Sorpresa! Non ce lo aspettavamo per niente!

Finalmente non dovrò più sentire slogan da stadio come “Roma Ladrona”.

Siamo passati da “Padroni a casa nostra” a “Ladroni a casa nostra”.

E complimenti allo sveglio “popolo padano”, qualunque cosa questo identifichi.
Molto svegli, riflessi scattanti e ottimo fiuto.

Come se non si fosse capito da un po’.
E c’erano segnali da almeno 5-6 anni su come stavano andando le cose.

Ma questo paese è proprio bello.
La maggior parte delle persone sono un gregge di tifosi di calcio, dotati della stessa obiettività e capacità critica.

Con elettori del genere, come sempre non succede niente finchè non arrivano le manette.
E poi, largo spazio allo stupore.

I riflettori ora possono accendersi

La zona di Caldogno, in provincia di Vicenza (foto: il Gazzettino)

Ecco, Berlusconi e Bossi oggi stanno facendo un po’ di passerella in Veneto.
Mi dicono che arriveranno anche qui a Padova fra un’oretta.

La cosa più irritante di tutto ciò è che adesso, solo adesso che l’imprenditore televisivo ha deciso di accendere il riflettore, la gente inizierà sul serio ad accorgersi di quello che è successo qui.

Tutto quello che non passa per la televisione e ci resta per un po’ non esiste.
Io sinceramente non voglio vivere in un paese così.

In un paese vero

In un paese vero:

Un ministro della Repubblica, dopo reiterate ingiurie contro l’Unità della Nazione, slogan razzisti e contro abitanti del suo stesso paese, viene colto a fare battute ingiuriose contro gli abitanti della capitale.

Il principale partito d’opposizione, seguito dal partito d’opposizione intransigente minacciano una mozione di sfiducia individuale contro il ministro della Repubblica.
La mozione non serve più nel momento in cui il primo ministro, incalzato dalla stampa di destra e di sinistra, costringe il ministro a farsi da parte ed ad evitare così un’ingiuriosa votazione in cui il suo stesso partito avrebbe il dovere morale di sfiduciare il ministro.

Nella Repubblica Italiana:

Umberto Bossi, ministro della Repubblica Italiana, dopo infinite reiterate offese contro la propria nazione sia prima che dopo aver giurato sulla Costituzione e sui suoi princìpi fondanti, si intrattiene in sagre di paese dove gli scappa anche la famosa battuta: “SPQR, Sono Porci Questi Romani”.

Il Partito Democratico prepara una mozione di sfiducia individuale contro il ministro Bossi, perché passino le offese all’Unità d’Italia, ma le battute da elementari quelle no. L’Italia dei Valori è favorevole alla mozione, che finalmente ricaccerebbe a Gemonio il ministro. Perfino l’UDC parrebbe intenzionata a votarla.

Epilogo:

Bossi si scusa. Il Partito Democratico considera che l’aver ottenuto le scuse di Bossi sia una vittoria politica.

No perché siamo ridotti anche a questo.
Probabilmente hanno una paura fottuta di andare alle elezioni subito.

Di Pietro si accoda al club di quelli che accettano le scuse. Anche perché poi da solo i voti non li ha per fare una mozione di sfiducia.

Bondi riesce perfino a dire che siccome Bossi si è scusato, allora è un galantuomo raro nella vita politica italiana.

Commento finale:

C’è una certa differenza fra quello che è successo in Italia e quello che succederebbe in un paese vero, non trovate?

Anzi adesso che ci penso, in un paese vero, Bossi non sarebbe non dico ministro, ma nemmeno un parlamentare semplice.

Ospizio leghista

Un vecchio ascoltato con attenzione dai proni giornalisti microfonisti

C’è un tizio bilioso in Italia.

Purtroppo, una mattina del 2004, il nostro tizio bilioso si accascia per un ictus cerebrale.
Sono cose serie. E su nessuno bisogna scherzare a riguardo. Perché tutte le persone hanno una loro dignità e bisogna avere rispetto. Per tutte. Davvero.

Il tizio non muore, e dopo una lunga degenza si riprende anche se non del tutto.

Normalmente, quando ti succede una cosa brutta come un ictus, uno cerca di staccare, di riposare.
Non riesci più a ragionare come una volta. Non riesci più ad esprimerti con la stessa facilità di una volta.

Il problema è che il tizio bilioso, ora visibilmente vecchio, non è un vecchio qualunque.
Si chiama Umberto Bossi, ed una certa tribù di personaggi dalla dubbia cultura, e proprio per questo in costante aumento, lo considera un messia.
E quindi devono tenerlo lì, in piedi, se no si sfalda tutto quello ha costruito negli ultimi anni.

Questo Umberto Bossi predica da 30 anni l’esistenza di uno stato mitologico chiamato Padania.
Una stronzata storica e culturale.
Che se uno proprio avesse voluto appigliarsi un minimo alla storia, lo avrebbe dovuto chiamare Padanìa.
Ma come si diceva, la storia è giusto un orpello folkloristico.
Quindi avrà gioco facile soprattutto nelle persone che non hanno una minima idea di cosa sia la storia, né un orizzonte culturale nella loro vita che vada oltre il televisore della sala da pranzo.

E’ un po’ come se io che abito a Padova, un giorno mi alzassi e dicessi:

“Ehi! In passato c’era la Padovania”
“Eravamo indipendenti ed eravamo fighissimi”
“Questi schifosi Veneziani qua attorno che poi ci hanno soggiogato”

e poi condisca il tutto con riti propiziatori (perché senza un “rito” non si va da nessuna parte. I caproni non seguono) del tipo schivare le pantegane del Piovego, prelevare campioni d’acqua dal suddetto canale e poi scaricarli nel Bacchiglione, nel Brenta o nel cesso di casa, il tutto in un tripudio generale.

Dovrei poi inventarmi un eroe. Prenderemo Jacopo da Carrara, che nessuno sa chi cazzo sia, però almeno è esistito davvero, così non dobbiamo scomodare o inventarci un eroe letterario come Alberto da Giussano.

E poi creare un nemico esterno tanto per compattare i caproni al seguito.
Qualcosa del tipo: “i Vicentini sono delle merde perché mangiano gatti. Tornino a casa loro. Tornate a casa vostra!”
[il congiuntivo era troppo impegnativo].

Poi quando i Vicentini che sono comunque Italiani iniziano a prendersela troppo e poi vado al governo con loro, mica posso insultarli ogni giorno (nonostante li mangino davvero i gatti e continuerò a ribadirlo ogni tanto).
Soprattutto se poi decido di sposarmi una adorabile Vicentina con le “e” tutte aperte.

Ed allora passo ai musulmani, agli avventisti del settimo giorno, i copti, i bulgari e quelli della Repubblica Democratica del Congo.
E con loro, visto che sono fuori dall’Italia, posso anche permettermi di essere più pesante.
Non so, minacciare di bruciarli con il lanciafiamme, utilizzarli come combustibile di un altoforno, mitragliarli dalle motovedette date in prestito alla guardia costiera di Dubrovnik o altre spacconerie.

Posso perfino permettermi di ergermi a difensore del cattolicesimo contro gli invasori musulmani.
Tanto i miei seguaci sono dei caproni e non si rendono conto che forse nel Vangelo non si insegna che bisogna sparare o mettere negli altoforni le persone.
Forse c’entra il fatto che tutti si dicono Cristiani, vogliono difendere i simboli del Cristianesimo e della Cultura Cristiana, però poi non vanno in Chiesa, sono degli egoisti da far spavento e se l’accendino per la sigaretta non funziona bestemmiano pure.

Poi tanto i portavoce ufficiali del Vangelo, tutti rintanati nel piccolo stato indipendente con la grossa chiesa e la banca in cui è un piacere riciclare denaro, se non alziamo troppo la voce non è che ci smentiscono.
Fate pure, fate pure.
I valori cristiani sono importanti. Soprattutto il furgone porta valori.

Poi, inizio ad inventarmi dei programmi politici.
Devono avere due caratteristiche: essere irrealizzabili, ed essere semplici e stupidi.
Le due caratteristiche devono coesistere.

Che siano irrealizzabili è necessario perché così potrò riutilizzarli per decine di anni, e potrò sempre scaricare la colpa sui Vicentini con cui ho governato se non siamo stati in grado di realizzarli.

Devono poi essere semplici e stupidi, soprattutto nei nomi, se no i caproni al seguito non capiscono, si confondono e non possono parlarne nelle chiacchiere da bar. Quindi l’ideale è anche corredarli con un motto guascone. Di cui ridacchiare ed essere orgogliosi.
Mica puoi parlare di “filiera corta”, “quoziente famigliare”, “mobilità sostenibile” e del “cuneo fiscale” al bar.
Al massimo di: “quel cuneo te lo mettiamo in culo”.

Tutto molto bello, così abbiamo anche realizzato il cosidetto radicamento nel territorio.

I cavalli di battaglia del programma politico dovranno essere quindi roba del tipo “i maghrebi tornino nel deserto dai loro cammelli” o “soldi a casa nostra, no a Venezia ladrona”
[quest’ultimo, nel caso non aveste colto, è il federalismo fiscale. Un incredibile artifizio ermetico. E nessuno sa bene in concreto cosa sia. Nel frattempo, Carlo Cattaneo si rivolta nella tomba.].

Poi fortunatamente siccome quelli al seguito sono davvero stupidi come volevo (diciamo “disattenti”, non voglio essere troppo cattivo), non si accorgono nemmeno che il poco che faccio va pure contro questi progetti, per renderli ancora più impossibili (ovvero abolisco l’ICI, l’unica imposta federalista).

E poi ogni tanto rievoco la secessione di Padova. Perché siamo la parte produttiva del Veneto e tanto ce la facciamo da soli.
Poi fa tanto stadio, e si sa, non c’è posto migliore del clima da stadio per queste cose.

Ecco, tutto questo è il riassunto di cos’è la Lega Nord.

Umberto Bossi, il povero vecchio di cui avevamo parlato prima, è il leader della Lega Nord, quella dei duri e puri, ovvero condannato in via definitiva a 8 mesi per violazione della legge sul finanziamento ai partiti per la tangente Enimont più risarcimento di 200 milioni di lire.
Però è meglio non ricordarlo in giro quando si additano gli altri come ladri.

Il povero vecchio, dopo il suo problema di salute, ha ancor più accentuato un problema già preesistente.
La coprolalìa.
E’ più forte di lui. Ogni tanto la spara.
Ora, che il vecchio la spari, non è un problema. Lui è fatto così.

Basterebbe ignorarlo, dirgli di starsene buono per un po’ o sperabilmente calmo a casa con la famiglia e tutto sarebbe splendido.

Il problema è che c’è una selva di giornalisti microfonisti pronti a raccogliere e rilanciare ogni minima dichiarazione.
Cioè se ipoteticamente il Bossi dicesse:
Oggi scorreggiamo tutti in direzione di Roma!“,

questi giornalisti microfonisti starebbero lì a ponderare il significato politico della frase.
Ci sarebbe poi qualche commentatore che, astuto, rilancerebbe:
“Interessante questa proposta dell’Onorevole Bossi”
“Forse si sta aprendo una nuova stagione politica per la maggioranza”
“Un nuovo vento soffia verso Roma.”

Gli amici del governo dicono che Bossi non va preso sul serio.
Per due ragioni:
1) perché è “folkloristico”; e 2) perché “parla al suo popolo”

Riguardo 1) mi sembra chiaro, non mancano nemmeno i druidi nel desertico retroterra culturale leghista.
Riguardo 2), sono ormai anni che il livello ed in particolare il linguaggio politico si sta abbassando inesorabilmente.
E la Lega Nord aumenta di consensi.
Sfido io, più si abbassa il livello politico e più giocano in casa e guadagnano punti presso i caproni a cui piacciono esternazioni da bar.

Allora, di chi è la responsabilità di tutto questo?
I poveretti elettori della Lega, traviati dai loro leader?
O di tutti quei politici che hanno sempre fatto passare tutto della Lega Nord?
O di tutti quei giornalisti che continuano a riportare le dichiarazioni di un povero vecchio affetto da coprolalìa, senza uno straccio di commento, senza uno straccio di avvertenza, un bollino di riconoscimento “attenzione, siamo desolati, ci scusiamo, ma sapete, questo l’hanno fatto persino Ministro”, o anche più semplicemente, come si dovrebbe fare, lasciar perdere tutto con una educata scrollata di spalle accompagnata dalla frase “Questa era bella Umberto, poi ce la ridici di nuovo venerdì alla sagra di Gemonio.. adesso torno in redazione a scrivere il mio pezzo sui soldi della cassaintegrazione che stanno finendo.”?

Ecco, questa è la Lega e la situazione a cui ha contribuito a portare il paese e gli Italiani.

Non stiamo nella pelle nell’attesa di nuove ulteriori dichiarazioni.
Seguirà l’approfondito dibattito politico.

P.S. per inciso, questa cosa di scegliere Alberto da Giussano come proprio eroe, ovvero un personaggio fino a prova contraria solo letterario, è come immaginare che ci sia un partito che fra 800 anni scelga di avere come proprio eroe storico ed ispiratore politico John Dunbar.
Cazzo, vorrei campare fino ad allora solo per vedere la bandiera col profilo di Kevin Costner.

Cardinalità

Berlusconi ha avuto fiuto…buon gioco perchè alla gente non piace essere ascoltata
Umberto Bossi, 11 Giugno 2009

Per la legislazione vigente, le intercettazioni sono disponibili dal Pubblico Ministero, previa autorizzazione preventiva del GIP, per reati con pena massima non inferiore a 5 anni e poche altre eccezioni.

Ma insomma, quanti di voi sono corruttori abituali?

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