Paralisi Gelmini

Segnalo un articolo di Repubblica in cui si narrano i danni che sta causando all’Università e alla ricerca in particolare la cosiddetta “Riforma Gelmini”.

Che follia. Sta collassando tutto.

Scambi ministeriali

Il supposto Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini.

Volevo capire… Ma Mariastella Gelmini è il ministro dell’Istruzione o il Ministro del Turismo?

Non bastava già Michela Brambilla?

Il Fatto Quotidiano – Alcuni commenti non troppo a caldo

Siamo arrivati alla quarta uscita del nuovo giornale di Padellaro. Ho voluto appositamente lasciar tracorrere un po’ di giorni, prima di scrivere alcune mie brevi e personali considerazioni.

  1. I primi numeri sono stati caratterizzati da lunghi articoli sulle indagini a carico di Gianni Letta, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ed Angelino Alfano, il ministro della Giustizia. Va bene, visto il silenzio su questi argomenti, tuttavia spero che sul medio termine il giornale non centri le sue edizioni su questo genere di notizie. E’ giusto che lo faccia, ma non vorrei leggere *solo* di indagini e processi. Tanto per la cronaca, al quarto numero, l’apertura della prima pagina è un appello di Bruno Tinti al Presidente della Repubblica Napolitano, affinchè non firmi la legge sullo scudo fiscale. Caro Tinti, tanti auguri. Davvero.
  2. Trovo in parte irritante la priorità implicita decisa per le notizie. Ho la sensazione che parti molto interessanti del giornale siano dopo la pagina 10. Esempio dall’edizione odierna. Ma che ci fa un articolo di Maria Cecilia Guerra dal titolo “La Finanziaria che non sposta un solo Euro” a pagina 18? Pagine e pagine dopo la programmazione televisiva e dopo la rassegna sulle notizie da Internet? Credo di intuire (nel tentativo di giustificare questa cosa) che questo sia dovuto al fatto che nella seconda parte del giornale (“Secondo Tempo” – Spettacoli, sport, idee) vadano gli articoli di collaboratori “saltuari”. In ogni caso non mi piace molto.
  3. La grafica. La trovo piuttosto fastidiosa. Mi sembra chiassosa e distraente. Almeno a leggere i commenti in rete, sembra sia la cosa meno riuscita del giornale.
  4. C’è chi scrive usando la tastiera americana. Esempio sempre dall’odierna edizione: un articolo molto bello intitolato “Perché è scomparsa l’Agenda Rossa di Borsellino” di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Larizza. Scrivo anch’io con la tastiera americana ed in e-mail o scrivendo bozze di documenti mi capita di usare e’, perche’ etc.. Però leggere su un quotidiano un’intero articolo costellato con verita’, piu’, c’e’ etc.. mi dà un po’ fastidio. Questa è una piccolezza, sia bene inteso, però il tutto ci porta al punto 5.
  5. Il Correttore di bozze. Visto il successo dei primi numeri, sganciate un po’ di soldi per un correttore di bozze. Il giornale è costellato di refusi. Proprio perchè l’edizione viene chiusa presto, sarebbe proprio il caso di pensarci su.

Per ora, resto compiaciuto nel mio entusiasmo per l’uscita di questo nuovo giornale. Prima di questo, onestamente non avrei mai pensato di abbonarmi ad un quotidiano.

Come commentavo con alcuni amici, per valutare il successo del giornale, sarà il caso di aspettare almeno Dicembre. Quello che conta infatti, non è tanto quanti in preda all’entusiasmo si accalcano nelle edicole in questi giorni, ma quanti decideranno di leggerlo regolarmente. Personalmente penso che 40000 copie vendute al giorno potrebbe essere un risultato piuttosto buono. Sarò smentito e si venderanno molte più copie? Io spero proprio di sì. Anche perché grazie al parco abbonati, se non ricordo male per il primo anno il pareggio dovrebbe essere sulle 10000-15000 copie vendute. Venderne il quadruplo o ancora di più consentirebbe di allargare la redazione (farebbe molto bene), aumentare la versatilità delle notizie (quello che mi preoccupa è l’economia per esempio), aumentare un po’ il numero di pagine, ma soprattutto assicurare lunga vita a questo giornale che dà tanto conforto a noi “manettari” e complottisti.

Però. in un paese molto soggetto all’emotività, soprattutto fra i giovani, vediamo fra 3-5 mesi come si sarà evoluta la situazione. A perenne monito, pensate a cosa ne è rimasto dell’Onda. 11 mesi fa, per qualche settimana, sembrava che il paese sarebbe finito sulle barricate piuttosto che far passare le buone pensate della Gelmini.

Selezione

Ma, per fortuna, ci sono anche i giornalisti dipendenti, come il direttore del Tg2, che ieri alle 13 ha mandato in onda un trionfale servizio sulla scuola. Con l’annuncio della bocciatura di 70.000 ragazzini, esaltata in quanto segno evidente che la scuola italiana è migliorata per impulso della Gelmini. Come dire che la sanità pubblica migliora quando aumenta la mortalità negli ospedali.

Maria Novella Oppo, L’Unità, 14/06/2009

http://www.unita.it/rubriche/Oppo/2009/06/14

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