In un paese vero

In un paese vero:

Un ministro della Repubblica, dopo reiterate ingiurie contro l’Unità della Nazione, slogan razzisti e contro abitanti del suo stesso paese, viene colto a fare battute ingiuriose contro gli abitanti della capitale.

Il principale partito d’opposizione, seguito dal partito d’opposizione intransigente minacciano una mozione di sfiducia individuale contro il ministro della Repubblica.
La mozione non serve più nel momento in cui il primo ministro, incalzato dalla stampa di destra e di sinistra, costringe il ministro a farsi da parte ed ad evitare così un’ingiuriosa votazione in cui il suo stesso partito avrebbe il dovere morale di sfiduciare il ministro.

Nella Repubblica Italiana:

Umberto Bossi, ministro della Repubblica Italiana, dopo infinite reiterate offese contro la propria nazione sia prima che dopo aver giurato sulla Costituzione e sui suoi princìpi fondanti, si intrattiene in sagre di paese dove gli scappa anche la famosa battuta: “SPQR, Sono Porci Questi Romani”.

Il Partito Democratico prepara una mozione di sfiducia individuale contro il ministro Bossi, perché passino le offese all’Unità d’Italia, ma le battute da elementari quelle no. L’Italia dei Valori è favorevole alla mozione, che finalmente ricaccerebbe a Gemonio il ministro. Perfino l’UDC parrebbe intenzionata a votarla.

Epilogo:

Bossi si scusa. Il Partito Democratico considera che l’aver ottenuto le scuse di Bossi sia una vittoria politica.

No perché siamo ridotti anche a questo.
Probabilmente hanno una paura fottuta di andare alle elezioni subito.

Di Pietro si accoda al club di quelli che accettano le scuse. Anche perché poi da solo i voti non li ha per fare una mozione di sfiducia.

Bondi riesce perfino a dire che siccome Bossi si è scusato, allora è un galantuomo raro nella vita politica italiana.

Commento finale:

C’è una certa differenza fra quello che è successo in Italia e quello che succederebbe in un paese vero, non trovate?

Anzi adesso che ci penso, in un paese vero, Bossi non sarebbe non dico ministro, ma nemmeno un parlamentare semplice.

Le palle di Natale

Dopo l’ennesima sbroccata del povero comico che abbiamo come Presidente del Consiglio, di fronte al Partito Popolare Europeo  (“sono un premier forte e con le palle“), il premio per la risposta da campione va a Felice Belisario di Italia dei Valori.

«Anche gli alberi di Natale hanno le palle ma non pretendono di fare il presidente del Consiglio»

Sul controllo politico dei partiti

Discorso generale, anche se lo spunto me lo dà il Partito Democratico, che in questa settimana catalizza la mia attenzione.

La cosa che più mi ha colpito nelle scorse settimane è l’occorenza di percentuali bulgare raggiunte da Bersani nelle votazioni in alcuni circoli del PD nel Sud Italia. Circostanza “molto sospetta” (come siamo garantisti…) su cui qualche giornalista serio che vuole capire e far capire ha indagato nei giorni scorsi. Personalmente a me il 90% di voti (anche se si tratta di un semplice circolo) ricorda Ahmadinejad o gente del genere.

Il sistema del controllo del potere interno ad un partito tramite il peso del tesseramento falso, attuato da bossetti locali non è che sia una novità. Gente della essiccata Margherita era arrivata perfino a tesserare i morti. Però poi nessuno dei dirigenti non solo non fa pulizia, ma non reagisce nemmeno spendendo qualche parolina sottovoce o squittendo o cinguettando; poi uno non dovrebbe mandarli tutti a quel paese…

A questo proposito, vorrei proporvi un video del 2008, sempre di Piercamillo Davigo, in cui si riepiloga per bene il concetto di liste elettorali, di tesseramento, la funzione del tesseramento nel peso politico interno al partito e la relazione che intercorre fra corruzione e tesseramento falso.

Un buon promemoria per i potenziali elettori del Partito Democratico, ma anche per Italia dei Valori, che a livello locale si trova in una situazione ugualmente imbarazzante.

Bisogna saperle queste cose, se si vuole davvero spingere come iscritti o semplici elettori per il rinnovamento e per una nuova politica. Altro che la “vocazione maggioritaria“.

Abolite le provincie! O forse no

Oggi arrivano a dibattimento alla Camera due proposte di legge costituzionale di Italia dei Valori ed Udc che prevedono l’abolizione delle Provincie.

Scontatamente, la I Commissione Affari Costituzionali ha dato parere contrario alla legge con i voti di PdL, Lega e parte del PD.

Vediamo che dirà l’aula e quali illuminanti scuse affosseranno l’abolizione delle Provincie con cui tutti si sono riempiti la bocca in campagna elettorale.

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