Il diritto di dire “non mi rompere più di tanto” /2

A Padova sono stati sequestrati 10 impianti di benzina che erogavano meno del dovuto.

Anche a questi qui bisogna dare il diritto di dire “non mi rompere più di tanto”?

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Per la serie: non esiste la Mafia al Nord

Per la serie “non esiste la Mafia al Nord”, è stata sgominata un’organizzazione camorristica collegata ai Casalesi che esercitava attività di estorsione e usura contro gli imprenditori del Nord-Est.

La base operativa era un’agenzia di recupero crediti di Padova chiamata “Aspide”.
L’organizzazione approfittava dello stato di sofferenza degli imprenditori per farli affondare con prestiti a tassi di usura e appropriarsi dei loro beni ed attività.

La civiltà applicata all’industria

Ogni tanto ci si riesce. Per esempio a Caselle di Selvazzano, vicino Padova.

Uno dei pochi esempi in cui la flessibilità del lavoro porta miglioramenti alla vita dei lavoratori (e dell’industria), e non è solo sinonimo di “girati e mettiti a 90 gradi”…

Meno istruzione, meno gente pensante, meno problemi per i governanti

Vi consiglio la lettura di un articolo di Erminia della Frattina apparso oggi su il Fatto Quotidiano, in cui si parla della disastrosa situazione delle scuole del padovano.

5 milioni di ammanco dal Ministero del Tesoro.
Supplenti e bidelli pagati con i soldi dei genitori.

E non a Cartura. Al Liceo Classico Tito Livio di Padova.
Tanto per dire.

Il progetto di supportare la scuola privata, ben remunerata dallo stato, esclusivamente per i figli dell’elite della società e una scuola pubblica che insegna poco, di qualità sempre peggiore e che possa essere sempre meno il trampolino di lancio per la scalata sociale dei meno abbienti ma meritevoli, sta anche nella lettura di questi dati.

Raiperunanotte – Padova – Prato della Valle

Raiperunanotte in Prato della Valle a Padova. 25 Marzo 2010. (Foto di Ettore Proiettore, http://www.facebook.com/photo.php?pid=54243&id=100000809877950)

Ieri sera non ho voluto vedere in streaming a casa Raiperunanotte.
Mi faceva tristezza rimanere a casa, e guardarmelo da solo, nella mia stanzetta.

Ho avvisato un po’ di amici, ed assieme a chi è voluto venire sono andato in Prato della Valle, a Padova. La mia città.
Un gruppo di tre ragazzi ha organizzato la proiezione di Raiperunanotte su un maxischermo.
Hanno organizzato tutto loro, a proprie spese, senza aiuto da nessuno.

Appena saputo giorni fa di questa proiezione, sono voluto andare assolutamente.
E’ stato bello. Non solo per quello che è stato mostrato, ma anche per vedere le facce.

Ogni tanto è bello vedere che non sei da solo, a roderti il fegato e a scriverlo schiumante di rabbia sul tuo blog per i tuoi 30 lettori quotidiani.

Nei momenti di punta eravamo diverse centinaia, probabilmente un migliaio scarso (quasi mille come si direbbe in linguaggio markettaro) anche se devo dire che ero seduto abbastanza avanti e non avevo una buona visuale su tutte le persone in piedi più indietro.

La stragrande maggioranza dei presenti erano ragazzi dai 19 ai 30 anni. Padova è una città universitaria perciò non mi stupisco affatto.
C’era anche qualcuno più grandicello, dai 30 ai 45, e poi pochi ancora più avanti con l’età.

E’ stata un’esperienza molto bella ed in parte anche consolante.
Stare seduto in mezzo a tanti altri, che magari la pensano in maniere così diverse ma che almeno hanno capito cosa sta veramente succedendo in Italia.

Ci sono stati molti punti della trasmissione che mi stanno solleticando delle riflessioni. Ne scriverò più compiutamente nei prossimi giorni che ora non ho troppo tempo.

Molti dicono che questo sia stato un evento eccezionale. Centinaia di migliaia di contatti web in streaming. Più le varie piazze d’Italia collegate e le tv locali.
E’ certamente vero quanto si sostiene: ovvero che è stato dimostrato che la televisione non è essenziale. Che è possibile sfondare il muro della censura.

Sì, ma pensate davvero che una cosa del genere si possa ripetere spesso? Settimanalmente?
Per fare da surrogato per esempio ad Annozero dopo una sua eventuale eliminazione dal palinsesto Rai?
E quanti non hanno potuto vedere niente perché Annozero va in onda su Raidue, mentre la banda larga in Italia non è poi troppo diffusa?
E tutti i personaggi meno noti che eventualmente fossero censurati in futuro, avrebbero i mezzi economici e tecnici per fare altrettanto?

Ed ancora: la gente si mobilita per una causa giusta. Lo ha fatto in passato.
Ma l’entusiasmo non è facile da mantenere. Le persone si stancano in fretta.
Dopo il secondo, il terzo, il quarto evento del genere, le persone pensano anche a fare altro nella vita.

E’ successo quando si manifestava nel 2002 o 2003 contro la legge Cirami e la legge Pittelli (ormai sembra passato così tanto tempo che non me lo ricordo neanche più). E la gente per strada ti guardava stranita non sapendo nemmeno di cosa si stesse parlando.

E’ successo quando c’erano i girotondi e la disperata invocazione di Nanni Moretti “non perdiamoci di vista” si è trasformata nell’epitaffio di quel bellissimo movimento.

E’ successo con l’Onda. Mesi di tempesta e poi inesorabile bonaccia.

Il vero significato di ieri sera, di Raiperunanotte, non sta nell’evento in sè. Sta nel dopo.
In tutto quello che ognuno di noi si impegnerà a fare nel prossimo futuro. Assieme a tutti gli altri.

P.S.
Raiperunanotte ha realizzato involontariamente il miglior spot antidroga della storia della televisione italiana.
Morgan è stato francamente imbarazzante.

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