Niente di nuovo dal “porto delle nebbie”

Oggi c’è un interessante articolo del Corriere sui retroscena delle indagini sul G8 condotte all’interno della Procura di Roma.
Procura e Tribunale di Roma sono catalogati ormai da decenni come “il porto delle nebbie”, ovvero non ci sono mai processi eclatanti e pare che tutte le indagini scottanti vengano in qualche modo insabbiate.

Strano, considerando che Roma per competenza territoriale avrebbe la possibilità di indagare su grossa fetta del malaffare italiano (se non si fanno affari a Roma…).

Bettino Craxi, il segretario del Partito Socialista Italiano, è stato portato sotto processo a Milano mentre gli altri segretari di partito della prima Repubblica no: Milano infatti era il centro nevralgico della segreteria del PSI, che aveva i propri maggiori “affari” proprio lì.

Per tutti gli altri partiti, a Milano c’erano solo potentati locali mentre i maggiori centri di potere si trovavano a Roma.
Quando Mani Pulite ha iniziato a ripulire Milano, non ci sono state indagini e processi nemmeno lontanamente vicini a quella portata a Roma. Possibile che il regime di corruzione sistemica ci fosse a Milano ma non a Roma?

Ecco come rispondere alla obiezione che viene sempre fatta contro Mani Pulite, ovvero delle “indagini a senso unico”.
A Milano, il pool ha fatto tutto quello che poteva per competenza territoriale.
Il PSI, che aveva il proprio centro di potere proprio a Milano, è stato decapitato.
Per quanto riguarda i politici degli altri partiti (e ce ne sono stati molti, anche se sconosciuti ai più), sono stati mandati a processo quelli che si poteva rispetto ai risultati delle indagini.

Sono altri che, in altre Procure della Repubblica, forse (ci permettiamo un dubitativo da garantisti), non hanno indagato come avrebbero dovuto.

Una precisazione, signor Presidente…

Oggi, Gianfranco Fini, durante un discorso riguardo il parallelo fra Tangentopoli della Prima Repubblica e la situazione attuale ha dichiarato:

“Oggi chi ruba non lo fa per il partito ma perché‚ è un ladro”.

Giusto una precisazione… In generale, non si rubava per il partito. Tipicamente si rubava per le correnti di partito.

Per fare un esempio, non si rubava per la Democrazia Cristiana, ma per la corrente andreottiana, per i Forlani, etc. etc…

Poi non è il caso di dimenticare anche che c’era chi rubava esclusivamente per se stesso, tipo lo statista Craxi.
Altro che Craxi che elemosina tangenti per il partito.

P.S. Stavo per fulminare sul posto Fini, visto che dalla frase riportata sopra potrebbe sembrare che i politici della Prima Repubblica fossero dei poveri oppressi e non dei ladri a loro volta. Leggendo il resto dell’articolo segnalato, sembra che Fini abbia precisato di non voler legittimare nessuno perché‚ anche quelli della prima Repubblica “erano ladri” ma sulle loro spalle “c’era il peso di mastodontici apparati”.

Finalmente un po’ di storia

Si potrà dire tutto di Annozero, ma è la trasmissione televisiva che ha fatto supplenza per la memoria corta degli Italiani.
Bastava mettere in onda due settimane fa 5 minuti del processo Enimont per ricordare a tutti cos’è stata la corruzione della Prima Repubblica.

La bava di Forlani durante l’interrogatorio per il processo Enimont è lo spaccato di cos’era veramente la politica al termine della Prima Repubblica.
Ci saremmo evitati settimane di balle nobili che si sono sentite in questi giorni su ex-presidenti del Consiglio morti latitanti.

Strategia di difesa

Lady Mastella come CraxiSandra Lonardo in una lettera a Napolitano: “Io come Craxi”.

Una frase del genere, è più che una confessione.

Inversione di priorità

Oggi si è commemorato al Senato un ex-Presidente del Consiglio italiano latitante.

Non si è minimamente menzionato l’anniversario della nascita di Paolo Borsellino.
Questo è uno degli Italiani di cui essere orgogliosi.

P.S. L’unica “impronta incancellabile” lasciata da Craxi è il debito pubblico.

Cicchitto e Minzolini dell’altro mondo

Anche su suggerimento di un mio amico, pubblico il link di un articolo del 1993 di Augusto Minzolini, in cui l’allora giornalista de “La Stampa” intervista Fabrizio Cicchitto, in merito alla sua iscrizione alla loggia massonica coperta P2 (definita “il dramma della sua vita” nell’articolo).

L’articolo tra l’altro era stato citato due-tre giorni fa in un articolo di Travaglio su “Il Fatto Quotidiano”.

17 anni dopo, l’Italia è cambiata, Minzolini è il direttore del più vergognoso Tg1 mai concepito nella storia (ma guardate che ce ne vuole davvero a rimpiangere quasi con nostalgia Clemente J. Mimun), e Cicchitto va a rendere omaggio alla tomba di Bettino Craxi statista.
Lo stesso Craxi ladro, sputtanato e condannato da Cicchitto nell’articolo.

Cose dell’altro mondo.

La frase (dall’altro mondo):
Ho capito, ad esempio, che Bettino Craxi e Claudio Martelli c’erano dentro fino al collo con Gelli e Ortolani. Ad esempio, la storia dei 30 milioni di dollari, del conto Protezione, mica è uno scherzo. C’è da credere davvero che in quegli anni, con tutti quei soldi, si siano comprati il PSI.

P.S. ed ora spero davvero che per un po’ non sia più necessario riparlare di Craxi, che mi sono un po’ stufato.

Orchestra “Bettino Craxi”

Ieri sera, stavo scherzando con un mio caro amico sul fatto che secondo me chiamare un’orchestra italiana “Orchestra Mozart” è molto poco patriottico.

Visto il recente revival su Craxi statista (su cui ci siamo già espressi qui), propongo di rinominare immediatamente l’orchestra in:
“Orchestra Bettino Craxi”.
Tanto per far capire in Italia, ma soprattutto all’estero, di quali personaggi siamo orgogliosi.

Gli inglesi si scandalizzano per imprenditori truffatori (con 8 giorni di galera) che tentano di acquisire le loro squadre di calcio.
Figuriamoci la rinomata “Orchestra Bettino Craxi” che suona al Royal Festival Hall di Londra.

P.S. Dovete sapere che ho una particolare e “giocosa” ostilità contro Mozart. Niente di serio in realtà, gli zeloti di Mozart possono stare tranquilli. Però visto che su questa cosa ci gioco molto, questo genera spesso vari aneddoti durante le discussioni di musica classica.

P.S.2 Questo è ovviamente uno scherzo. Non augurerò mai per davvero una simile sventura all’Orchestra Mozart. Auguri a Claudio Abbado ed agli altri.

Malasanità

Bobo Craxi, a proposito dell’attribuzione di una via a Bettino Craxi a Milano:

Il tempo passato non ha aiutato a guarire le ferite

Sì, ci vuole qualche decina di anni in più perchè si scolorisca l’inchiostro del certificato penale.

Bettino di fine anno

Craxi in Tribunale

Bettino Craxi, mentre si esercita a fare lo statista come imputato presso il Tribunale di Milano

Eccoci qua.

Si poteva finire questo fantastico 2009 in santa pace?

Ovviamente no!

C’è sempre qualche intelligente che lavora nell’ombra o (disgraziatamente per noi) troppo manifestamente per farti venire una bella colite.

Vabbé, è un paio di giorni che si sta parlando di dedicare una via a Craxi niente po’ po’ di meno che a Milano.

La proposta del sindaco Moratti è stata commentata causticamente da Antonio Di Pietro.

L’amica di Bettino Craxi, la cantante Ornella Vanoni, intelligentemente pontifica: «se Milano decide di dedicargli una via significa che in qualche maniera è stato perdonato». Omettendo che in questo caso è la Moratti e la giunta che decidono e non Milano. Ma sarebbe stato un po’ più brutto dirla in questo modo.

Milano l’ha talmente perdonato, che la Lega, ormai completamente svenduta a Berlusconi sulla giustizia, su questa cosa invece cerca proprio di evitare problemi. Proprio cretini forti non lo sono.
Infatti, Matteo Salvini, capogruppo leghista al comune di Milano, dichiara: «Se ci chiedono il consenso diciamo:”No, grazie!’»

Nel frattempo nel PD tutto tace a parte qualche commento un po’ deprimente di Penati, come riportato qui: “Questo non è il momento (ndr: di dedicare una via a Craxi). Prima di arrivare alla riconciliazione credo sia necessario passare attraverso un’analisi storica dell’azione di Craxi, come politico e come uomo di governo. Un’analisi condotta al di fuori della sua vicenda giudiziaria e che sappia far emergere le luci e le ombre del suo operato, che resta comunque importante”.

Al di fuori della sua vicenda giudiziaria? Bah. Ma d’altronde si sapeva già come la pensavano a riguardo i capoccia del PD.

Basti ricordare l’offensiva proposta di Fassino di far entrare Craxi nel pantheon del PD (escludendo invece, tanto per fare un esempio, Berlinguer. Enrico Berlinguer, non l’altro). Proposta presa a pernacchie perfino da Stefania Craxi.

Per non farci mancare nulla, fu indimenticabile anche la sparata di quello che era sindaco di Roma e che ha condotto alla caduta del governo Prodi nel 2008 (sì, stiamo proprio parlando di Veltroni), che dopo un forzato silenzio di mesi in questi giorni vuole fare tanto la figura del saputello.

Oggi la Moratti completa l’opera con questo filmato youtube. Sì, mi sono pure fatto del male vedendomelo per intero l’ultimo dell’anno.

A circa 5 minuti e mezzo di filmato ho pensato: “Ma dopo tutti questi continui sbrodolamenti su Craxi statista, sempre il solito esempio su Sigonella, sull’interpretazione dell’uomo dal punto di vista umano, ma lo accenneranno per un attimo che Craxi era un pregiudicato, un latitante, un corrotto?”

Accontentato. Ci sono le solite balle su Craxi, unico parafulmine per quello che è successo in Tangentopoli. La Moratti sembra poi quasi sul punto di piangere quando rievoca il “bellissimo discorso” in parlamento di Craxi, ovvero quello in cui il succo era: “Io rubo, ma tanto rubano tutti”.

Ecco, credo che si possa concludere il tutto semplicemente riportando il commento di Francesco Saverio Borrelli, l’ex Procuratore Capo di Milano:
«Trovo indecoroso, offensivo, intitolare una via, una piazza o qualunque cosa ad un personaggio che è morto da latitante».

Bella lì, e buon anno a tutti.

P.S. Per la cronaca, secondo Google Maps, le città che si sono già dotate di una “via Craxi” ad oggi sono 6:

Valmontone (Roma), Foggia, Lecce, Botrugno (Lecce), Marano Marchesato (Cosenza), Scalea (Cosenza).

Vota Falcão!

Stavo ripensando alle polemiche che hanno accompagnato l’uscita di Videocracy. La vicenda rappresenta in modo emblematico quello che non può nemmeno passare per la tv pubblica. Neanche quando si tratta del semplice trailer di un film.

Giorni e giorni fa mi era anche rivenuto in mente questo spezzone incredibile di Fantozzi subisce ancora (1983).

Non ho parole. Questo spezzone è semplicemente geniale!

Pannella, Spadolini, De Mita, Berlinguer, Longo, Almirante, Nilde Iotti, Craxi, Andreotti! Tutti con le loro vere facce messi lì a dire quelle cose?

Ma immaginate se questo film fosse stato realizzato al giorno d’oggi… Ve lo immaginate andare in onda? Con le vere facce di Berlusconi, D’Alema, Latorre, Casini, etc etc ed ancora etc..? Sarebbe veramente difficile vederlo in circolazione.

P.S. sono innamorato della parte in cui si accavallano tutte le voci…

Decidi DC eh Fantozzi! – Vota per me Fantozzi! – SCUDO CROCIATO Fantozzi! – VOTA FALCÃO! – FALCE E MARTELLO, ROSPO! – Vota per me! – PSDI! PCI-PCI! – PDU PDU! – PRI PRI PRI! – Vota per ME!

P.S.2 pagherei per sentire il vero Andreotti dire in diretta: Vota Falcão!

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