Verrà un giorno…

Leggo senza nessuna sorpresa il modo con cui il Tg1 ha riferito dell’incredibile successo della manifestazione “Se non ora, quando?” in Italia e nelle principali piazze Europee e del mondo.

A causa di questo e mille altri esempi, i giornalisti che confezionano questo genere di informazione sedante mi sono ancora più odiosi dei parlamentari del PdL che non cacciano a pedate Berlusconi. Come avverrebbe in qualsiasi normale partito di qualsiasi normale paese.

Però io sono ottimista.
Prima o poi Berlusconi cadrà.
Ed una delle prime cose da fare sarà dare un po’ di vigorose sferzate di ramazza al Tg1.

Siamo in una situazione che mi ricorda molto il monito di Fra Cristoforo a Don Rodrigo: “Verrà un giorno…”

Lo sanno anche loro che hanno la spada di Damocle pendente sulla testa.
E ormai sono stati talmente sbracati da essere irriciclabili.

E’ memorabile a riguardo la frase della vicedirettore Susanna Petruni: “Se cambia maggioranza, qui mi asfaltano”

Beh, io conto i giorni.
E, cari giornalisti del Tg1, quando vi asfalteranno, sarà un giorno da ricordare con un sorriso.

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Come si è ridotto il Tg1

Sulla sezione online di Micromega, Giuseppe Giulietti, presidente dell’Associazione Articolo 21, presenta qualche riflessione su come si sia ridotto il Tg1 con la conduzione di Augusto Minzolini.

Si veniva da brutture terribili ed indimenticabili delle gestioni di Clemente J. Mimun e di Gianni Riotta, ma ovviamente in Italia non si tocca mai il fondo, e non esistono limiti di pudore invalicabili.

Cicchitto e Minzolini dell’altro mondo

Anche su suggerimento di un mio amico, pubblico il link di un articolo del 1993 di Augusto Minzolini, in cui l’allora giornalista de “La Stampa” intervista Fabrizio Cicchitto, in merito alla sua iscrizione alla loggia massonica coperta P2 (definita “il dramma della sua vita” nell’articolo).

L’articolo tra l’altro era stato citato due-tre giorni fa in un articolo di Travaglio su “Il Fatto Quotidiano”.

17 anni dopo, l’Italia è cambiata, Minzolini è il direttore del più vergognoso Tg1 mai concepito nella storia (ma guardate che ce ne vuole davvero a rimpiangere quasi con nostalgia Clemente J. Mimun), e Cicchitto va a rendere omaggio alla tomba di Bettino Craxi statista.
Lo stesso Craxi ladro, sputtanato e condannato da Cicchitto nell’articolo.

Cose dell’altro mondo.

La frase (dall’altro mondo):
Ho capito, ad esempio, che Bettino Craxi e Claudio Martelli c’erano dentro fino al collo con Gelli e Ortolani. Ad esempio, la storia dei 30 milioni di dollari, del conto Protezione, mica è uno scherzo. C’è da credere davvero che in quegli anni, con tutti quei soldi, si siano comprati il PSI.

P.S. ed ora spero davvero che per un po’ non sia più necessario riparlare di Craxi, che mi sono un po’ stufato.

Non è fastidio, è più voglia di menare le mani

In queste due settimane ci sarebbero state tante, tantissime vicende che riguardano lo sfascio a cui vogliono condurre la giustizia del nostro amato paese su cui avrei potuto e voluto dire la mia. Con la consueta prosa logorroica peraltro.

Tantissime.

Ma fortunatamente, in questo periodo e per un altro po’ di settimane sarò decisamente erratico e fuori dall’Italia. La frequenza di post sul mio blog e la reattività alle notizie ne ha ovviamente risentito.

Peraltro questo periodo dovrebbe aiutarmi a prendere un po’ di boccate di ossigeno non finendo per schiumare di rabbia ad ogni notizia (poi però leggo online i giornali e mi sono pure abbonato ad il Fatto Quotidiano, altro che tranquillità…).

Uno vuole stare un po’ tranquillo e alla fine ci sono amici che mi notificano questa roba qui sotto, di cui non sapevo ancora niente.

Io li ringrazio per la solerzia, però poi non posso non incazzarmi come una bestia. Robe da aneurisma.

BASTA, BASTA, BASTA! Ormai sono talmente svuotato che non so neanche più cosa dire se non questo.

Vuole pure passare per martire

Tg1, il direttore Minzolini in Vigilanza: “E’ un mio diritto fare editoriali”

Caro Minzolini, il problema non è di sicuro il fatto che tu possa dire qualcosa con un editoriale. Il problema è semplicemente quello che dici, e soprattutto quello che NON dici.

Tagliolini

Tagliolini

di Marco Travaglio. Da antefatto.it

Un giorno, in un teatro di provincia, un baritono fu sommerso di fischi. Lui s’interruppe e si rivolse al loggione: “Fischiate me? Sentirete il tenore!”. Ecco, in Italia bisogna sempre conservare una riserva di fischi per quelli che verranno dopo. I quali, sicuramente, saranno peggiori di quelli che c’erano prima. Prendete il Tg1. Quando lo dirigeva Clemente J. Mimun, si pensava che peggio di così non si potesse fare, invece si poteva eccome. Infatti arrivò Johnny Raiotta, quello che fra l’altro consentì ad Al Tappone di negare impunemente l’editto bulgaro e di sostenere che Enzo Biagi si era epurato da solo. Si pensava di aver toccato il fondo: errore, il Tg1 non ha fondo. Infatti arrivò Augusto Scodinzolini, quello che ha declassato a “gossip” lo scandalo di Puttanopoli, di cui parlano tutti i giornali, i siti e le tv del mondo, eccezion fatta per il Tg1. Che, cosa mai accaduta prima, viene ormai stabilmente scavalcato (per notizie e per ascolti) dal Tg5 diretto da Clemente J. Mimun. Il quale, al confronto di Augusto Tagliolini, pare un eroe della Resistenza. In questa incessante corsa al ribasso, i sorpassi avvengono in retromarcia: una gara a chi fa peggio.

Ora i vertici Rai si dicono “preoccupati” per il crollo di ascolti del Tg1: eppure Scodinzolini l’hanno nominato loro, con i voti del cosiddetto “presidente di garanzia” Paolo Garimberti, astutamente nominato dal Pd. Tagliolini, che Al Tappone chiama familiarmente “Minzo”, fu protagonista quattro anni fa di una scenetta talmente imbarazzante (per tutti, fuorchè per lui) che decise di raccontarla sul suo giornale. Si trovava, tanto per cambiare, chez Berlusconi e il padrone gli domandò a bruciapelo: “Lei quanto è alto? Un metro e 78? Non esageri. Venga qui allo specchio. Vede, io sono alto un metro e 71. Ma le pare che un uomo alto un metro e 71 possa essere definito un nano?” (La Stampa, 27 marzo 2005). All’epoca l’amico Minzo fungeva da unità di misura per calcolare la statura dello statista: 1 Minzo = 1 Al Tappone + 7 cm. Ovvero: 1 Al Tappone = 1 Minzo – 7 cm (al netto dei tacchi a spillo con rialzo interno). Ma converrà tenere da parte un po’ di indignazione per chi verrà dopo Tagliolini e sarà peggio di lui. Noi non riusciamo ancora a immaginarlo. Ma lorsignori sì: ci stanno già lavorando.

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