Intimazioni al vento e la pochezza ministeriale

In questo articolo del Corriere, la ministro Prestigiacomo ci delizia tra l’altro con questa trovata per ridurre lo smog:

Si può pensare […] ad intimazioni a tenere le temperature più basse negli appartamenti.

Neanche leggi o regolamentazioni. Intimazioni? Ma come funziona? Mandi un criminale (registrato in un apposito albo, che in Italia non mancano mai) casa per casa a fare l’intimazione/intimidazione ufficiale da parte del governo?

Ma un piano nazionale di ristrutturazione e coibentazione degli edifici e regole ferree per la costruzione dei nuovi, no eh?
Darebbe una spinta propulsiva all’economia ed otterremmo considerevoli vantaggi ambientali.

No, invece noi ci teniamo “il piano casa” ed il ministro intimante ed intimidente.
Che poi, visto il senso civico dell’italiano medio, devi intimare parecchio perché abbassi davvero il termostato.

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2 Risposte to “Intimazioni al vento e la pochezza ministeriale”

  1. Ipazia Sognatrice Says:

    Ora, non voglio fare la sapientona, ma il De Mauro mi dice che ‘intimare’ fa parte del lessico giuridico e significa ‘ordinare per forza di legge’. Vero è che poi il contenuto del post è un altro, ma la povera Prestigiacomo ha avuto semmai il demerito di essere troppo formale, nella sua dichiarazione, ma non intimidatoria.
    Quanto al contenuto del post, per carità, quella di agire sul riscaldamento domestico e basta è un’idea infantile. L’unico merito che può avere una linea politica del genere potrebbe essere quello di far capire che l’inquinamento e lo spreco di energia sono cose che avvengono anche a livello individuale. E che non ci possiamo lamentare degli sprechi, se teniamo il riscaldamento a mille e le finestre aperte, o l’aria condizionata a mille e le porta aperte d’estate (come fanno molti negozi) o se continuiamo ad acquistare SUV che consumano come TIR.
    Ma questo, come dici tu, non è che un’idea naive, se non si affrontano seriamente i problemi alla radice.

    • Twilight of my Country Says:

      Sapevo dell’uso di intimare (ad esempio: “I carabinieri intimano l’alt”) ma mi mancava il “per forza di legge”, che cambia necessariamente la prospettiva.
      Ed al vocabolario, che gli dice che ha sbagliato, uno non può che inchinarsi.
      O modificarlo per decreto legge.


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