Garantismo contestualizzato

Va beh.
Si sa da anni che purtroppo la parola “garantismo” sui giornali filo-berlusconiani (altra cosa sarebbero i giornali orientati a destra. Impariamo la differenza ed il paese migliorerà) nonché negli articoli degli editorialisti del Corriere della Sera, è stata espropriata semanticamente, fino a diventare sinonimo di “impunità a prescindere” quando si tratta di Berlusconi e amici.

Per chiunque altro, che siano altri politici o i famosi cittadini, tutti intercettati dalle Procure (che è davvero il problema più grave di questo paese e di cui si preoccupa tanto il nostro magnanimo Presidente del Consiglio. Perché lui ci tiene, chissà perché), invece si passa direttamente a riportare le accuse delle procure ancor prima della chiusura delle indagini e passare dal giudice.
Articoli che abbondano nell’uso della mazza e della roncola / giusarma.

Io tendo a non leggere il giornale chiamato “Il Giornale”, ma oggi gli si potrebbe dare un’occhiata, come segnalato da Wil, per avere la riprova in prima pagina dei due pesi e due misure utilizzati lì dentro.

Fine post e consueta solidarietà ai garantisti veri.

Riciclaggio ed evasione fiscale. Niente allarme sociale

Qualcuno può dirlo ai concittadini italiani che questa gente rischia di non fare un giorno di galera se va bene e non avere nemmeno una condanna se va male?
In Italia il codice di procedura penale è strato trasformato per rendere il processo una corsa ad ostacoli, altro che l’accertamento della verità giudiziale.

Ormai garantismo è sinonimo di “ricerca dell’impunità processuale“.
Ricordatevene la prossima volta che qualcuno usa questo termine.

Naturalmente mi scuso con tutti garantisti veri, ormai semanticamente espropriati.

Agosto – Pigrizia e Mestizia

E’ Agosto.
Sono in ferie. Quindi per definizione sono pigro.
Fa caldo.
Per complicare la situazione (e farmi girare le palle) sono devastato da lancinanti mal di testa.

Vivo orecchiando di un paese parallelo fatto di gabbie salariali, in cui i sottotitoli ai telefilm sono in dialetto (attenzione! I leghisti non si rendono conto di aver offeso molti della loro base, retrocedento a dialetto la Lingua Veneta, la Lingua Lombarda, etc… sapessero almeno di che parlano…), in cui ci sono le bandiere e gli inni regionali (ma ancora le province quelle non le toglie mai nessuno), in cui il Presidente del Consiglio è in vacanza a l’Aquila per sorvegliare la ricostruzione, in cui la CEI non è mai in vacanza e rinizia a sfiatare (“aumenta la diffidenza verso i magistrati”. Bah.. potete sempre tornarvene nel vostro stato, oppure nel Cile di Pinochet visto che vi era così simpatico…).
Un paese in cui le scarcerazioni sono dannatamente facili.

Volevo proprio scrivere oggi del recente caso di Luigi Campise, condannato in primo grado per l’omicidio della sua fidanzata Barbara a 30 anni di carcere e già dopo 2 anni in libertà.
Come al solito, tutti parlano senza sapere niente, tranne i soliti tromboni del garantismo che quando si parla di un cittadino comune o di un immigrato si trasformano in autorevoli bestie che recitano litanie abnormi e che sbavano di fronte al tintinnare delle manette.
Fortunatamente, anche se non è chiaro ai più, a chi guarda solo la tv, e a chi non ha voglia di informarsi, c’è una sola risposta a tutto ciò, ed è il codice di procedura penale.

Però come ho detto, sono in ferie, sono pigro e sto male.
E soprattutto era molto probabile che ne avrebbe parlato Marco Travaglio.
Ed infatti oggi pomeriggio sono stato accontentato: da Antefatto.it

La conclusione è sempre la stessa.
E’ quando siamo emotivi che ci fregano di più.

Buon caldo a tutti.

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