Uguaglianza dei contribuenti e la voglia di menare le mani

Una delle cose che mi hanno fatto tremendamente incazzare in questi giorni è una lettera di una lettrice pubblicata su “Il Fatto Quotidiano” del 26 Settembre 2009 a pag.19.

Evasori delusi: per noi niente scudo?
Sono un’artigiana che dichiara al fisco 20mila euro l’anno, al lordo dei contributi previdenziali. Lavoro in una piccola realtà di provincia e se nn riuscissi a non annotare corrispettivi, e quindi a fare “nero” per 6000 euro circa l’anno, mi ritroverei a dover chiudere il mio negozietto da parrucchiera di provincia. Ciò premesso, perchè a me non è data l’opportunità di sanare i miei 6000 euro per gli anni in cui son ancora accertabili versando la modica percentuale del 5% ? Per quale ragion le varie associazioni di categoria non prendono posizione e nn rivendicano l’uguaglianza fra contribuenti?
Perchè solo ai capitali detenuti all’estero è stata data questa opportunità? I soldi sporchi sono diversi se detenuti oltre confine? Cordiali saluti a voi che con professionalità avete deciso di dar voce alla vostra coscienza, perchè così facendo date voce anche a noi.

Antonella Paganini

Alla prima lettura ho pensato: “Ma stiamo scherzando? Ma cos’è, una provocazione?”. E si firma pure l’artigiana-parrucchiera!

Ecco, il contenuto di questa lettera è veramente esemplare. E contiene in sé elementi che possono generare una riflessione di una qualche importanza. Cosa ci dice la signora Antonella? Ci dice che i ricconi, che si permettono di esportare capitali all’estero sono proprio stronzi e farabutti e adesso possono sanare le loro irregolarità pagando la modica cifra del 5% sul capitale che rientra.

E chi siamo noi per non poter sanare il nostro onesto guadagno in nero? Vogliamo che le ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA SI MOBILITINO PER RIVENDICARE L’UGUAGLIANZA DEI CONTRIBUENTI!!!

Insomma la signora artigiana-parrucchiera lascia in nero un quarto del suo reddito e vuole pagarci 300 Euro per sanare tutto.

[si fa notare che da questo momento in poi ho dovuto inserire un filtro di censura delle molteplici imprecazioni offensive contro l’artigiana-parrucchiera]

  1. Innanzitutto esiste già, cara la mia artigiana-parrucchiera, l’uguaglianza dei contribuenti: TUTTI devono pagare TUTTE le TASSE che sono dovute!
  2. La prossima volta, per favore, legga questa lettera mentre è circondata da lavoratori dipendenti, i cornuti di questo paese, che le tasse le pagano, e poi ne riparliamo. Oppure i poveracci che lavorano a 500-700 Euro al mese. Eventuali cure contro lividi, escoriazioni e contusioni causate da eventuali discussioni con i suddetti lavoratori sono tutte offerte dalla sanità pagata con le tasse di tutti.
  3. Il punto uno vale davvero per tutti, anche per chi *non* vota per Berlusconi.

Siccome sono un coerente dalla mente piccola e di vedute ristrette, detesto innanzitutto l’incoerenza. Tipo i turbo-ecologisti che non fanno la raccolta differenziata. O sprecano elettricità. O sporcano per terra (leggi mozziconi di sigaretta). Non sapete quanto mi fanno incazzare.

Eh quindi sì, ritornando al contesto attuale, io sarei un po’ stufo di sentire le persone (soprattutto se a parole sono degli accesi anti-Berlusconiani) invocare “giustizia sociale” quando si parla di persone lontane, possibilmente ricche, possibilmente grandi imprenditori, possibilmente politici; però quando si ritorna alla vita di tutti i giorni, ovvero ai propri comportamenti individuali, ovvero a quello che *davvero* conta perché noi possiamo fare la differenza, le stesse regole che costoro vorrebbero applicare a quegli altri farabutti non valgono per loro stessi.

Ognuno ha la sua piccola giustificazione. Se no non sopravvivo. Se no non guadagno. Se no non vado in vacanza a Formentera. Se no non posso placare il dovere morale che mi impone di evadere le tasse che devo allo Stato.

Invece c’è chi paga le tasse, ogni singola Lira o Euro da generazioni, e si sobbarca per intero a causa di questa gentaglia, il costo dello Stato e dei servizi che questo eroga ai cittadini. Ma quali servizi? Lo stato non fa niente. Eh brutto cretino, se le pagaste le tasse, ci sarebbero servizi come in Germania o in Svezia.

In generale tutto questo è figlio di una concezione che fu riassunta efficacemente dall’attuale presidente del Consiglio sul dovere morale di evadere le tasse. Ovvero distorcere la legge secondo i propri criteri di giudizio personale. Secondo me non è morale che io paghi le tasse. Quindi non le pago.

Ed in generale tutto questo ci porta all’odioso principio sbandierato dal centro-destra negli ultimi 15 anni:

Pagare meno tasse, per pagarle tutti

Nooo! NOOOOOOO! Non funziona così, neanche per scherzo. La versione corretta della precedente è:

Pagare tutti le tasse, per pagarne tutti di meno

Immaginate l’evasore totale o anche un blando evasore, che siccome ci sono meno tasse allora decide improvvisamente di pagarle, dopo una vita passata a nascondere il proprio reddito. E’ la seconda invece la strada da seguire. Finché la gente non capirà che è un vantaggio per tutti se tutti pagano le tasse, non si andrà mai da nessuna parte.

E qui dovrei aprire il capitolo della lotta all’evasione ed all’elusione fiscale, che meriterebbe (e prima o poi meriterà) un post a parte. Ovvero, nel momento in cui la gente comune non capisce la versione due, è il caso che gliela faccia capire lo Stato. Se poi, è lo Stato addirittura che non si dimostra combattivo contro gli evasori, gli imprenditori che commettono falso in bilancio, ed in generale contro tutti coloro che commettono frodi fiscali, ovvero lo Stato rinuncia a riscuotere ciò che è dovuto per il bene di tutti, e anzi propone scandalosi condoni come il recente scudo fiscale, beh siamo davvero alla frutta.

P.S. questo post l’ho scritto quasi interamente di getto ieri, ma poi mi sono fermato, per finirlo e pubblicarlo oggi. Ieri si commemorava l’anniversario della nascita di Gandhi. Ed io, ho molto rispetto per la lotta non violenta. Oltre ad esserne un sostenitore quando non leggo lettere del genere.

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2 Risposte to “Uguaglianza dei contribuenti e la voglia di menare le mani”

  1. Ipazia Sognatrice Says:

    Quello che dici è vero. E la penso come te. Però faccio l’avvocato del diavolo.
    In Italia la situazione è talmente incancrenita a causa dell’evasione che la parrucchiera ha paradossalmente le sue pratiche ragioni. Siccome in Italia solo alcuni pagano le tasse, allora lo stato impone una tassazione assurda, che la piccole imprese devono evadere per arrivare a fine mese. In un perverso circolo vizioso. Le tasse sono alte perché lo stato ci presume tutti evasori.
    La signora Antonella evade 6.000 euro su 20.000. Se dovesse pagare il 40% di tasse su 26000, dovrebbe dare allo stato 10.400 euro. Se però Antonella guadagnasse 260.000 euro l’anno, dovrebbe darne 104.000. Ora, è più facile tirare avanti con 15.600 euro al mese, o con 156.000 che ti restano? Purtroppo, nella prassi i contribuenti non sono tutti uguali.
    Si arriva a quello che dici tu: paghiamo tutti per pagare meno. Ma a questo si arriva solo investendo in controlli strettissimi della Guardia di Finanza, e imponendo ancora più tasse, come aveva fatto Padoa Schioppa. Giusto? Sì. Ma è una manovra che darà i suoi frutti a lungo termine. E intanto la gente torna a votare Berlusconi. E torna ad evadere.

  2. Twilight of my Country Says:

    D’accordissimo sul problema del circolo vizioso.
    E’ proprio il punto dove sarei arrivato (in un futuro post).

    In generale vedo due problemi.
    1) Un problema culturale. La gente vede le tasse come una sorta di oppressione dello Stato e non come un contributo per le spese di pubblica utilità. Questo è in parte giustificato dal fatto che lo Stato non ritorna quasi nulla in cambio.
    2) Un problema di “giustizia sociale”. Indipendentemente da come è realizzato ora l’attuale livello di “progressività” delle imposte, l’attuale livello delle tasse stritola soprattutto i ceti medi o medio-bassi che con onestà le volessero pagare tutte. Chi ha redditi molto alti, ha aliquote alte che tolgono tantissimo del suo onesto guadagno, però riesce a campare lo stesso molto facilmente.

    La 1) come tentavo di dire è secondo me molto pericolosa. Perché incentiva ognuno ad avere una personale giustificazione per evadere le tasse. Che ci sia particolarmente odiosa la situazione per i contribuenti di ceto medio-basso o basso lo comprendo benissimo (al di là della foga con cui ho scritto il post qui sopra). Però ripeto, c’è anche chi le tasse le paga tutte pur essendo in soglia di povertà.

    Come si rompe il circolo? Secondo me con due cose. Lotta all’evasione e riduzione della spesa pubblica nei settori giusti. Non sono così convinto che si debba per forza alzare le tasse.
    Con la lotta all’evasione fiscale vera (senza spettacolarismi alla Rebellin e Rocco Siffredi) oltre a tutte le frodi fiscali in generale, si può recuperare una quantità di soldi incredibile. A costo zero per i cittadini onesti. Per di più si ridà un po’ di credibilità allo Stato, che si va sempre più ad affossare ad ogni condono. Ognuno di questi provvedimenti è uno schiaffo morale ai contribuenti onesti. Che poi magari pensano di evadere anche loro, perché passare per anni per cornuti non piace a nessuno.
    Se almeno non si riesce a far pagare le tasse perché si vuole, le si faccia pagare perché si ha paura delle conseguenze se ti beccano.

    Altro esempio. Dall’indagine su Campione d’Italia, risultava che c’erano concessioni evase per le slot machine per 98 miliardi di euro. Sono tre finanziarie pesanti. Tre.
    Cioè per tre anni tutti gli italiani avrebbero potuto vivere praticamente di rendita.
    Se uno volesse davvero risanare (temporaneamente) i conti potrebbe farlo anche solo con una lotta seria ed a tutto campo all’illegalità. E (forse) pure abbassando le tasse.

    Per un risanamento a lungo termine sono necessari degli interventi strutturali. Qui non ho un’idea precisissima, lo ammetto.
    Però, per fare un esempio, abolire queste provincie non sarebbe questa cattiva idea. E sono sicuro ci siano moltissime parti della burocrazia e delle istituzioni che non fanno sostanzialmente niente e che si potrebbero potare, riducendo così la spesa pubblica. Sono sicuro che se si avesse la volontà politica, non servirebbe alzare le tasse in generale anzi si potrebbero abbassare. Il problema è andare ad intaccare tutti gli interessi che sono in gioco nel momento in cui si fanno queste ristrutturazioni.

    Se si riuscisse poi a far capire tutto questo… Ma questo è il problema della *comunicazione* di quello che vuoi fare. Forse il problema sta proprio qui. Velo pietoso e fine commento.


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