lo stand-by (come tuono da anni) e, incredibilmente a morte anche gli elettrodomestici e televisori attaccati alla corrente anche se spenti. Non in stand-by. Proprio spenti. Questo lo immaginavo, ma non avevo davvero idea che consumassero così tanto. Un Hi-fi piccolino, acceso consuma 35 Watt, spento totalmente, ma ancora attaccato alla presa di corrente, consuma la bellezza di 26 Watt.  Un computer e monitor e casse tutti spenti, consumano 28 Watt. Follie.

Buona visione!

P.S. lo so che ci vuole Microsoft Silverlight per vedere il filmato. Shame on RAI. Anche su youtube qui prima che lo tolgano.

Sintonia perfetta

Le mie preferenze:  Marino > Franceschini > Bersani

I risultati: Bersani > Franceschini > Marino

P.S.

alla fine un po’ mi dispiace per Franceschini. C’è stato poco tempo, e visto da dove si partiva (ovvero da Veltroni), eccettuate alcune cadute di stile, alcune cavolate combinate (voto sulla pregiudiziale di costituzionalità sullo scudo fiscale) e gli spottoni stile Veltroni alla fine della campagna per le primarie, si è comportato abbastanza bene in questi mesi, con qualche exploit degno di nota. Peccato. Buon D’Alema a tutti.

P.S.2

per la cronaca, il sondaggio di inoppugnabile valenza statistica si è chiuso con i seguenti risultati:

Bersani voti 1, Marino voti 1, Franceschini voti 2, Il Gabibbo voti 3. Il trionfo della becera antipolitica.

P.S.3

Al momento mi piace mangiare lo spezzatino con le mani. E anche con una certa soddisfazione. [questo era un doppio carpiato]

To endorse or not to endorse?

Domenica 25 ottobre: primarie del Partito Democratico.

Sono stato a lungo combattuto se fare un post serio (dopo l’altro di inizio settimana) sulle primarie. Purtroppo, le paturnie della settimana ed il carico di lavoro non mi hanno permesso di scrivere seriamente qualche considerazione degna di nota. Volevo però in ogni caso dire la mia con qualche riga.

Innanzitutto, posso commentare il tutto abbastanza a cuor leggero, e per un motivo molto semplice: io non andrò a votare alle primarie del Partito Democratico, al contrario di quando feci per le primarie dell’Unione. Per un motivo molto semplice: non mi ritrovo nell’attuale Partito Democratico.

Le primarie hanno un regolamento un po’ complicato, ma in soldoni si può dire che c’è un elezione indiretta del segretario del partito. Non si vota direttamente per Bersani, Franceschini o Marino, ma si vota per una lista di candidati che sostengono un certo candidato segretario. Poi gli eletti di queste liste, votano per scegliere il segretario.

Bene, passiamo ai candidati. Se facessi l’esercizio mentale di immaginarmi elettore del PD, non saprei con sicurezza chi votare.

L’unica cosa di cui sarei sicuro è che in queste situazione, e al meglio di quanto sappia al momento, *non* voterei Bersani. E paradossalmente non perché non lo ritenga adatto.

Come qualità e competenze personali anzi penso che sia probabilmente il migliore dei tre. Purtroppo il problema di Bersani è la gente che si porta appresso.

La prima cosa che squalifica Bersani è che D’Alema, Massimo D’Alema, ed il suo seguito, appoggiano Bersani. Io detesto con tutto il cuore D’Alema, per lo schifo che è riuscito a combinare con la Bicamerale nel 1997 e per la vicenda Unipol. Tanto per fare solo due esempi, che poi ho poco tempo e mi devo gettare di nuovo al lavoro. Secondo me personaggi del genere dovrebbero essere con gentilezza messi alla porta, ed invece ce li teniamo ancora ed ancora ed ancora.

Seconda cosa, quella che squalifica veramente Bersani: le liste. Ma di grazia, ma come viene in mente di mettere ancora Bassolino in una lista? Ancora? Personalmente poi sono rimasto particolarmente colpito dalle votazioni nei circoli del sud Italia, con percentuali bulgare, se non di più, a favore di Bersani; segno evidente di capibastone all’opera come in qualche modo ipotizzato qualche giorno fa in questo mio altro post. Ma vogliamo dare un segnale serio di risanamento? Un segnale di svolta morale? No, non si capisce e quindi io ne traggo le mie conclusioni.

Dei rimanenti due, fino a 3-4 giorni fa, avrei parteggiato per Franceschini.

Franceschini a pelle è il peggiore dei tre. Però Franceschini ha fatto bene con le liste. Non mi risultano casi terribili come quello di Bassolino, ma anzi e soprattutto al sud Italia si può rilevare come siano finiti in lista il sindaco antimafia di Gela, Rosario Crocetta, e Rita Borsellino. Al confronto, Bersani era riuscito a convincere Nando Dalla Chiesa a candidarsi in Sicilia per lui; peccato che gli augusti sostenitori di Bersani in Sicilia abbiano pensato di far saltare tutto l’accordo. Non sia mai che si candidi un personaggio con quel cognome.

Purtroppo Franceschini ha una pecca. Grossa dal mio punto di vista. E’ appoggiato da Rutelli. Se non si fosse ormai accettato mentalmente che il PD debba essere un minestrone di idee a tratti inconciliabili basterebbe per far capire un po’ di cose. Il fatto che Rutelli appoggi Franceschini, non è per stima o per carità cristiana. Indica un qualche genere di accordo programmatico con l’area cattolica del PD. E questo è l’antifona di “grossi problemi”.  Anche perché questi non sono in grado di sostenere la laicità dello stato nemmeno nel senso più semplicistico del termine (“non prendiamo ordini dalla CEI e da S.Pietro”).

Per finire, pochi giorni fa, Franceschini “ha fatto la cazzata” che mi ha definitivamente fatto scendere il latte alle ginocchia. E mi ha aperto gli occhi, facendomi interrogare di più sulla sua elezione. Franceschini dice che se diventerà segretario, il suo vice sarà Touadi, il secondo una donna. Ma cosa vuol dire questa roba? Cosa vuol dire? E’ un segnale di attenzione per le discriminazioni. Secondo me è una emerita cavolata. Ma li scegli perché sono bravi e competenti, o perché sono uno nero e l’altra donna? Così, aprioristicamente.

Nel caso di Touadi, non lo conosco tantissimo, ma fortunatamente sembra essere abbastanza a posto, pur non dimenticando il cambio di casacca da Italia dei Valori al Partito Democratico.

Nel caso de “la donna”, ampio spazio alle ipotesi. Come la vorreste? Alta, bella, mora, più bella che intelligente? Non si sa. L’importante è che sia donna. Ma possiamo di grazia sapere di chi si tratti e magari concordare che sì, è una persona rispettabile, in gamba, competente ed anche donna? Così chi ha a cuore la tematica della discriminazione della donna è felice perché c’è una donna che è stata riconosciuta come miglior candidato ad essere vicesegretario? No, qua si parte dal “donna” e poi chissà chi prenderemo. E se ci fosse stato un uomo più adatto al ruolo? E se fra le donne non ci fossero personaggi all’altezza? A me pare tanto il classico esempio di sinistra di capire un problema e fornirne una soluzione sbagliata. Comunque adesso non voglio deviare sul tema della discriminazione positiva, magari anche questo entrerà nella “TODO list” per successivi post.

Per quanto riguarda invece Ignazio Marino, più passano le ore e più guadagna punti nella mia considerazione personale. Di sicuro sarebbe garanzia di un PD laico, e questa è una cosa che vorrei molto. E lo dico da cattolico.

Purtroppo la laicità dello stato è un problema che tende ad offuscare altre considerazioni per me (e penso in generale) più importanti, come la politica economica, diritto al lavoro, visione sulla ricerca e l’innovazione, tutela dell’ambiente, legalità, lotta alla criminalità, lotta alla Mafia, etc. etc. Io devo ammettere che non ho molto letto (e neanche molto ricercato) cosa ne pensi Marino di questi argomenti. Però devo ammettere che il poco che ho letto mi solletica.

Sono convinto che un Partito Democratico con Franceschini segretario resti imprigionato più o meno nella situazione post-veltroniana attuale. Si naviga, si sopravvive, non si fa nulla di veramente incisivo, un po’ di guerre interne, pochi cambiamenti veri di rotta. Un partito con Marino segretario secondo me potrebbe generare a lungo termine quel cambiamento che possa trasformare il partito e traghettarlo per essere un serio partito laico di centro-sinistra. Una conseguenza penso ragionevole, sarebbe il dover mettere in conto a breve termine un discreto travaso di voti di parte dei cattolici del PD a beneficio di partiti più centristi, come UdC e (meno, credo) Italia dei Valori. Sempre che parte degli ex DL non decidano di andarsene direttamente a fare qualche altro partito. Però, voglio dire, sono le piante potate che poi possono crescere rigogliose e non appesantite da rami inutili.

Quale dei due scenari vi piacerebbe di più? Un partito abbastanza simile al PD attuale, ma con pochi dei nodi interni attuali risolti, o un partito con un’identità molto più netta, quindi sofferente a breve termine in termini elettorali, ma capace proprio per questo di fare scelte più nette e passare ad un decisionismo ed una visione unitaria, la cui mancanza è secondo me la più grave inadeguatezza del PD?  Più passano le poche ore che ci separano alle primarie, e più sta nascendo in me il tarlo della seconda.

Non sono sicuro che quello che penso sia corretto. A maggior ragione non sono sicuro se ho analizzato bene e completamente la situazione. Per inciso, alla fine mi scervello e perdo tempo su queste cose, perché in futuro (ma sperabilmente non quando avrò diritto alla pensione) vorrei che il Partito Democratico diventasse finalmente il mio partito di riferimento.

Per ora, domenica mi dedicherò ad una gita sui colli a mangiare dei bigoli al sugo d’anitra. Buone primarie a tutti.

Quale prezzo per sfasciare la giustizia?

In questi giorni, la Lega sta trattando per ottenere la candidatura (e quindi la presidenza) di Zaia in Veneto oltre che la candidatura di un loro uomo in Piemonte (la Lombardia è off-limits, con Formigoni, dominus incontrastato del carrozzone di Comunione e Liberazione).

E’ piuttosto chiaro quale sarà il prezzo da pagare per ottenere questo: non solo avvallo, ma sostegno attivo alle nuove porcate giudiziarie in arrivo per difendere Berlusconi.

La Lega manettara con i poveri ed immigrati, quella della legalità gridata ma meglio se non applicata, si appresta a prostituirsi per l’ennesima volta al “mafioso piduista” (parole di Bossi dei periodi belli).

Quello che otterremo noi è vedere Zaia in regione, osservare l’ennesimo sfascio della giustizia penale (questa volta di portata potenzialmente epocale), e per non farci mancare nulla, sentire il Cota di turno difendere a spada tratta nel consueto pastone del Tg1 le belle leggi che verranno. Per non parlare di overdosi sempre più massicce di Castelli ad Annozero.

Insomma, cornuti e mazziati.

E’ ora di fare le valigie

Alla signora Sandra Lonardo, meglio nota per essere la moglie di Mastella, è caduto il mondo addosso. Purtroppo, un GIP cattivone, non si sa per quali motivi, vuole costringerla a fare le valigie.

Perché non richiamiamo la polizia tedesca per assicurare il buon esito del viaggetto per la povera perseguitata politica?

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