Il pericolo dello schifo “fuori scala”

Manometro. In Italia potremmo essere verso il 20.

Non ho idea se i miei sforzi per arrivare all’atarassia stiano dando i loro frutti, ma non mi sento oltremodo turbato da quello che è successo in questi giorni.

Ed allora vorrei in breve dire la mia opinione sulla situazione italiana che si è creata in questi giorni.

Prima, una precisazione per sgombrare un po’ di dubbi rispetto a quello che scriverò nella seconda parte del post.
Avendo un deciso (ed a volte pericolosamente manicheo) senso della legalità, penso che quello che è stato fatto sia una vera e propria violenza allo stato di diritto italiano.
Fine.

Ed ora un po’ di sfumature.
Ci sono ottimi motivi per essere incazzati con il “decreto interpretativo”. Nel mio personale riassunto:

1) non mi pare molto interpretativo, in quanto prevede delle vere e proprie nuove norme sulla presentazione delle liste. Ad esempio al comma 4 dell’articolo 1:
Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle operazioni e ad ogni altra attivita’ relative alle elezioni regionali, in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto. Per le medesime elezioni regionali i delegati che si siano trovati nelle condizioni di cui al comma 1 possono effettuare la presentazione delle liste dalle ore otto alle ore venti del primo giorno non festivo successivo a quello di entrata in vigore del presente decreto.

2) è stato emanato a posteriori e non prima della scadenza dei termini di presentazione delle liste, come invece il provvedimento che nel ’95 allungò i termini per la presentazione delle liste per consentire l’accesso alle elezioni anche ai Radicali in ritardo. E questo aspetto determina il “cambiamento delle regole del gioco”, messo in luce perfino dalla CEI che si ostina a violare il concordato. Ah, il relativismo!
Edit ore 16.47. La CEI si è già rimangiata tutto.

3) non sono troppo esperto sfortunatamente, ma provvedimenti in materia elettorale non erano di esclusiva pertinenza del Parlamento?
Edit 11/03/2010: No, mi sbagliavo. Quella è la legge elettorale per le elezioni politiche. Come dice il Tar, le elezioni regionali sono regolamentate dalle leggi emanate dalle singole regioni.

4) questo “decreto interpretativo” introduce un precedente a cui sarà possibile richiamarsi in futuro.

Onestamente, non è che mi aspettassi niente di meno. Insomma, si sapeva che avrebbero fatto una porcata per riammettere le liste a tutti i costi. E chi non lo pensava è solo un ingenuo, per usare termini benevoli.

La differenza rispetto al solito è che la banda di magliari che si fa inopinatamente chiamare “centro-destra” ha questa volta dimostrato molto visibilmente la propria totale incompetenza e la squallida evanescenza di un partito di plastica come il Popolo della Libertà.
In altre situazioni questo non era mai stato esposto così chiaramente a livello mediatico.

Per quanto mi riguarda, rispetto ad altre schifezze passate, non mi sento così convinto di aderire, soprattutto acriticamente, allo sdegno collettivo di massa (che per carità, ha tutte le ragioni per manifestarsi) . Per dire, per quanto mi riguarda l’approvazione dello scudo fiscale mi ha fatto incazzare MOLTO MOLTO di più.

Inoltre, anche questa volta devo dire che sono in disaccordo col cannoneggiamento contro Napolitano fatto da Di Pietro, per le motivazioni che sono state espresse bene qui. La mia stima per Napolitano Presidente della Repubblica è da tempi non sospetti sottozero (lo zero Kelvin, non il Celsius, come si può controllare nell’apposita “categoria” del blog)

Personalmente mi fa molto paura un’escalation di toni, soprattutto se anche parzialmente inappropriati, che rischiano di favorire la sindrome da Pierino ed il Lupo. Dopo un po’ nessuno fa più caso a quello che veramente succede, tutto si appiattisce e non si reagisce più come si dovrebbe.

Per di più, ad utilizzare continuamente sostantivi ed aggettivi da golpe cileno si finirà che poi quando succederanno cose ancora più gravi, non si avrà più un vocabolo adatto, che abbia una portata semantica tale da sottolinearne la gravità.

Golpe? Ma che golpe… Sarebbe stato un golpe se ci fosse stato un decreto interpretativo che avesse ridotto o sfavorevolmente cambiato i termini in modo da escludere alcune liste.

Un unico brividino golpista in effetti è stata la dichiarazione di La Russa:
Se ci cacciano siamo pronti a tutto“, questa sì, di gravità inaudita essendo il Ministro della Difesa e quindi avendo il comando dell’esercito.

Per il resto, è solo triste storia ormai quotidiana di un paese triste e plasmato dalla televisione.

A conclusione di una triste prova di questo genere, un qualsiasi elettore di un paese vero, dovrebbe capire che non è proprio il caso di votare una banda di imbroglioni, per di più incapaci.

Ovvero, il potere del voto popolare, dovrebbe sanare questo sfacelo, mandandoli tutti a casa.

Però non ci illudiamo. Anche questa volta non succederà.

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