Proprio così

Monti: “Ci prova per la quarta volta, ma gli italiani hanno buona memoria”

Certo, come le altre 2 volte che si è ripresentato.

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E ad un tratto, una sera, non ci fu più disoccupazione

Pare che da ieri sera milioni di Italiani si siano sfilati le vesti di Commissario Tecnico della nazionale e siano improvvisamente diventati fini giuristi, avvocati, magistrati.

Un evento che non occorre spesso.
L’ultima volta che raggiungemmo queste punte di competenza, anche se diluite in un tempo lunghissimo, fu con il caso Cogne.

Tutti a discettare su cose che non conoscono, coadiuvati da un po’ di gente varia ed eventuale che piuttosto che discettare, preferiva ululare al di fuori del Tribunale.

Più che uno sport, un mestiere italiano.
E di colpo non ci fu più disoccupazione.

Disagio psicologico

C’è un motivo fondamentale per cui spero che lo scandalo di questi giorni sia veramente il capitolo finale di questa farsa che ha abbrutito gli ultimi 17 anni della storia d’Italia.

Voglio vedere Berlusconi ritirato da ogni carica politica e a difendersi nei suoi processi per un motivo sì egoistico, ma ormai pressante.
Temo per la prossima volta che dovrò andare all’estero.

Già tutte le altre volte è stato drammatico, consumante, umiliante dover spiegare per bene ai miei conoscenti e colleghi all’estero perché Berlusconi è ancora lì. Come sia possibile che sia ancora lì.

Già è difficile togliersi di dosso come italiano la triade “pizza”, “Mafia”, “mandolino”.
Figuriamoci per quanto resterà nel tempo questo ricordo di un popolo sciatto, ignorante e così incredibilmente stupido da aver permesso che tutto questo avvenisse.

Perché un popolo riesce a liberarsi dei dittatori veri magari solo con le rivoluzioni, sparando, o con altri mezzi di drammatica portata.

Gli italiani avrebbero potuto farlo con un solo semplice gesto: il voto. E più di una volta.

E’ per questo che voglio le dimissioni di Berlusconi.
Questa volta non riuscirei davvero a trovare le parole per spiegare come ha fatto a salvarsi anche questa volta.

Imprigionato in una realtà non mia

Purtroppo questo paese fa schifo anzitutto e soprattutto perché siamo tutti imprigionati in una realtà, in una visione del paese e del mondo che non è la nostra.

Tutta la nostra percezione di quello che avviene nel paese,  le cose importanti, le priorità, è tutto quanto costantemente influenzato ed imposto attraverso la realtà della persona di Silvio Berlusconi.

Tutto ruota intorno a lui. Un intero paese.
Leggi del governo, comunicazione politica, costumi, vizi, tendenze.

Tutto è visto secondo i suoi occhi e la sua scala morale.

Era vero già dai tempi della bandana.
E adesso il bunga bunga.
Da due giorni non si parla di altro. Da due giorni tutte le battute sono su questa pratica sessuale, precedentemente sconosciuta ai più.

Quanto tempo ci vorrà prima che inizeranno ad essere creati cocktail con il nome bunga bunga? E canzoni?

Non bisogna mai dimenticarsi che tutto ciò è stato possibile per la natura stessa degli Italiani.

Berlusconi rappresenta semplicemente quello che consciamente o inconsciamente vorrebbero essere la maggior parte degli Italiani.
Potere, successo, soldi, fascino, strafottenza, donne a volontà perfino durante la vecchiaia, una corte infinita di ammiratori.

Berlusconi è semplicemente lo sfruttamento alla massima potenza di questo desiderio di immedesimazione.

E per quelli che prima non erano così, ci ha pensato la televisione ed una corte di servizievoli giornalisti a plasmarli.

Forse non dovrei dire che l’Italia fa schifo.
Lo sono tutti quegli Italiani che hanno permesso questo.

Lo dico da anni in privato.
Per cambiare questo paese non basta che Berlusconi lasci il governo o la politica.

Dobbiamo lottare perché cessi in tutti il desiderio di immedesimazione con la sua persona e tutto quello che rappresenta.
Non è una battaglia politica. E’ da sempre una battaglia culturale.

Giustizia popolare iraniana

Questo video riporta i commenti del gruppo di Facebook “Lasciate lo zio di Sarah alla folla”.

Ringraziamo tra l’altro i professionisti degli schizzi di sangue, “giornalisti” e cameramen che da settimane sguazzano nella melma mediatica di questo caso tragico.

Dico solo, lasciate lavorare la magistratura.
Sono i magistrati e non la vicina di casa, la signora che compra il pane e Bruno Vespa che devono decidere sulle prove a carico degli indagati e la pena da comminare per i condannati in casi del genere.

Fortunatamente, negli stati democratici l’amministrazione della giustizia è condotta da professionisti e non dal popolo.
Ci risparmiamo la lapidazione, la bollitura in acqua e la vergine di Norimberga.

Se poi le persone non sono soddisfatte delle pene inflitte secondo il Codice Penale, possono sempre trasferirsi in Iran.
Lì potranno trovare ampia soddisfazione alle loro aspirazioni di giustizia.

P.S. Il video l’ho scoperto leggendo qui.

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