Nuovo giochetto di tendenza

– Andare con un gruppo consistente di amici (5-10) in un bar o lounge/bar di quelli noti e fighetti per un aperitivo prima di cena;
– Dopo 1-2 ore di bevute nel bar, chiedere alla fine lo scontrino per tutto quello che avete bevuto (e già pagato);
[E qui ovviamente c’è l’assunzione che il bar non faccia praticamente mai lo scontrino, cosa vera per il 60% dei locali che conosco];
– Constatare che alle 20, 20:30 di sera, con centinaia di clienti che hanno ordinato non meno di 1-2 consumazioni a testa, il numero progressivo dello scontrino si può riportare con le dita di 1 o 2 mani (per dire, ieri sera alle 20:30 era il numero 5);
– Fare una foto dello scontrino;
– Se il locale ha una pagina di Facebook, fare l’upload della foto e commentarla con vari sberleffi;
– Chiamare il 117.

Il diritto di dire “non mi rompere più di tanto”

Oggi, Giulio Tremonti, ministro dell’Economia, sostiene che gli imprenditori abbiano il diritto di dire “non mi rompere più di tanto” se ci sono dei controlli fiscali nelle loro aziende.

Il diritto.

E questo perché i controlli continui sulle aziende implicano costi per il tempo perso, stress ed occasioni per la corruzione.

Veramente le occasioni per la corruzione nascerebbero nel momento in cui l’azienda avesse qualcosa di illecito da nascondere.

L’evasione fiscale è un’emergenza nazionale, gli evasori sono dei ladri che rubano il futuro dei cittadini onesti, e il ministro dell’Economia esce fuori con queste dichiarazioni?

Quali altri provvedimenti alla “un due tre liberi tutti” ci dobbiamo aspettare da parte del governo in caduta di consensi per cercare di recuperare voti?

Facciamo cassa per favore

Il Corriere della Sera ha pubblicato un po’ di dati sull’evasione fiscale in Italia.

Escludendo i redditi che non si possono evadere (pensione, imposte sui Bot e conti correnti, etc…), l’evasione media in Italia è di poco più del 38%.

In percentuale si evade meno al Nord, e molto di più al Sud (con punte del 66%).
Vista però la differenza di ricchezza fra Nord e Sud, il totale evaso dal Nord è molto più alto di quello del Sud.

Proprio per questa ragione, è possibile recuperare molto di più combattendo l’evasione fiscale al Nord.

Visto che uno dei pochi modi per far abbassare l’evasione fiscale che si è dimostrato efficace consisteva nel mostrare la faccia dell’ex-ministro Visco all’apertura di ogni telegiornale, e visto che non credo potrà accadere ancora nel futuro prossimo, speriamo che l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza si diano da fare per recuperare il più possibile del maltolto.

Gli evasori fiscali sono uno dei problemi di questo paese. Per una serie di conseguenze a catena che mettono in moto con il loro reati, è anche grazie a loro che questo paese va così male.

Riciclaggio ed evasione fiscale. Niente allarme sociale

Qualcuno può dirlo ai concittadini italiani che questa gente rischia di non fare un giorno di galera se va bene e non avere nemmeno una condanna se va male?
In Italia il codice di procedura penale è strato trasformato per rendere il processo una corsa ad ostacoli, altro che l’accertamento della verità giudiziale.

Ormai garantismo è sinonimo di “ricerca dell’impunità processuale“.
Ricordatevene la prossima volta che qualcuno usa questo termine.

Naturalmente mi scuso con tutti garantisti veri, ormai semanticamente espropriati.

Uguaglianza dei contribuenti e la voglia di menare le mani

Una delle cose che mi hanno fatto tremendamente incazzare in questi giorni è una lettera di una lettrice pubblicata su “Il Fatto Quotidiano” del 26 Settembre 2009 a pag.19.

Evasori delusi: per noi niente scudo?
Sono un’artigiana che dichiara al fisco 20mila euro l’anno, al lordo dei contributi previdenziali. Lavoro in una piccola realtà di provincia e se nn riuscissi a non annotare corrispettivi, e quindi a fare “nero” per 6000 euro circa l’anno, mi ritroverei a dover chiudere il mio negozietto da parrucchiera di provincia. Ciò premesso, perchè a me non è data l’opportunità di sanare i miei 6000 euro per gli anni in cui son ancora accertabili versando la modica percentuale del 5% ? Per quale ragion le varie associazioni di categoria non prendono posizione e nn rivendicano l’uguaglianza fra contribuenti?
Perchè solo ai capitali detenuti all’estero è stata data questa opportunità? I soldi sporchi sono diversi se detenuti oltre confine? Cordiali saluti a voi che con professionalità avete deciso di dar voce alla vostra coscienza, perchè così facendo date voce anche a noi.

Antonella Paganini

Alla prima lettura ho pensato: “Ma stiamo scherzando? Ma cos’è, una provocazione?”. E si firma pure l’artigiana-parrucchiera!

Ecco, il contenuto di questa lettera è veramente esemplare. E contiene in sé elementi che possono generare una riflessione di una qualche importanza. Cosa ci dice la signora Antonella? Ci dice che i ricconi, che si permettono di esportare capitali all’estero sono proprio stronzi e farabutti e adesso possono sanare le loro irregolarità pagando la modica cifra del 5% sul capitale che rientra.

E chi siamo noi per non poter sanare il nostro onesto guadagno in nero? Vogliamo che le ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA SI MOBILITINO PER RIVENDICARE L’UGUAGLIANZA DEI CONTRIBUENTI!!!

Insomma la signora artigiana-parrucchiera lascia in nero un quarto del suo reddito e vuole pagarci 300 Euro per sanare tutto.

[si fa notare che da questo momento in poi ho dovuto inserire un filtro di censura delle molteplici imprecazioni offensive contro l’artigiana-parrucchiera]

  1. Innanzitutto esiste già, cara la mia artigiana-parrucchiera, l’uguaglianza dei contribuenti: TUTTI devono pagare TUTTE le TASSE che sono dovute!
  2. La prossima volta, per favore, legga questa lettera mentre è circondata da lavoratori dipendenti, i cornuti di questo paese, che le tasse le pagano, e poi ne riparliamo. Oppure i poveracci che lavorano a 500-700 Euro al mese. Eventuali cure contro lividi, escoriazioni e contusioni causate da eventuali discussioni con i suddetti lavoratori sono tutte offerte dalla sanità pagata con le tasse di tutti.
  3. Il punto uno vale davvero per tutti, anche per chi *non* vota per Berlusconi.

Siccome sono un coerente dalla mente piccola e di vedute ristrette, detesto innanzitutto l’incoerenza. Tipo i turbo-ecologisti che non fanno la raccolta differenziata. O sprecano elettricità. O sporcano per terra (leggi mozziconi di sigaretta). Non sapete quanto mi fanno incazzare.

Eh quindi sì, ritornando al contesto attuale, io sarei un po’ stufo di sentire le persone (soprattutto se a parole sono degli accesi anti-Berlusconiani) invocare “giustizia sociale” quando si parla di persone lontane, possibilmente ricche, possibilmente grandi imprenditori, possibilmente politici; però quando si ritorna alla vita di tutti i giorni, ovvero ai propri comportamenti individuali, ovvero a quello che *davvero* conta perché noi possiamo fare la differenza, le stesse regole che costoro vorrebbero applicare a quegli altri farabutti non valgono per loro stessi.

Ognuno ha la sua piccola giustificazione. Se no non sopravvivo. Se no non guadagno. Se no non vado in vacanza a Formentera. Se no non posso placare il dovere morale che mi impone di evadere le tasse che devo allo Stato.

Invece c’è chi paga le tasse, ogni singola Lira o Euro da generazioni, e si sobbarca per intero a causa di questa gentaglia, il costo dello Stato e dei servizi che questo eroga ai cittadini. Ma quali servizi? Lo stato non fa niente. Eh brutto cretino, se le pagaste le tasse, ci sarebbero servizi come in Germania o in Svezia.

In generale tutto questo è figlio di una concezione che fu riassunta efficacemente dall’attuale presidente del Consiglio sul dovere morale di evadere le tasse. Ovvero distorcere la legge secondo i propri criteri di giudizio personale. Secondo me non è morale che io paghi le tasse. Quindi non le pago.

Ed in generale tutto questo ci porta all’odioso principio sbandierato dal centro-destra negli ultimi 15 anni:

Pagare meno tasse, per pagarle tutti

Nooo! NOOOOOOO! Non funziona così, neanche per scherzo. La versione corretta della precedente è:

Pagare tutti le tasse, per pagarne tutti di meno

Immaginate l’evasore totale o anche un blando evasore, che siccome ci sono meno tasse allora decide improvvisamente di pagarle, dopo una vita passata a nascondere il proprio reddito. E’ la seconda invece la strada da seguire. Finché la gente non capirà che è un vantaggio per tutti se tutti pagano le tasse, non si andrà mai da nessuna parte.

E qui dovrei aprire il capitolo della lotta all’evasione ed all’elusione fiscale, che meriterebbe (e prima o poi meriterà) un post a parte. Ovvero, nel momento in cui la gente comune non capisce la versione due, è il caso che gliela faccia capire lo Stato. Se poi, è lo Stato addirittura che non si dimostra combattivo contro gli evasori, gli imprenditori che commettono falso in bilancio, ed in generale contro tutti coloro che commettono frodi fiscali, ovvero lo Stato rinuncia a riscuotere ciò che è dovuto per il bene di tutti, e anzi propone scandalosi condoni come il recente scudo fiscale, beh siamo davvero alla frutta.

P.S. questo post l’ho scritto quasi interamente di getto ieri, ma poi mi sono fermato, per finirlo e pubblicarlo oggi. Ieri si commemorava l’anniversario della nascita di Gandhi. Ed io, ho molto rispetto per la lotta non violenta. Oltre ad esserne un sostenitore quando non leggo lettere del genere.

Supereroi dello scontrino fiscale

Stavo pensando che “Mr. Prezzi” sembra proprio il nome di un supereroe. Tutto italiano ovviamente.
Per quali siano i suoi inutili super poteri, mi affido ai suggerimenti dei miei pochi lettori.

E comunque, prima che la notizia venga seppellita dall’ennesima fuffa sanguinolenta e possibilmente razzista che ci opprime ogni giorno, volevo segnalare l’ottimo accordo fra governo degli Stati Uniti e UBS per combattere l’evasione fiscale.
Se perfino vengono (parzialmente) svelate le informazioni su conti radicati in Svizzera, allora c’è speranza per tutti.
Da Il Corriere.it

<<La norma che utilizzano non è generosa, almeno se confron­tata con quella studiata in Ita­lia: le tasse evase vanno ver­sate per intero con un interes­se di mora del 20%. Ma le san­zioni sono ridotte e si evita­no le conseguenze penali. Quando, a luglio, in una so­la settimana si sono presenta­ti diverse centinaia di contri­buenti (più che nell’intero 2008), l’IRS ha addirittura predisposto un modulo invi­tando i «pentiti» ad autode­nunciarsi «online», anziché intasare gli uffici.>>

Nel paese in cui Al Capone è stato arrestato per crimini contro il Fisco, capisco benissimo le code della gente per supplicare clemenza.

Facendo un confronto con il terzo scudo fiscale che Tremonti ha in mente e con la percentuale sul totale che tipicamente è richiesta da un’organizzazione mafiosa per riciclare denaro sporco dall’estero:

USA => 100% tasse dovute + 20% del totale in mora = niente conseguenze penali
Mafia => 50-60% totale da riciclare = da 100 Euro sporchi ottieni 40-50 Euro ripuliti
Italia => 4% tasse dovute = anonimato + niente conseguenze penali

Riusciamo persino a fare concorrenza alla Mafia. Di questo passo le organizzazioni mafiose perderanno il lavoro. Pensa te che strategia antimafia. Non avevamo capito nulla.

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