Speranza

Faccio riemergere dal letargo questo blog (e l’assenza non è assolutamente dovuta alle inesistenti vacanze di quest’anno, ve lo assicuro. Non ho un briciolo di tempo…) giusto per dire che forse c’è ancora un po’ di speranza per questa Italia.

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Onestamente, non credo proprio

Gli Italiani onesti sono tutti con Dell’Utri

Amedeo Laboccetta, deputato Pdl

Grasso ed Ingroia sull’isolamento diurno di Giuseppe Graviano

Sul Corriere della Sera del 3 Gennaio, è stato pubblicato un articolo di Bianconi in cui il procuratore nazionale antimafia Grasso ed il procuratore aggiunto Ingroia affermano che la rimozione dell’isolamento diurno nel contesto del regime 41bis di Graviano è solo dovuta alla decorrenza dei massimi termini di applicazione di questo provvedimento accessorio.

In particolare Grasso afferma: “[…] la decisione non è stata presa dall’autorità politico-amministrativa che può muoversi su un piano discrezionale per un determinato obiettivo, né da un pubblico ministero che dovesse mirare ad altri risultati investigativi

Anche Ingoria è sulla stessa linea: “Qualsiasi attenuazione del 41 bis sarebbe negativa e potrebbe dare adito a retropensieri, ma non è questo il caso. Non c’è stato un intervento governativo, così come non c’è stato il parere favorevole di qualche Procura inquirente, e dunque mi sento di escludere finalità nascoste in un provvedimento che pare esclusivamente tecnico.

Tuttavia Ingroia aggiunge: “In vicende come queste è bene tenere alta l’attenzione, ma bisogna anche che l’informazione sia il più corretta possibile“. Ed ancora: “L’importante è che non sia stato toccato il 41 bis. Si può immaginare che in determinati casi il tetto di 3 anni all’isolamento diurno come quello attuale non sia sufficiente, e che ai giudici sia concessa l’opportunità di prolungarlo quando ricorrano alcuni requisiti, ma sarebbe una scelta politica che spetta al Parlamento, non ai magistrati“.

La rimozione dell’isolamento diurno per Giuseppe Graviano (qualcuno aveva parlato di rimozione del 41bis, che invece non è mai stato messo in discussione), aveva generato polemiche visto che Giuseppe Graviano si era rifiutato di rispondere al processo d’Appello per Marcello Dell’Utri, lamentando un precario stato di salute. Qualcuno aveva suggerito che questo alleggerimento del regime carcerario fosse il segno di una trattativa per cercare di “comprare” il silenzio di Giuseppe Graviano.

Riepilogo sulle dichiarazioni dei “pentiti”

Questo articolo di Attilio Bolzoni e Giuseppe D’Avanzo è un interessante riepilogo sulle dichiarazioni dei “pentiti” a riguardo del possibile coinvolgimento di Dell’Utri e Berlusconi negli attentati mafiosi del 1993 (Firenze, Roma, Milano).

Dovrebbe essere chiarito che “pentito” al momento non è la parola adatta per alcuni di questi testimoni in quanto non si sono né pentiti né dissociati dalla loro organizzazione.

La Commissione Antimafia rinizia a far danni

Riporto un articolo di Claudia Fusani, uscito oggi, 24 Settembre 2009 su l’Unità.it

Giudice diventa consulente. Rischia il processo Dell’Utri

Il processo, per calunnia, a Palermo al senatore Marcello Dell’Utri potrebbe saltare. Anzi, è già quasi saltato. «Colpa» della Commissione antimafia, o meglio del gruppo Pdl in quella Commissione, che ha chiesto la collaborazione e la consulenza del magistrato Salvatore Scaduti che però è anche il presidente del collegio che sta giudicando Dell’Utri. I due incarichi sono incompatibili. E le dimissioni di Scaduti dal collegio d’Appello comportano l’azzeramento del processo. L’argomento è molto tecnico. Ma il messaggio è tutto politico. Conordine.Nonsi tratta del procedimento per concorso esterno in associazione mafiosa in cui il senatore braccio destro di Berlusconi è già stato condannato in primo grado a nove anni e che per metà ottobre attende il verdetto dell’appello.

Si tratta di un procedimento parallelo, e a quello principale fortemente intrecciato, in cui il senatore è accusato di calunnia aggravata per aver cercato di screditare i pentiti che, nell’altro processo, lo accusano di mafiosità. In primo grado il senatore Dell’Utri è stato assolto (2006) «per non aver commesso il fatto». I giudici non hanno creduto, allora, che il senatore di Forza Italia avesse organizzatouna combine con la complicità di un pentito, Cosimo Cirfeta, per screditare i collaboratori di giustizia che lo hanno già fatto condannare per mafia. Cirfeta è morto, nel frattempo, suicida. Il processo Andreotti Il caso è esploso ieri nell’ufficio di Presidenza della Commissione Antimafia quando il capogruppo del pdl, il senatore Antonino Caruso, ha ufficializzato la lista dei consulenti per conto della maggioranza. Tra questi il giudice Salvatore Scaduti, la toga che le cronache hanno imparato a conoscere quando nel 2003, già allora presidente della I sezione della Corte d’Appello del Tribunale di Palermo, assolse il senatore Giulio Andreotti dall’accusa di associazione mafiosamadichiarò prescritto, per quanto «commesso fino al 1980» il reato di associazione semplice.

Una sentenza che fece molto discutere, quella, per la sua contraddittorietà. Seguirono polemiche e precisazioni, tanto del procuratore Caselli quanto del presidente Scaduti. Una scelta inopportuna Cose del passato. Anche se nelle cose di mafia il passato è sempre presente. Come che sia, il Pdl chiede oggi la consulenza di Scaduti presso la Commissione Antimafia, commissione che, tra poco, comincerà le audizioni sulle nuove indagini sulle stragi di mafia del 1992 e del 1993. A questo punto in ufficio di presidenza si è alzata la capogruppo del pd Laura Garavini e ha posto una lunga serie di obiezioni. Noncerto sotto il profilo del professionista. Ma per l’opportunità politica. Nominare Scaduti, infatti, significa automaticamente azzerare il processo per calunnia a Dell’Utri. La sostituzione del giudice, infatti, comporta il dover celebrare dall’inizio il procedimento. Nella stanza dell’ufficio di presidenza della Commissione Antimafia a palazzoSanMacuto erano presenti il presidente Giuseppe Pisanu, il capogruppo dell’Idv Luigi Li Gotti, il senatore dell’Udc Mario Tassone e il vicepresidente Luigi De Sena (Pd). La denuncia di Laura Garavini sembranon aver provocato reazioni. Pisanu si è limitato ad informare che la procedura di distacco di Scaduti è già avviata anche presso il Csm. E che non sono emerse controindicazioni. Ilproblema è di opportunità politica. Appena tre settimane fa il Presidente del Consiglio ha attaccato le procure di Palermo e di Caltanissetta per le loro «trame» ai danni dello stesso premier. È chiaro che per Berlusconi sarebbe un grosso problema veder confermata, oggi, la condanna per mafia all’amico Dell’Utri. In questo clima meglio evitare che arrivi a conclusione anche l’altro processo, quella per calunnia. Menoimportante.Malegato a doppio filo a quello principale.

Dell’Utri: sdegnato, cercano fantasmi

«e sono completa­mente d’accordo con il presidente della Camera, è giusto — spiega Dell’Utri — che si indaghi per arri­vare alla verità su quegli anni. Si parla di patti tra la mafia e pezzi del­lo Stato? Bene, ma di quale Stato?».

Ma di Trinidad e Tobago, è ovvio.

Facciamo rispondere al nostro cronista, che sta seguendo da vicino l’andamento del Processo d’Appello a carico di Dell’Utri che si sta svolgendo a Palermo: Egon Spengler.

Non definirei l’esperienza del tutto vana. Secondo questi nuovi dati, forse abbiamo l’eccellente occasione di catturare un fantasma e di conservarlo indefinitamente“.
Egon Spengler.

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