Da Santoro a Belpietro

Le recente polemica sulla supposta buonuscita di 2.5 milioni di Euro (ovvero tre annualità) che riceverebbe Santoro per la risoluzione del proprio contratto con la Rai non mi tocca molto nel profondo.

Innanzitutto se proprio bisogna parlare di solidi, i politici di sicuro sono fra gli ultimi che si possono permettere di dire qualcosa.

E per di più noto con piacere che su Santoro si scaglia l’intero arco costituzionale, ma proprio tutti.
Non mi pare che ci sia stata una simile indignazione per il ben più remunerativo contratto di Bruno Vespa, vista anche l’evidente disparità di introiti garantiti in termini di pubblicità da “Porta a Porta” a rispetto della corazzata di “Annozero”.

La cosa che più mi dispiace è che ogni tanto mi faceva piacere accendere la televisione il giovedì sera ed ascoltare un po’ di temi impossibili da vedere in qualsiasi altro programma.

Perché come ho (anche piuttosto bruscamente) ribadito ad un mio amico, Annozero non è stato soprattutto “Processi in diretta”, come direbbe il primo passante che non vede nemmeno la trasmissione, ma ha trattato tanto il tema del LAVORO.
Sì, in questo periodo di crisi nerissima, Annozero forniva una finestra per capire veramente come stanno le cose.

I disoccupati e i cassintegrati che protestano non vanno di certo sui telegiornali.

E per finire la notizia di chi probabilmente sarà il sostituto di Santoro l’anno prossimo è ferale: Maurizio Belpietro.

Bene, in autunno avrò una sera libera in più a settimana.

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Una Risposta to “Da Santoro a Belpietro”

  1. Wilmer Ricciotti Says:

    Mah. L’intero arco costituzionale si scaglia su Santoro. Abbastanza normale, visto che Santoro si è scagliato spesso sull’intero arco costituzionale.
    La polemica sulla buonuscita è stucchevole, sono d’accordo. Altrettanto doveroso è dire chiaro e tondo che non è vero che tutti i partiti sono uguali perché a tutti quanti sta antipatico Santoro. Alcuni partiti hanno criticato Santoro come si critica un professionista che fa il suo mestiere: un professionista fazioso, che ha sempre rivendicato, esplicitamente, il suo diritto ad essere fazioso, e che di conseguenza non può atteggiarsi a vittima solo per il fatto di essere stato criticato.

    Altri partiti invece hanno cercato a più riprese di negare a Santoro la possibilità di andare in onda. Insomma: da un lato il diritto di critica, dall’altro l’arroganza della censura. C’è una bella differenza: la critica può anche essere sbagliata nel merito, ma non è mai un sopruso in sé.

    La realtà non è monocolore: ci sono politici migliori e politici peggiori, in varie sfumature. Se Santoro mette tutti nello stesso calderone, fa un favore ai peggiori, che si trovano accomunati a quelli migliori di loro.

    Ciao 🙂


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