Piercamillo Davigo – Otto e mezzo – Comandano i corrotti?

Piercamillo Davigo, durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2006 (Foto di Francesco Garufi)

La puntata di Otto e Mezzo del 15 Febbraio andava in onda pochi giorni prima del diciottesimo anniversario di Mani Pulite.

Ospiti, Massimo Franco, notista del Corriere della Sera, e Piercamillo Davigo, uno dei pubblici ministeri dell’originario pool di Milano dell’inchiesta Mani Pulite ed ora Consigliere di Cassazione.

Il titolo della puntata era “Comandano i corrotti?”

Lo streaming dell’intera puntata (32 minuti che veramente meritano) lo trovate qui.

Come al solito Davigo è stato efficacissimo e devastante. Ancor di più in questo contesto, in quanto le saltuarie domande di Franco, tendenzialmente cerchiobottiste o tese ad alzare una cortina fumogena con i soliti noti argomenti da infotainment politico, venivano continuamente ribattute con risposte precise, secche e sensate.

In alcuni momenti Franco sembrava quasi assente e mostrava difficoltà in un confronto con argomenti sostanzialmente inediti per la televisione.

Anche qui un po’ di best of:

Una volta mi è capitato di parlare con un segretario di partito […], che mi manifestò la sua intenzione di presentare una legge che intendeva vietare ai magistrati di candidarsi alle elezioni politiche. Io gli risposi che in tutti i paesi del mondo i diritti politici li tolgono ai delinquenti, è solo in Italia che si pensa di toglierli ai giudici.

Si è fatta scattare in ambito politico la presunzione di non colpevolezza che è tipica del procedimento penale, senza le cautele che una persona normale usa nella vita di tutti i giorni. […] Si rivendica l’attesa della sentenza definitiva, cioè del terzo grado di giudizio, dimenticandosi che questo vale per vedere se una persona deve o meno essere punita, non per adottare cautele. Se una persona è condannata per pedofilia solo con sentenza di primo grado, chi le affiderebbe la propria figlia per accompagnarla a scuola?

Quando Cuccia, presidente di Mediobanca, venne intervistato dai giornalisti dopo aver deposto come persona informata sui fatti alla Procura di Ravenna, alla domanda di un giornalista se i bilanci della Ferruzzi Finanziaria fossero falsi, rispose: <<Non ne ho mai visto uno che non lo fosse>>

Io mi sono trovato una volta negli Stati Uniti oggetto di divertita curiosità da parte dei colleghi americani, quando hanno scoperto che in Italia si fanno indagini sulla corruzione. E alla mia sorpresa del loro stupore, mi hanno detto: <<Ma è troppo difficile! Come fate a fare le indagini sulla corruzione?>>. Dico: <<Ma perchè voi cosa fate? Li lasciate rubare?>> La risposta è stata: <<No, noi gli mandiamo un agente sotto copertura ad offrirgli dei soldi. Se li prende lo arrestiamo!>>. Cioè lo chiamano: Test di integrità.”

Lo stato occidentale moderno si fonda sul principio della divisione dei poteri. La divisione dei poteri ha senso, se i dissensi tra i poteri sono fisiologici, perché se andassero sempre d’accordo non ci sarebbe bisogno della divisione dei poteri. Un pochettino come i diritti di libertà.
I diritti di libertà sono stati conferiti per poter parlar male di chi ha il potere, perché per parlar bene c’erano già i cortigiani.

Ed il migliore di tutti:

Franco: <<C’è un modo per rompere questo circolo vizioso fra voi e la politica, dottor Davigo?>>
Davigo: <<Ah, certo che c’è! Basta smettere di rubare!>>

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Costanzo, Bersani e Scajola a Sanremo

Vista la mancanza di tempo, non sono riuscito a commentare nei giorni scorsi il penoso spettacolo offerto a Sanremo dalla politica e dai manovratori televisivi.

Il piduista Maurizio Costanzo, parlando di Termini Imerese, prepara un bel trappolone e chiama in causa Bersani, presente in sala, in questo modo…

In terza fila, abbassa la testa, ma io l’ho visto, il segretario del Partito Democratico, onorevole Bersani. Buonasera. Se vuole rispondere lo faccia, se no no. E’ una parola sul futuro…

Bersani ha un tono dimesso, arrendevole, si fa trattare come un pezzente da Costanzo. In più viene interrotto dalle grida della claque che si è portato dietro Scajola, che ha il suo feudo elettorale lì vicino, ad Imperia.

Claque che applaudirà Scajola ad ogni singola frase proferita, compreso l’esordio:

Ma noi siamo qui tra l’altro per uno spettacolo che è bellissimo. E lo spettacolo, che è un momento di evasione per tutti i cittadini italiani, oltre che per quelli che sono qua..”

Cioè proprio una roba del genere.
Schifo e raccapriccio.

Potete vedere tutto ciò a partire dal minuto 6 del filmato qui sotto (che peraltro riporta altre pregevoli perle dell’ultima serata)

Tg1, Mills e la noiosa prevedibilità

Un numero del quotidiano russo Пра́вда ("Pravda"). Associazione mentale con "informazione veritiera e corretta".

Sul tema “come volevasi dimostrare” [vedi il post precedente], Repubblica.it segnala come al Tg1 delle 13.30 venga riferito per ben due volte che David Mills è stato assolto dalla Cassazione.

A beneficio dei posteri, ricordiamo che la Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna inflitta in appello all’avvocato Mills per intervenuta prescrizione, ma ha confermato il reato accertato in quella sentenza: corruzione.

In soldoni, Mills è stato corrotto, ma il processo si è concluso troppo tardi, perché in Italia c’è un bizzarro concetto di “prescrizione”, che impone la non punibilità dei reati dopo un certo ammontare di anni (che dipendono dalla pena massima prevista, che in principio sarebbe proporzionale alla gravità del reato), ed il computo dei termini di prescrizione continua anche con il processo in corso (in altri paesi il concetto di prescrizione si applica ma non è più valido quando parte il processo).

Solo per questa ragione, il corrotto Mills l’ha fatta franca, in questo caso in particolare grazie alla legge ex-Cirielli, che inasprisce le pene per i recidivi, ma le riduce per gli incensurati (accorciando quindi anche i termini per la prescrizione).

Se c’è un corrotto, c’è anche un corruttore. Chi avrà mai corrotto Mills?

Nel frattempo, il Tg1 giganteggia in quell’insieme di nomi che rievocano il concetto di “informazione veritiera e corretta”.
Tipo la Pravda, per fare un esempio.

Come si è ridotto il Tg1

Sulla sezione online di Micromega, Giuseppe Giulietti, presidente dell’Associazione Articolo 21, presenta qualche riflessione su come si sia ridotto il Tg1 con la conduzione di Augusto Minzolini.

Si veniva da brutture terribili ed indimenticabili delle gestioni di Clemente J. Mimun e di Gianni Riotta, ma ovviamente in Italia non si tocca mai il fondo, e non esistono limiti di pudore invalicabili.

Simone Cristicchi – Meno Male – Sanremo 2010

Sanremo non è proprio il posto adatto per una canzone del genere.

Per di più, il ritornello, accattivante, ma anche la parte più debole del tutto, ha consentito di applicare a questa canzone gli stessi principi di disinformazione che denuncia.

Testo:

La gente non ha voglia di pensare cose – cose negative
la gente vuol godersi in pace le vacanze estive
ci siamo rotti il pacco di sentire che tutto va male
della valanga di brutte notizie al telegiornale
C’è – L’Italia paese di Santi
pochi idraulici e troppe badanti
C’è l’Italia paese della Liberté
Egalité e del Gioca Giuè!
C’è – l’Italia s’è desta ma
dipende dai punti di vista
C’è la crisi mondiale che avanza
e i terremotati ancora in vacanza

Ma meno male che c’è Carla Bruni
Siamo fatti così – Sarkonò Sarkosì
Che bella Carla Bruni
se si parla di te il problema non c’è
io rido… io rido…
ambarabàciccicoccò soldi e coca sul comò

C’è l’Italia dei video ricatti
c’è la nonna coi seni rifatti
e vissero tutti felici e contenti
ma disinformati sui fatti
Osama è ancora latitante
l’ho visto ieri al ristorante!
Lo so che voi non mi credete
se sbaglio mi corigerete

Meno male che c’è Carla Bruni
Siamo fatti così – Sarkonò Sarkosì
Che bella Carla Bruni
se si parla di te il problema non c’è
io rido… io rido…

La verità è come il vetro
che è trasparente se non è appannato
e per nascondere quello che c’è dietro
basta aprire bocca e dargli fiato!

Carla Bruni… Carla Bruni…

Meno male che c’è Carla Bruni
Siamo fatti così – Sarkonò Sarkosì
Che bella Carla Bruni
se si parla di te il problema non c’è

Io me la prendo con qualcuno
tu te la prendi con qualcuno
lui se la prende con qualcuno
E sbatte la testa contro il muro
Io me la prendo con qualcuno
tu te la prendi con qualcuno
lui se la prende con qualcuno
noi ce la prendiamo…

Italia amore mio (la lala lala…)

Sanremo. Definitivamente fuori Toto Cutugno, Nino D’Angelo, ed i Sonohra.

Ripescato invece il nuovo inno dell’UDC.

Fortunatamente anche stasera ho un impegno.

17 Febbraio 1992 – 18 anni di Mani Pulite

Il 17 Febbraio 1992, veniva arrestato il socialista Mario Chiesa, il presidente del Pio Albergo Trivulzio a Milano.

Mentre era in carcere, Chiesa fu scaricato dai politici e definito “mariuolo” da Craxi.
Vistosi abbandonato, Chiesa iniziò a vuotare il sacco determinando una reazione a catena che condusse alla scoperta del sistema di corruzione sistematica a Milano.
Non si trattavano infatti di episodi di corruzione singola, ma di veri e propri sistemi criminali.

Per commemorare l’evento, a futura memoria, sperando che nel frattempo non sia stata cancellata o modificata dalla continua e martellante campagna di delegittimazione perpretata contro i magistrati in generale e quelli di Milano in particolare, volevo pubblicare qualcosa di interessante.

Ed allora, confido nel sempre eccellente Piercamillo Davigo.

In questo bellissimo video del 2004, Piercamillo Davigo, con la consueta precisa e sarcastica oratoria, confuta le principali critiche che sono state avanzate contro l’indagine Mani Pulite ovvero:

1) errori; 2) abusi; 3) parzialità; 4) complotto politico.

Nel video, Davigo riflette anche sul sistema utilizzato per discernere fra i reati di concussione e corruzione.

Un po’ di best of:

Ma come mai il passante ferroviario di Milano costa il doppio di quello di Zurigo e dopo vent’anni non è ancora finito? […] E come mai dopo gli arresti i successivi appalti sono stati assegnati con un ribasso su base d’asta del 40% rispetto a prima? Dicevano che costava di più perché c’era la falda freatica alta… Si vede che gli arresti fanno abbassare la falda freatica!

Guardate, questa storia delle toghe rosse è talmente una panzana, che ogni tanto persino quelli che la sostengono si pentono o si distraggono e confessano che non è vero!

Quando al povero Gherardo Colombo hanno fatto un procedimento disciplinare per la storia della Bicamerale figlia del ricatto che non aveva detto lui ma aveva titolato il Corriere della Sera, D’Alema commentò: <<Sono proprio quelli più vicini a noi…>>
E Colombo disse, parafrasando Totò: <<Più vicino sarà lei!>>

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