Il mio 30 gennaio nell’altro universo

Esiste almeno un universo in cui io non ho scelto la strada che sto attualmente percorrendo, ma chissà con quali parapiglia sono diventato un pubblico ministero.

Non è una vita molto differente da quella attuale.

Ogni giorno cerco di fare il mio dovere al massimo delle mie possibilità, con carichi di lavoro a volte impressionanti e troppo spesso sacrificando parte della mia vita sociale.

Anche in quell’universo, come in questo, ritengo che non si debba dialogare con chi ha pieno disprezzo della giustizia e del bene dei cittadini. Costoro mediaticamente rassicurano i cittadini ed i propri elettori ed invitano al dialogo.

Nel frattempo in Parlamento preparano leggi con l’unico e chiaro scopo di fermare i processi del proprio capo, anche a costo di massacrare ulteriormente l’amministrazione della Giustizia in Italia. Che versa già in uno stato penoso.

Molti di questi individui siedono fra i banchi del cosidetto “centro-destra” (le virgolette sono sempre d’obbligo).
Ma molti siedono anche fra i banchi del “centro-sinistra”, pronti a fare la sponda quando l’occasione lo richiede.

Per questa ragione bisogna fare di tutto per comunicare, informare i cittadini sulla vera situazione della Giustizia in Italia, sui veri problemi che la affliggono, su come sia possibile risolverli e su quali siano gli obiettivi di questa banda di devastatori che ci governa. Sperando che i cittadini traggano le dovute conseguenze.

E lo dobbiamo fare anche per coloro che, magari ingenuamente, magari per abitudine, magari per carenza di informazione, continuano a votare per questi individui.
Perché il bene comune, lo si deve sempre volere ed aspirare per tutti.

Per queste ragioni, in quell’altro universo, io oggi ho una copia della Costituzione in mano, e lascio l’aula quando inizia a parlare l’inviato del ministro Alfano.

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Cambio di Costituzione

Va beh.. Sappiamo che il ministro Brunetta in questi giorni è riuscito a sfiatare perfino sulla prima parte del nostro articolo 1 della Costituzione, che recita tuttora:

Art.1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Grazie a questo post, ho potuto dare un’occhiata ad alcuni resoconti delle discussioni relative alla redazione dell’articolo 1 e dei princìpi fondamentali della Costituzione: i resoconti della seduta della Commissione per la Costituzione del 22 Gennaio 1947, e della seduta dell’Assemblea Costituente del 12 Marzo 1947.

Sono state delle letture molto interessanti per capire qual’è il valore di quelle due frasi e quali sono tutti i princìpi e le aspirazioni che i padri costituenti vollero infondere nel primo articolo.

E’ anche interessante leggere alcuni pensieri sul concetto di rigidità della Costituzione (correlato alla possibilità di cambiarne i princìpi fondamentali). Una frase citata di Salvemini è una interessante metafora.
A proposito della Costituzione dice: “Non fatene una salsiccia in cui mettere la carne che volete”.

Ritornando a Brunetta, io personalmente sono nella fazione che considera questa sparata una delle consuete dichiarazioni ad effetto per generare un polverone e scandalo, occupare spazio televisivo e coprire le vere porcate che stanno preparando.

Tutta questa tattica ha successo ed è possibile perché in Italia nessuno è responsabile di quello che dice, e nessuno reagisce.
Nè il proprio partito di appartenenza, che per conservare la propria dignità e reputazione dovrebbe far accomodare alla porta il malcapitato se non ha capito da solo che deve andarsene, nè gli elettori, che mai traggono le dovute conclusioni dalle dichiarazioni e dal comportamento di certi figuri.

All’estero, i ministri si dimettono di loro iniziativa quando si scopre che non pagano i contributi alle colf. In Italia nemmeno quando attaccano la base fondante della nostra Costituzione o sono condannati da un tribunale.

Mantra costituzionale

Art. 25

Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge.
Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso.
Nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza se non nei casi previsti dalla legge.

Ecco, visto cosa stanno pensando recentemente i signorini sfasciagiustizia, quando vi capita a tiro qualche turbo-berlusconiano che vede giudici comunisti ovunque, potete iniziare a ripetere come un mantra:

“Art. 25 della Costituzione: Nessuno può essere disolto dal giudice naturale precostituito per legge. Art. 25 della Costituzione: Nessuno può essere disolto dal giudice naturale precostituito per legge. Art. 25 della Costituzione: Nessuno può essere disolto dal giudice naturale precostituito per legge.[…]”

Dopo una decina di volte, magari sarà convinto che sia “giudice comunista naturale precostituito per legge” ma magari con un po’ di fortuna gli sarà rimasto in testa il “nessuno può essere distolto”.

Confido in questa vostra opera di educazione civica.

P.S. basta, basta, basta, basta! …come disse Rosy Bindi a Ballarò due giorni fa. Con un po’ di impegno qualcuno del PD dice qualcosa di condivisibile.

Firma la cambiale, che poi ci pensiamo

“Ho qualche perplessità. Questo contratto che mi stai facendo firmare ha delle irregolarità. Sono seriamente preoccupato. Però lo firmo lo stesso.”

Siamo riusciti ad avere un Presidente della Repubblica che firma leggi che ritiene incostituzionali. Firma, però è perplesso. E ce lo fa anche sapere che firma ma è perplesso.
Che dire… sono cose belle…

P.S. Ho sempre più stima di Napolitano.

Robusto di Costituzione

Secondo la Sesta Commissione del CSM, il ddl Alfano sulla riforma del processo penale viola almeno quattro principi costituzionali, incluso quello sull’obbligatorietà dell’azione penale.
Il ddl avrà effetti “devastanti” sull'”efficacia” delle indagini.
Limiterà l’esercizio dell’azione penale “rafforzando la dipendenza della polizia giudiziaria dal potere esecutivo”, “estromettendo il pm dalle indagini”, concedendo al governo la capacità di controllare e condizionare l’azione penale.

Secondo il ministro Alfano invece: “Il Parlamento è sovrano”.

Mr. Alfano, Costituzione… you know Costituzione?

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