Lavori usuranti

Ho trovato un po’ di gente che ha un lavoro più usurante del mio: essere maestro nell’orchestra sinfonica della RAI, e subire la direzione del Mitomane, stando zitti e facendo finta di prestare attenzione.

Fare la barba, è quanto di più bello ci sia ogni mattina…. D’altronde anche Chopin se la faceva…

P.S. Tranquilli, nel filmato, c’è anche un comodo timer in basso a destra, che vi segnala in ogni momento quanto ancora dovete resistere ai deliri di Giovanni Allevi.

Sempre attuale

“Raccontare ai giornalisti stranieri la politica culturale italiana non è semplice. Bisogna prima di tutto cercare di non ridere.”
Alberto Ronchey

Imprigionato in una realtà non mia

Purtroppo questo paese fa schifo anzitutto e soprattutto perché siamo tutti imprigionati in una realtà, in una visione del paese e del mondo che non è la nostra.

Tutta la nostra percezione di quello che avviene nel paese,  le cose importanti, le priorità, è tutto quanto costantemente influenzato ed imposto attraverso la realtà della persona di Silvio Berlusconi.

Tutto ruota intorno a lui. Un intero paese.
Leggi del governo, comunicazione politica, costumi, vizi, tendenze.

Tutto è visto secondo i suoi occhi e la sua scala morale.

Era vero già dai tempi della bandana.
E adesso il bunga bunga.
Da due giorni non si parla di altro. Da due giorni tutte le battute sono su questa pratica sessuale, precedentemente sconosciuta ai più.

Quanto tempo ci vorrà prima che inizeranno ad essere creati cocktail con il nome bunga bunga? E canzoni?

Non bisogna mai dimenticarsi che tutto ciò è stato possibile per la natura stessa degli Italiani.

Berlusconi rappresenta semplicemente quello che consciamente o inconsciamente vorrebbero essere la maggior parte degli Italiani.
Potere, successo, soldi, fascino, strafottenza, donne a volontà perfino durante la vecchiaia, una corte infinita di ammiratori.

Berlusconi è semplicemente lo sfruttamento alla massima potenza di questo desiderio di immedesimazione.

E per quelli che prima non erano così, ci ha pensato la televisione ed una corte di servizievoli giornalisti a plasmarli.

Forse non dovrei dire che l’Italia fa schifo.
Lo sono tutti quegli Italiani che hanno permesso questo.

Lo dico da anni in privato.
Per cambiare questo paese non basta che Berlusconi lasci il governo o la politica.

Dobbiamo lottare perché cessi in tutti il desiderio di immedesimazione con la sua persona e tutto quello che rappresenta.
Non è una battaglia politica. E’ da sempre una battaglia culturale.

La A, la B, o la C? Perché non ci sono mai più di 3 buste?

raddoppia

Stavo pensando che il visibile degrado della cultura italiana è andato di pari passo con l’affossarsi del livello dei quiz televisivi.

E rabbrividisco al solo pensiero che ci sia una possibile relazione causale sia da un lato che dall’altro. [Però però… pensiamoci eh! che non si sa mai!]

Pensiamo ai primi quiz televisivi. Il tanto (troppo?) compianto Mike fu ad esempio il presentatore di Lascia o Raddoppia?. Come funzionava? Tu, ti ritenevi esperto in qualcosa? Ma veramente esperto! Non come un Mughini qualunque… Ecco, ti presentavi nel programma come esperto di musica classica… o di funghi… o di altoforni… o di carotaggi… e il buon Mike ti ficcava in una bella cabina confortevole. Il concorrente prima di ogni domanda poteva decidere se andarsene con il montepremi che aveva guadagnato, oppure tentare di rispondere ad una nuova domanda per raddoppiarlo. Un minuto per rispondere. In caso di risposta sbagliata, il concorrente perdeva tutto e riceveva come premio di consolazione un’auto dell’ azienda parassita Fiat 600.

Cioè, tanto per fare un esempio: “Nella partitura dei suoi melodrammi Verdi ha mai usato il controfagotto? Se sì, in quale opera?”

E in un minuto, se non lo sai, non ci arrivi, perché:

  • si presuppone che tu sappia almeno vagamente chi sia Verdi;
  • si presuppone che tu sappia cosa sia una partitura;
  • si presuppone che tu abbia una vaga idea di cosa possa essere il controfagotto;
  • devi in ogni caso decidere se “sì” o “no”;
  • nel caso tu vada per il “sì” (come è probabile che sia), si presuppone che tu sappia almeno qualche titolo di opera di Verdi da sparacchiare a caso;
  • ovviamente le opere le devi sapere tu. Non ci sono le opzioni da cui scegliere.

Noia? Non vi interessa la misura dei tacchetti di Ruud Gullit? Non me ne frega niente. La questione che vorrei affermare è che il telequiz era fondato sulla straordinaria competenza degli ospiti di turno. Personalmente lo ritengo un bel messaggio.

All’estremo opposto abbiamo Affari tuoi. Affari tuoi è un genere a parte. Nemmeno Il Malloppo è riuscito ad arrivare a tanto. Affari tuoi è un inqualificabile quiz show che da 7-8 anni ammorba il pre-serale di Raiuno senza cambiare. Mai. MAI! E piace tanto. Cioè la gente si sorbisce da un po’ più di 2500 sere questa cosa.

Un concorrente viene estratto dal Notaio (si, lo so, questo è solo adesso, nelle prime edizioni c’era una domandina pro-forma per selezionare il fortunato concorrente, che poteva finalmente tornarsene a casa nel bene o nel male dopo aver bivaccato 45 giorni negli studi RAI) e ha il difficilissimo compito di nominare pacchi. Il concorrente nomina i pacchi. Cioè ripeto, il concorrente nomina dei pacchi. Da 1 a 20. Dei premi vengono scartati. Il concorrente scantona delle offerte periodiche del “Dottore”, un deus ex-machina “infingardo”, “aaah! l’infame!”, ma sempre trattato con molto rispetto e reverenza, che propone miserie monetarie a seconda di quanto sia rimasto a disposizione negli altri pacchi; il concorrente cerca di accaparrare quello che può, sperando non sia un CD di Califano od una lenticchia. Fine.

A parte la capacità di saper contare fino a 20 e sproloquiare su improbabili giustificazioni del perchè sei così legato al numero 11, non è richiesto niente altro. Nada. [A questo aggiungerei, solo per i concorrenti di qualche anno fa, avere la santa pazienza di sorbirsi i mai richiesti consigli strategici di Pupo,  soprannominato “asso pigliatutto” dai suoi creditori… Vuoi mettere poi, dopo che hai accettato 5000 Euro per sopravvivere anche questo mese a quelli del recupero crediti, sentire Pupo che ti dice “te l’avevo detto! Io avrei rischiato!”, mentre mostra con il sorriso il pacco da 500.000 Euro. Altro che MasterCard!]

CarloConti

Spero siate sopravvissuti alla vista di Carlo Conti, che nella foto che alla fine ho deciso di inserire, deve essere reduce da almeno 22 mesi consecutivi di degenza in ospedale, visto il colorito così pallido. Ebbene, Carlo Conti ed il suo L’Eredità, sono emblematici per individuare l’altra categoria di quiz.

Quando c’era Amadeus, l’Eredità era classificabile come “il quiz fa un po’ schifo, però almeno ci sono Amadeus e la scossa di Giovanna”; e quei due (più lui che lei a dire il vero, e mi costa dirlo) davvero risollevavano un po’ il piattume del format.

Con Carlo Conti non c’è proprio speranza. Non è minimamente carismatico, non è simpatico e questo non fa altro che (se possibile) peggiorare ancora di più quello che è l’Eredità. Il malcelato sarcasmo poi di affidare a lui la conduzione de I Raccomandati è ancora inarrivato nella storia della tv.

Cosa è diventato oggi il quiz ai tempi de l’Eredità? Una roba che il cruciverba di Famiglia Cristiana è la nuova Treccani. Non chiedo di essere enciclopedici, ma per favore, siamo arrivati a livelli di domande che fanno scendere il latte alle ginocchia [qui mi sono imposto di non usare espressioni volgari]. Un minimo sindacale, porca miseria!

Esempi? Dai, facciamo degli esempi plausibili.

a) Chi ha scritto i versi: “Quel ramo del lago di Como, che giunge a mezzogiorno…”

  1. Renzo Bossi
  2. Alessandro Manzoni
  3. Sabrina Salerno

b) Che cosa ruota attorno alla terra?

  1. La luna
  2. Il sole
  3. Marte
  4. Venere

c) Quale ingrediente non viene usato per preparare una pasta all’amatriciana?

  1. Guanciale
  2. Pecorino
  3. Gorgonzola

d) Qual’è il nome dell’attuale pontefice della Chiesa Cattolica Romana? [p.s. non sarebbe mai formulata in questo modo]

  1. Giulio III
  2. Benedetto XVI
  3. Silvio I

Tutto facile? Beh oddio… La b), quando il concorrente è un valido rappresentante della miseria umana, ed il pubblico in studio è stato recuperato direttamente dal Basso Medioevo, può riservare disarmanti sorprese… [vedi il filmato] …. aaaah! I secoli di sistema aristotelico-tolemaico riescono a far danni anche oggi… [mi domando negli Stati Uniti quanti sarebbero in grado di rispondere alla domanda… meglio non saperlo…].

Va beh.. cosa è servito questo sproloquio, oltre a farvi perdere tempo?

Giusto 2 riflessioni.

1) Mi pare che sia cambiato il rapporto con il quale si vuole impostare il concetto di telequiz. Lascia o Raddoppia ad esempio era fondato sul concetto di sfida. Il pubblico di Lascia o Raddoppia? si riuniva il sabato o il giovedì sera per vedere se la signora di turno sarebbe stata in grado di rispondere alla nuova difficile domanda. Era quindi un rapporto diverso fra il concorrente ed il pubblico. La maggior parte del pubblico non sa niente dell’argomento e sta lì a sentire se l’esperto lo sa. E indirettamente, se ne ha voglia, magari ha imparato qualcosa. Ora invece il rapporto impostato è ecumenico. Domande che le sappiamo tutte, tutti. E per raggiungere il tutte, tutti, nel paese dove si legge tanto, bisogna raggiungere livelli veramente bassi. Su questo ad esempio, il finale di Passaparola si distingueva incredibilmente in positivo, visti i tempi.

2) Volevo solo far notare come secondo me il concetto di quiz show moderno, si basa su:

non fai un cazzo => guadagni

che complementa perfettamente quanto proposto da talk show e reality show vari ed eventuali:

non sai fare un cazzo => guadagni

Personalmente, trovo la combinazione di queste due cose mortificante. Ecco, io, e spero di non essere il solo, penso che la televisione, o per lo meno una buona parte dei programmi trasmessi debba avere una valenza culturale. Questo non vuol dire che dobbiamo ascoltare noiose lezioni su qualsiasi argomento in diretta, che cavolo! Si guarda la tv anche (e soprattutto) per divertirsi! Ma ad esempio, in un quiz show.. una domanda ogni tanto che ti faccia pensare! Che ti dia uno spunto per interessarti a qualcosa! Insomma con il quale si capisca che non è importante quello che già sai, ma quello che non sai ancora!

Se no poi stiamo tutti a compiacerci del fatto che ci ricordiamo che nel 1982 l’Italia ha vinto i Mondiali, che Marco Carta ha vinto Sanremo, che nel ragù ci va la carne,  e l’unico vero effetto è un appiattimento generale verso il basso, con effetti a lungo termine analoghi a quelli che sono stati acutamente sottolineati qui.

Va beh, concluderei lo sproloquio con una citazione, che non fa mai male; ecco il mio estratto preferito di Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, che nel 1953 aveva già capito tutto:

“[…] Offri al popolo gare che si possano vincere ricordando le parole di canzoni molto popolari, o il nome delle capitali dei vari Stati dell’Unione o la quantità di grano che l’Iowa ha prodotto in un anno. Riempi i loro crani di dati non combustibili, imbottiscili di “fatti” al punto che non si possano più muovere tanto sono pieni, ma sicuri d’essere “veramente bene informati”. Dopo di che avranno la certezza di pensare, la sensazione del movimento, quando in realtà sono fermi come un macigno. E saranno felici […]”

P.S. Nota da vaticanista da quattro soldi. Un eventuale papa che volesse prendere il nome di Silvio, essendo il primo della sua carica, non sarebbe chiamato Papa Silvio I, ma semplicemente Papa Silvio. L’ordinale primo sarebbe aggiunto solo dopo la sua morte ed in particolare al momento in cui vi fosse un nuovo Papa con quel nome. Giovanni Paolo I non seguì invece questa prassi e volle farsi già chiamare con l’ordinale primo. Alcuni quindi utilizzano questo come ipotesi per dire, “ah, ma allora sapeva già di morire presto.. bla bla”. Ovviamente noi invece siamo moderatamente complottisti (dove moderatamente è nell’accezione within reason), visto il suo desiderio di ricondurre la Chiesa alla sua missione di soccorso e cura dei poveri e dei deboli, l’importanza data da Luciani alla questione sociale, la sua indisposizione per l’utilizzo degli ingenti denari della Chiesa per spregiudicate operazioni economiche. Chissà come sarebbe stato il mondo se fosse stato Papa per più di 33 giorni.

P.S.2 Prima di morire, vorrei conoscere il 2% del pubblico che è riuscito a dire che Marte orbita attorno alla terra. Lo vorrei davvero.

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