Troppe delusioni rendono l’uomo pessimista

Ieri sera solo un sorriso e un abbraccio con i miei amici (tutti non italiani peraltro).

Ma proprio visto come sono andati gli ultimi 17 anni vorrei dire:

Non è finita finché non è finita.

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Ho già visto questo film

Non capisco cosa ci sia da rallegrarsi di questi annunci.

Sì, me ne vado… ma dopo.

L’ultima volta che si ha dato del tempo a Berlusconi (1 annetto fa gli si diede 1 mese abbondante per “riorganizzarsi”, grazie alla gentile persuasione del Presidente della Repubblica), una vittoria certa in una mozione di sfiducia si è trasformata in un’imbarazzante debacle, vanificando l’ottima intuizione di quelli di FLI.

Ripeto, io ho già visto questo film, e il portafoglio in queste occasioni può sempre essere generoso.

E invece no, cara Lilli

Poco fa ad Otto e Mezzo, Lilli Gruber commentava di come l’Italia sia nota per essere il paese in cui non si dimette nessuno.

Eh no, cara Lilli.
Marrazzo e Delbono si sono dimessi.
E perfino Scajola, arrivato ad una situazione indifendibile.
Hanno fatto benissimo e se non lo avessero fatto li avrebbero dovuti far dimettere i loro amici.

Ma togliergli pure il decoro e la dignità di essersi dimessi prima di essere cacciati, questo no.

Sono altri quelli che non si dimettono.
E per giunta per vicende mille volte più gravi.

Disagio psicologico

C’è un motivo fondamentale per cui spero che lo scandalo di questi giorni sia veramente il capitolo finale di questa farsa che ha abbrutito gli ultimi 17 anni della storia d’Italia.

Voglio vedere Berlusconi ritirato da ogni carica politica e a difendersi nei suoi processi per un motivo sì egoistico, ma ormai pressante.
Temo per la prossima volta che dovrò andare all’estero.

Già tutte le altre volte è stato drammatico, consumante, umiliante dover spiegare per bene ai miei conoscenti e colleghi all’estero perché Berlusconi è ancora lì. Come sia possibile che sia ancora lì.

Già è difficile togliersi di dosso come italiano la triade “pizza”, “Mafia”, “mandolino”.
Figuriamoci per quanto resterà nel tempo questo ricordo di un popolo sciatto, ignorante e così incredibilmente stupido da aver permesso che tutto questo avvenisse.

Perché un popolo riesce a liberarsi dei dittatori veri magari solo con le rivoluzioni, sparando, o con altri mezzi di drammatica portata.

Gli italiani avrebbero potuto farlo con un solo semplice gesto: il voto. E più di una volta.

E’ per questo che voglio le dimissioni di Berlusconi.
Questa volta non riuscirei davvero a trovare le parole per spiegare come ha fatto a salvarsi anche questa volta.

Paese che vai, usanze che trovi

Il ministro della Giustizia giapponese Minoru Yanagida ha rassegnato le dimissioni dopo una battuta ad un incontro pubblico.

Il ministro stava scherzando sullo svolgimento del proprio incarico e ha sostenuto che per rispondere alle interpellanze dei parlamentari è sufficiente ricordarsi due frasi:

Mi astengo dal commentare casi specifici” e “Sto affrontando la questione in modo appropriato in base alla legge ed ai fatti“.

Non tenterò nemmeno un confronto con l’Italia.

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