Piercamillo Davigo – Lo stato della giustizia italiana

Disclaimer: il post è lunghetto ma ne vale la pena. (questo è un ricatto morale per i miei aficionados che si lamentano della lunghezza di alcuni miei post. Io vi ho avvertiti che vale la pena leggerlo).

Allora, archiviata la storia del Lodo Alfano, ecco che il “centro-destra” (le virgolette sono sempre d’obbligo) si appresta ad escogitare qualche modo alternativo per bloccare i processi del padrone. Il tutto poi nel quadro globale di una riforma della giustizia. Stiamo a posto.

Ogni volta che si sente questa gente parlare di riforma della giustizia, dovrebbero tremare le vene dei polsi. Infatti ne sento di tutti i colori, ed in particolare davvero, ma davvero non capisco come il ddl sulle intercettazioni e la separazione delle carriere dovrebbero risolvere gli endemici problemi della giustizia italiana. E’ piuttosto chiaro per chi non parli per slogan o spot ma abbia almeno un po’ di conoscenza di quello che si sta dicendo, che il tutto ha semplicemente lo scopo di rendere difficilissimo individuare i reati tipici dei colletti bianchi e portare i pubblici ministeri sotto il controllo dell’esecutivo, avvicinandoci quindi al problematico modello francese o ancor più al disastroso modello americano, non avendone nemmeno la severità ed efficacia che li distinguono (oltre al fatto che in quei modelli ci sono problemi veri di garantismo). Questo, oltre a garantire l’impunità ai parlamentari, vedi ad esempio la reintroduzione dell’autorizzazione a procedere di cui si è riniziato a blaterare negli ultimi giorni.

Ecco, in generale quando si parla di giustizia si sente di tutto, sparacchiato un po’ a caso. Io per carità, non è che abbia studiato legge, però occupandomene con interesse da diversi anni, penso magari di non capire tutto, ma di essermi fatto un’idea precisa e tutto sommato credibile e rispettabile.

Per di più sto sviluppando soprattutto negli ultimi tempi un sentimento di disgusto e repulsione per chi parla senza sapere di cosa stia parlando. Un po’ così, con qualche proclama ad effetto. Facciamo un esempio: supponiamo che qualcuno commenti la recente legge sul reato di immigrazione clandestina.

Come mi piace questa nuova legge sull’immigrazione clandestina.“. Per carità, de gustibus. In generale si potrebbe dire che mi piace una ragazza o il suo sedere. Se a uno gli piace tanto la legge sull’immigrazione clandestina, cavoli suoi.

Come mi piace questa nuova legge sull’immigrazione clandestina. Così saremo tutti più sicuri.”. Ecco no. Questa roba invece in mia presenza non passa. E la strategia è (a meno che non sia ultra-depresso o stia palesemente male) seppellire l’incauto malcapitato con *tanti e tali* argomenti da per lo meno zittirlo e rendergli impossibile di replicare. Così la prossima volta ci pensa due volte prima di dire delle corbellerie da bar sport. Se poi finirà che nessuno vorrà accennare a qualcosa di politica con me nei dintorni, meglio ancora.

Ora, in generale, il problema nel *tanti* e *tali* argomenti, è il *tali*, ovvero la loro fondatezza ed inoppugnabilità. Per il *tanti e basta* infatti, basta un Gasparri qualunque, che appunto per questo, basta emetta frasi di vago senso compiuto per coprire le voci degli altri.

Se uno, da zero, volesse saperne un po’ di più sullo stato della giustizia italiana e sui veri problemi che la affliggono e ne determinano la catastrosa inefficienza, che dovrebbe fare?

Fra i libri più interessanti e di facile lettura io consiglio sempre “Toghe Rotte” di Bruno Tinti (ed. Chiarelettere), di cui magari farò una breve recensione a parte.

Un’altra fonte di notizie sullo stato della giustizia italiana di grande rispetto ed autorità per me è sempre stato Piercamillo Davigo.

Piercamillo Davigo è stato fin dagli inizi uno dei sostituti procuratori del pool di Mani Pulite assieme ad Antonio Di Pietro e Gherardo Colombo, sotto il Procuratore della Repubblica Francesco Saverio Borrelli. E’ tuttora l’unico ancora in servizio in magistratura, dove dal 2005 ricopre la carica di Consigliere di Cassazione.

Di Davigo sono riuscito in passato a reperire numerosi video (non ho ancora letto niente di suo), e devo dire che mi è sempre piaciuto il suo modo sintetico, semplice, schietto, deciso e sarcastico di esprimere fatti ed opinioni sulla magistratura e lo stato della giustizia. Dei quattro magistrati del pool nominati prima, certamente è quello con le migliori abilità oratorie ed ha una ottima capacità di arrivare subito al punto.

Dei quattro, Davigo è quello più a destra nella concezione della giustizia (è iscritto a Magistratura Indipendente, la corrente di destra dell’ANM) e questo si può capire anche dalla differente analisi della situazione della giustizia in Italia e dall’analisi dello stato morale del paese, rispetto ad esempio a Gherardo Colombo (dei quattro, quello con l’interpretazione più a sinistra, era iscritto a Magistratura Democratica). Ovviamente, quando dico sinistra o destra per un magistrato, questo non ha niente a che fare con questioni di partiti politici, o toghe rosse, o interpretazioni fantasiose secondo cui esistano magistrati che vadano alla guerra contro il governo perché non è il partito che votano. Tanto per evitare equivoci.

Molto molto in soldoni, il cuore dell’interpretazione di Gherardo Colombo è: ci sono regole, ma le regole servono solo se l’illegalità non è la regola. Nel momento in cui l’illegalità è dilagante fra gli stessi cittadini (evasione delle tasse, etc. etc), allora le regole sono sostanzialmente inutili se non si passa per una rifondazione morale della società. Non si può delegare alla magistratura l’opera di moralizzazione della società. L’analisi sulla giustizia è ovviamente più approfondita, ma questa mi pare la parte più importante. Sono molto d’accordo con questa tesi. Gherardo Colombo infatti sta spendendo gli ultimi anni dopo le sue dimissioni dalla magistratura (in seguito alla frustrazione sullo stato della giustizia, particolarmente evidente dalla sua carica di Consigliere della Cassazione) girando per scuole ed auditorium e parlando soprattutto ai giovani della moralità come riscoperta e dovere civico. Cose che non si sentivano da anni.

Altrettanto in soldoni, (parte de) l’interpretazione di Davigo è: abbiamo un codice penale da spaventapasseri. Leggendolo ci sono pene terribili, ma poi di fatto nella loro applicazione non si manda in galera quasi mai nessuno. E se passa continuamente il concetto di impunità (indulti, prescrizione, leggi inefficaci), l’illegalità non può che aumentare.

Bene, nonostante io creda molto alla tesi di Colombo, sarà che sono un po’ anti-italiano, ma ritengo sempre più che fra la rifondazione morale del paese ed iniziare con lo sbattere in galera i criminali, inclusi e soprattutto i politici, con un po’ di certezza della pena e un po’ di minime riforme strutturali, sia molto più facile realizzare la seconda. Dopotutto, visto che agli italiani piace la frusta, e allora per chi viola la legge frusta sia.

Volevo allora segnalare il video di una conferenza svoltasi a Trento nel giugno 2008 in cui ha partecipato anche Davigo. Il video, diviso in quattro filmati youtube (poco più di 30 minuti in totale), secondo me rappresenta un breve ed efficace esame della situazione italiana e di quali possano essere i rimedi da applicare per sanarla. Davigo, con la sua consueta oratoria efficace e sarcastica ci introduce diversi argomenti:

  1. La giustizia italiana e le violazioni della legislazione europea (ragionevole durata del processo / processi agli irreperibili) – I mali del sistema giudiziario: quantità eccessiva di processi
  2. I mali del processo civile – I mali del processo penale (tipo e quantità di reati penali / conseguenze dell’introduzione di nuovi reati / terzietà del giudice / contraddittorio orale)
  3. Riforma del codice di procedura penale del 1989 – Effetti a breve e lungo termine dell’indulto del 2006 – Possibili soluzioni: riduzione del contenzioso – rendere poco conveniente resistere in giudizio – innocente fino a sentenza (come in Europa) o fino a sentenza definitiva (come in Italia)? – aumento di risorse o maggiore efficienza e meno sprechi?
  4. Possibili soluzioni: differenza fra repressione teorica e repressione applicata – la differenza fra repressione in Italia e repressione nei paesi confinanti fa importare criminalità – la virtù delle pene brevi opposta alle sospensioni delle pene – le follie paradossali delle espulsioni degli immigrati clandestini.

In particolare la quarta parte è molto efficace per dimostrare (utilizzando come esempio la recente legge sul reato di immigrazione clandestina) quanta demagogia e superficialità ci siano nella discussione su questi argomenti e di come questa legge non serva veramente a niente se non ad aggravare ancora di più lo stato della giustizia.

Un po’ di “best of:

L’Italia aveva così tanti ricorsi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo contro la irragionevole durata dei processi che, la Corte Europea, la quale aveva detto che più o meno un processo si doveva considerare di durata non ragionevole se dall’inizio alla sentenza di primo grado superava i 2 anni e mezzo, ha dovuto alzare questa valutazione a 3 anni perché lei non ce la faceva più a fare le sentenze in 2 anni e mezzo perché sommersa dai ricorsi provenienti dall’Italia. Questo spiega perché poi si infuriano con noi.

La questione dei processi agli irreperibili invece è un esempio di follia nazionale. Allora, noi processiamo persone, che non si sa dove sono. Io una volta sono stato invitato all’Università Complutense di Madrid per una tavola rotonda sul rispetto dei diritti umani nei vari processi dell’Unione Europea…  ero l’unico italiano.. appena mi siedo tutti se la prendono con me dicendo: <<L’Italia è un paese barbaro ed incivile>>. E perché mai? Cosa abbiamo fatto?

…noi abbiamo un codice, che a me sembra scritto da dei malati di mente.

Terza cosa: la oralità. Ora, secondo me la oralità rappresenta il ritorno al neolitico…

Si è parlato prima del discorso dei rumeni… ma il ministro dell’Interno della Romania è stato molto duro, dicendo: <<Certo che vengono i nostri delinquenti da voi! Se gli deste le pene che gli diamo noi starebbero qui!>>

…questa idea balzana del reato di immigrazione clandestina… a parte il fatto che poi anche lì io non lo so… prevedono la reclusione fino a 4 anni. Nessuno spiega ai cittadini che fino ai 4 anni nessuno si può mettere in carcere! Bisogna metterlo agli arresti domiciliari. Ma se è clandestino dove lo metti agli arresti domiciliari?

…tenendo conto di un’altra cosa.. che tutte le volte che questi vengono denunciati.. ottengono il permesso di soggiorno per motivi di giustizia! Perché hanno diritto di difendersi nel processo!

Annunci

3 Risposte to “Piercamillo Davigo – Lo stato della giustizia italiana”

  1. vittorio Says:

    straordinariamente chiaro ed illuminante
    ci vorrebbero piu’ persone così capaci
    di esporre i problemi reali e nel contempo capaci di
    indicare soluzioni. Davvero fuori dalla mediocrità
    del dibattere quotidiano sopratutto delle tv
    grazie vittorio

    • Twilight of my Country Says:

      Ciao Vittorio.
      Sante parole… Delle spiegazioni del genere, chiare, precise, subito al punto, dette in questo modo possono per di più essere comprese da chiunque. Non serve di certo chissà quale conoscenza di giurisprudenza.
      Tra l’altro una parte di questi argomenti sono stati ripresi da Davigo proprio in una recente puntata di Annozero.

      In ogni caso secondo me una mezzoretta del genere dovrebbe andare su una televisione pubblica.
      Però è evidente che non si farà. Altrimenti le persone iniziano a capire…
      A presto!

  2. Andrea Moriggi Says:

    Piercamillo Davigo è il miglior magistrato che io abbia mai avuto il piacere di ascoltare: oltre alla sua enorme competenza giuridica, ha una cultura senza eguali, riesce ad essere ironico e penetrante allo stesso tempo, e ha un eloquio veramente gradevole. Poi è caratterialmente uno che non ha mai mollato, e non parlo solo della professione; è una persona coerente ed onesta, come ce ne vorrebbero di più in questo paese disastrato. Chissà se inviterà a cena, prima o poi, il suo vicino di casa per fare il test d’integrita sul furto all’argenteria… 🙂


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: