Il diritto di dire “non mi rompere più di tanto”

Oggi, Giulio Tremonti, ministro dell’Economia, sostiene che gli imprenditori abbiano il diritto di dire “non mi rompere più di tanto” se ci sono dei controlli fiscali nelle loro aziende.

Il diritto.

E questo perché i controlli continui sulle aziende implicano costi per il tempo perso, stress ed occasioni per la corruzione.

Veramente le occasioni per la corruzione nascerebbero nel momento in cui l’azienda avesse qualcosa di illecito da nascondere.

L’evasione fiscale è un’emergenza nazionale, gli evasori sono dei ladri che rubano il futuro dei cittadini onesti, e il ministro dell’Economia esce fuori con queste dichiarazioni?

Quali altri provvedimenti alla “un due tre liberi tutti” ci dobbiamo aspettare da parte del governo in caduta di consensi per cercare di recuperare voti?

Aspettando il PD

Antonio Di Pietro e Fabio Granata (sperabilmente a nome dei propri partiti / gruppi parlamentari) sostengono che voteranno il disegno di legge anti-corruzione proposto ieri nelle pagine de Il Fatto Quotidiano.

Supponendo che questo sia vero, si aspetta che il Partito Democratico batta un colpo.
O almeno ci faccia sapere se è ancora vivo.

Edit 22:27

Pare che alla combriccola dei sostenitori della proposta si sia unito Luigi Zanda. Ottimo e speriamo bene.

Piercamillo Davigo – Otto e mezzo – Comandano i corrotti?

Piercamillo Davigo, durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2006 (Foto di Francesco Garufi)

La puntata di Otto e Mezzo del 15 Febbraio andava in onda pochi giorni prima del diciottesimo anniversario di Mani Pulite.

Ospiti, Massimo Franco, notista del Corriere della Sera, e Piercamillo Davigo, uno dei pubblici ministeri dell’originario pool di Milano dell’inchiesta Mani Pulite ed ora Consigliere di Cassazione.

Il titolo della puntata era “Comandano i corrotti?”

Lo streaming dell’intera puntata (32 minuti che veramente meritano) lo trovate qui.

Come al solito Davigo è stato efficacissimo e devastante. Ancor di più in questo contesto, in quanto le saltuarie domande di Franco, tendenzialmente cerchiobottiste o tese ad alzare una cortina fumogena con i soliti noti argomenti da infotainment politico, venivano continuamente ribattute con risposte precise, secche e sensate.

In alcuni momenti Franco sembrava quasi assente e mostrava difficoltà in un confronto con argomenti sostanzialmente inediti per la televisione.

Anche qui un po’ di best of:

Una volta mi è capitato di parlare con un segretario di partito […], che mi manifestò la sua intenzione di presentare una legge che intendeva vietare ai magistrati di candidarsi alle elezioni politiche. Io gli risposi che in tutti i paesi del mondo i diritti politici li tolgono ai delinquenti, è solo in Italia che si pensa di toglierli ai giudici.

Si è fatta scattare in ambito politico la presunzione di non colpevolezza che è tipica del procedimento penale, senza le cautele che una persona normale usa nella vita di tutti i giorni. […] Si rivendica l’attesa della sentenza definitiva, cioè del terzo grado di giudizio, dimenticandosi che questo vale per vedere se una persona deve o meno essere punita, non per adottare cautele. Se una persona è condannata per pedofilia solo con sentenza di primo grado, chi le affiderebbe la propria figlia per accompagnarla a scuola?

Quando Cuccia, presidente di Mediobanca, venne intervistato dai giornalisti dopo aver deposto come persona informata sui fatti alla Procura di Ravenna, alla domanda di un giornalista se i bilanci della Ferruzzi Finanziaria fossero falsi, rispose: <<Non ne ho mai visto uno che non lo fosse>>

Io mi sono trovato una volta negli Stati Uniti oggetto di divertita curiosità da parte dei colleghi americani, quando hanno scoperto che in Italia si fanno indagini sulla corruzione. E alla mia sorpresa del loro stupore, mi hanno detto: <<Ma è troppo difficile! Come fate a fare le indagini sulla corruzione?>>. Dico: <<Ma perchè voi cosa fate? Li lasciate rubare?>> La risposta è stata: <<No, noi gli mandiamo un agente sotto copertura ad offrirgli dei soldi. Se li prende lo arrestiamo!>>. Cioè lo chiamano: Test di integrità.”

Lo stato occidentale moderno si fonda sul principio della divisione dei poteri. La divisione dei poteri ha senso, se i dissensi tra i poteri sono fisiologici, perché se andassero sempre d’accordo non ci sarebbe bisogno della divisione dei poteri. Un pochettino come i diritti di libertà.
I diritti di libertà sono stati conferiti per poter parlar male di chi ha il potere, perché per parlar bene c’erano già i cortigiani.

Ed il migliore di tutti:

Franco: <<C’è un modo per rompere questo circolo vizioso fra voi e la politica, dottor Davigo?>>
Davigo: <<Ah, certo che c’è! Basta smettere di rubare!>>

Tg1, Mills e la noiosa prevedibilità

Un numero del quotidiano russo Пра́вда ("Pravda"). Associazione mentale con "informazione veritiera e corretta".

Sul tema “come volevasi dimostrare” [vedi il post precedente], Repubblica.it segnala come al Tg1 delle 13.30 venga riferito per ben due volte che David Mills è stato assolto dalla Cassazione.

A beneficio dei posteri, ricordiamo che la Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna inflitta in appello all’avvocato Mills per intervenuta prescrizione, ma ha confermato il reato accertato in quella sentenza: corruzione.

In soldoni, Mills è stato corrotto, ma il processo si è concluso troppo tardi, perché in Italia c’è un bizzarro concetto di “prescrizione”, che impone la non punibilità dei reati dopo un certo ammontare di anni (che dipendono dalla pena massima prevista, che in principio sarebbe proporzionale alla gravità del reato), ed il computo dei termini di prescrizione continua anche con il processo in corso (in altri paesi il concetto di prescrizione si applica ma non è più valido quando parte il processo).

Solo per questa ragione, il corrotto Mills l’ha fatta franca, in questo caso in particolare grazie alla legge ex-Cirielli, che inasprisce le pene per i recidivi, ma le riduce per gli incensurati (accorciando quindi anche i termini per la prescrizione).

Se c’è un corrotto, c’è anche un corruttore. Chi avrà mai corrotto Mills?

Nel frattempo, il Tg1 giganteggia in quell’insieme di nomi che rievocano il concetto di “informazione veritiera e corretta”.
Tipo la Pravda, per fare un esempio.

Sul controllo politico dei partiti

Discorso generale, anche se lo spunto me lo dà il Partito Democratico, che in questa settimana catalizza la mia attenzione.

La cosa che più mi ha colpito nelle scorse settimane è l’occorenza di percentuali bulgare raggiunte da Bersani nelle votazioni in alcuni circoli del PD nel Sud Italia. Circostanza “molto sospetta” (come siamo garantisti…) su cui qualche giornalista serio che vuole capire e far capire ha indagato nei giorni scorsi. Personalmente a me il 90% di voti (anche se si tratta di un semplice circolo) ricorda Ahmadinejad o gente del genere.

Il sistema del controllo del potere interno ad un partito tramite il peso del tesseramento falso, attuato da bossetti locali non è che sia una novità. Gente della essiccata Margherita era arrivata perfino a tesserare i morti. Però poi nessuno dei dirigenti non solo non fa pulizia, ma non reagisce nemmeno spendendo qualche parolina sottovoce o squittendo o cinguettando; poi uno non dovrebbe mandarli tutti a quel paese…

A questo proposito, vorrei proporvi un video del 2008, sempre di Piercamillo Davigo, in cui si riepiloga per bene il concetto di liste elettorali, di tesseramento, la funzione del tesseramento nel peso politico interno al partito e la relazione che intercorre fra corruzione e tesseramento falso.

Un buon promemoria per i potenziali elettori del Partito Democratico, ma anche per Italia dei Valori, che a livello locale si trova in una situazione ugualmente imbarazzante.

Bisogna saperle queste cose, se si vuole davvero spingere come iscritti o semplici elettori per il rinnovamento e per una nuova politica. Altro che la “vocazione maggioritaria“.

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