Tanti auguri a “Il Fatto Quotidiano”

Un anno fa, usciva il primo numero de “Il Fatto Quotidiano”.

Tanti auguri, e grazie, per aver portato una ventata nuova nel carente panorama informativo italiano.

Stefano Disegni, ha voluto festeggiare l’occasione con questa divertente vignetta.

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Aspettando il PD

Antonio Di Pietro e Fabio Granata (sperabilmente a nome dei propri partiti / gruppi parlamentari) sostengono che voteranno il disegno di legge anti-corruzione proposto ieri nelle pagine de Il Fatto Quotidiano.

Supponendo che questo sia vero, si aspetta che il Partito Democratico batta un colpo.
O almeno ci faccia sapere se è ancora vivo.

Edit 22:27

Pare che alla combriccola dei sostenitori della proposta si sia unito Luigi Zanda. Ottimo e speriamo bene.

Memoria corta sempre

Il Fatto Quotidiano ha pubblicato venerdì un appello di Bruno Tinti al Presidente Napolitano perché non firmi la legge sullo scudo fiscale.

Oggi lo stesso giornale pubblica alcuni dei commenti dei firmatari dell’appello (pag.8). Uno di questi, “Max Pride” dice:

Vi ricordate il Presidente Scalfaro e il Presidente Ciampi? Per me non avrebbero mai e poi mai firmato le leggi ad personam di Berlusconi“.

Ora, non so in che paese abbia vissuto Max Pride negli ultimi anni, ma io me lo ricordo il Presidente Ciampi, ed eccettuato qualche scuotimento ed interventi critici (che ci sono stati), le leggi ad personam di Berlusconi le ha firmate praticamente tutte. Compreso il Lodo Schifani, precursore praticamente identico del Lodo Alfano, firmato in poche ore e la Cirami sul legittimo sospetto, tanto per fare qualche esempio. E potrei continuare.

Certo non si è arrivati agli inqualificabili e vergognosi comportamenti del nostro attuale ed amato Presidente Napolitano nello scontro fra le Procure di Salerno e di Catanzaro; che semplicemente a sapere un po’ di diritto penale si capiva benissimo come stava andando la faccenda, ovvero che la Procura di Salerno agiva secondo la legge e quella di Catanzaro con procedimenti di natura abnorme.

Probabilmente basta anche solo questo a farmi entrare nella cerchia dei nostalgici di Ciampi.

Il Fatto Quotidiano – Alcuni commenti non troppo a caldo

Siamo arrivati alla quarta uscita del nuovo giornale di Padellaro. Ho voluto appositamente lasciar tracorrere un po’ di giorni, prima di scrivere alcune mie brevi e personali considerazioni.

  1. I primi numeri sono stati caratterizzati da lunghi articoli sulle indagini a carico di Gianni Letta, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ed Angelino Alfano, il ministro della Giustizia. Va bene, visto il silenzio su questi argomenti, tuttavia spero che sul medio termine il giornale non centri le sue edizioni su questo genere di notizie. E’ giusto che lo faccia, ma non vorrei leggere *solo* di indagini e processi. Tanto per la cronaca, al quarto numero, l’apertura della prima pagina è un appello di Bruno Tinti al Presidente della Repubblica Napolitano, affinchè non firmi la legge sullo scudo fiscale. Caro Tinti, tanti auguri. Davvero.
  2. Trovo in parte irritante la priorità implicita decisa per le notizie. Ho la sensazione che parti molto interessanti del giornale siano dopo la pagina 10. Esempio dall’edizione odierna. Ma che ci fa un articolo di Maria Cecilia Guerra dal titolo “La Finanziaria che non sposta un solo Euro” a pagina 18? Pagine e pagine dopo la programmazione televisiva e dopo la rassegna sulle notizie da Internet? Credo di intuire (nel tentativo di giustificare questa cosa) che questo sia dovuto al fatto che nella seconda parte del giornale (“Secondo Tempo” – Spettacoli, sport, idee) vadano gli articoli di collaboratori “saltuari”. In ogni caso non mi piace molto.
  3. La grafica. La trovo piuttosto fastidiosa. Mi sembra chiassosa e distraente. Almeno a leggere i commenti in rete, sembra sia la cosa meno riuscita del giornale.
  4. C’è chi scrive usando la tastiera americana. Esempio sempre dall’odierna edizione: un articolo molto bello intitolato “Perché è scomparsa l’Agenda Rossa di Borsellino” di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Larizza. Scrivo anch’io con la tastiera americana ed in e-mail o scrivendo bozze di documenti mi capita di usare e’, perche’ etc.. Però leggere su un quotidiano un’intero articolo costellato con verita’, piu’, c’e’ etc.. mi dà un po’ fastidio. Questa è una piccolezza, sia bene inteso, però il tutto ci porta al punto 5.
  5. Il Correttore di bozze. Visto il successo dei primi numeri, sganciate un po’ di soldi per un correttore di bozze. Il giornale è costellato di refusi. Proprio perchè l’edizione viene chiusa presto, sarebbe proprio il caso di pensarci su.

Per ora, resto compiaciuto nel mio entusiasmo per l’uscita di questo nuovo giornale. Prima di questo, onestamente non avrei mai pensato di abbonarmi ad un quotidiano.

Come commentavo con alcuni amici, per valutare il successo del giornale, sarà il caso di aspettare almeno Dicembre. Quello che conta infatti, non è tanto quanti in preda all’entusiasmo si accalcano nelle edicole in questi giorni, ma quanti decideranno di leggerlo regolarmente. Personalmente penso che 40000 copie vendute al giorno potrebbe essere un risultato piuttosto buono. Sarò smentito e si venderanno molte più copie? Io spero proprio di sì. Anche perché grazie al parco abbonati, se non ricordo male per il primo anno il pareggio dovrebbe essere sulle 10000-15000 copie vendute. Venderne il quadruplo o ancora di più consentirebbe di allargare la redazione (farebbe molto bene), aumentare la versatilità delle notizie (quello che mi preoccupa è l’economia per esempio), aumentare un po’ il numero di pagine, ma soprattutto assicurare lunga vita a questo giornale che dà tanto conforto a noi “manettari” e complottisti.

Però. in un paese molto soggetto all’emotività, soprattutto fra i giovani, vediamo fra 3-5 mesi come si sarà evoluta la situazione. A perenne monito, pensate a cosa ne è rimasto dell’Onda. 11 mesi fa, per qualche settimana, sembrava che il paese sarebbe finito sulle barricate piuttosto che far passare le buone pensate della Gelmini.

23 Settembre 2009 – “Il Fatto Quotidiano”

Ebbene sì.

E’ proprio vero. Alla fine siamo arrivati alla fatidica data del 23 Settembre 2009. Oggi, nel panorama dell’editoria italiana c’è un evento degno di nota.

Esce infatti il primo numero de “Il Fatto Quotidiano”, il nuovo quotidiano diretto da Antonio Padellaro.

Il quotidiano si distingue innanzitutto per i suoi proprietari. Questi sono infatti sono il direttore stesso, la casa editrice “Chiarelettere”, e qualche altro socio fondatore che ha deciso di fare questo investimento. Niente banche, niente industrie, insomma, niente attori che possano potenzialmente condizionare le notizie che vengono pubblicate sul giornale.

Il quotidiano poi non si regge su alcun contributo pubblico all’editoria (ha respinto la proposta di finanziamento che gli era giunta mesi fa da Italia dei Valori). Qui arriva appunto la parte difficile. Il quotidiano, al contrario di altri, si reggerà solo sugli abbonamenti, la pubblicità e le copie vendute in edicola.

L’inizio del viaggio è confortante. 27000 abbonamenti (per la versione consultabile online o per quella cartacea consegnata a casa) sono stati già stipulati “al buio”, senza neanche aver visto un singolo numero del giornale. Il fenomeno è presto spiegato: le premesse su cui si fonda il giornale, il traino di avere Marco Travaglio fra i giornalisti della redazione e la “garanzia” di avere fra i collaboratori giornalisti di fama, assodata bravura e specchiata attività pregressa (il direttore Padellaro stesso, Peter Gomez, Marco Lillo, Corrado Stajano, etc…) oltre ad altri notevoli contributori (fra cui vorrei citare Bruno Tinti, autore di “Toghe Rotte” e “La Questione Immorale” e lo scrittore Antonio Tabucchi) hanno generato notevole entusiasmo, e vorrei dire anche notevoli aspettative per questa scommessa editoriale.

Al momento, gongolo leggendo la mia versione PDF. Questa mattina tuttavia mi sono interrogato sulla distribuzione del giornale stesso nelle edicole. Come dichiarato su questo post di Antefatto.it, il quotidiano non sarà disponibile in tutta Italia. Avrà una diffusione parziale in attesa di valutare il livello di copie vendute.

Tanto per farmi un po’ un idea, ho girato per un po’ di edicole per capire il livello di diffusione. Ne ho girate 3 (il minimo sindacale per farmi un’idea). Risultato: quotidiano esaurito. Ho chiesto anche quante copie erano arrivate. In un’edicola mi hanno risposto 4, nella seconda 2, nella terza 4.

Anzi più precisamente, il proprietario della seconda edicola mi ha risposto:

Ce ne hanno mandati solo due. Anzi, se lei usa Internet, scriva all’editore che ce ne mandino di più“.

Vedremo nei prossimi giorni come evoleverà la situazione.

Nel frattempo, un grosso in bocca al lupo alla redazione de “Il Fatto Quotidiano”!

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