La catarsi dello staccare le spine

lampadina

Una concezione sbagliata che abbiamo in mente, è che la nostra società (occidentale) debba consumare sempre di più. Sbagliato.

La nostra società dovrebbe individuare come mantenere o aumentare il livello di benessere consumando di meno.

Mettiamola dal punto di vista energetico. Un modo fastidioso di porre il problema energetico è: facciamo nuove centrali per produrre più energia. Troviamo nuove fonti di energia, possibilmente rinnovabili, ecosostenibili (un punto spesso dimenticato) e pulite così siamo tutti più contenti (tranne i soliti noti del nucelare, del carbone pulito e dei combustibili fossili in generale). Questo è vero, ma solo in parte.

Questa corsa all’energia pulita (benissimo eh, per carità), mette in secondo piano quello che si può fare nel frattempo aspettando che diventino realtà le distese di specchi solari nel Sahara e la fusione fredda. Ovvero la riduzione dei consumi e l’efficienza energetica.

Perché dovrei privilegiare la dimensione del “produciamo più energia”, quando potrei in qualche modo intervenire sulla riduzione della domanda? Ad esempio, perché piuttosto che fare una nuova centrale, non si fanno regolamentazioni severe sull’indice di massima dispersione calorifera delle nuove case (come in paesi progrediti, tipo Germania) e delle politiche di coibentazione delle case vecchie, per ridurre il loro consumo energetico? [a causa di interessi economici. Grazie. Lo so che conta più il denaro del buon senso e della civiltà.]

Sono tutti provvedimenti di buon senso che, lasciando invariati il nostro livello di benessere e le nostre abitudini e comodità, ridurrebbero il nostro impatto ambientale abbattendo i nostri consumi. Rendendoci quindi virtuosi.

Aspettando i miracoli del legislatore italiano (preparatevi ad una lunga attesa), cos’altro si potrebbe fare? Ci sono tante cose semplici!

Per di più, questa della riduzione dei consumi non è solo un esercizio di civiltà, ma, detta in soldoni, permette  anche un notevole risparmio su quanto andiamo a spendere sulle varie bollette ogni anno.

Ad esempio, per quanto riguarda i consumi di energia elettrica, vi segnalo un filmato dell’ultima puntata di Report. Dopo aver visto il filmato (sono 6 minuti) saprete come risparmiare dal 20 al 40% ogni anno sulla bolletta della luce. Un 100-200 Euro di risparmio assicurati.

Ed e’ molto semplice: a morte lo stand-by (come tuono da anni) e, incredibilmente a morte anche gli elettrodomestici e televisori attaccati alla corrente anche se spenti. Non in stand-by. Proprio spenti. Questo lo immaginavo, ma non avevo davvero idea che consumassero così tanto. Un Hi-fi piccolino, acceso consuma 35 Watt, spento totalmente, ma ancora attaccato alla presa di corrente, consuma la bellezza di 26 Watt.  Un computer e monitor e casse tutti spenti, consumano 28 Watt. Follie.

Buona visione!

P.S. lo so che ci vuole Microsoft Silverlight per vedere il filmato. Shame on RAI. Anche su youtube qui prima che lo tolgano.

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Lancia spuntata

Da qualche giorno è noto come la Rai abbia deciso di revocare la tutela legale a Report, il programma di Rai 3 di Milena Gabanelli.
Volevo far notare esplicitamente quanto sia subdola questa operazione.
Infatti, al contrario di quanto riportato in questi giorni da qualche blogger o qualche annuncio gridato su Facebook, la Rai non ha intenzione di chiudere Report.
Ci mancherebbe.
La parola censura ha una capacità di aggregazione molto grande soprattutto quando quelli del PD (ex-DS) non fanno i sonnecchiosi e iniziano a blaterare tardivamente sulla libertà di stampa dopo sonni molto volontari negli ultimi 8 anni.
Vedi ad esempio il caso Santoro, che è ancora in tv solo grazie ad una sentenza della magistratura e Raiot, comodamente lasciato morire (tecnicamente sospeso e mai più ripreso, il che è molto diverso da cancellato! Pensa te quante ne inventano.) visto che avrebbe potuto trattare argomenti scomodi anche per i poltroni (acuto termine dal doppio senso. Si legga: fannulloni / attaccati alle poltrone) di sinistra.

La soluzione è molto semplice quindi.
Togliendo la copertura legale a Report, la notizia fa molto meno scalpore, non si costringe i suddetti poltroni di centro-sinistra a sbraitare a sproposito e si ottiene un duplice effetto: si può negare che sia stata effettuata qualsiasi azione censoria nei riguardi di Report, ma al contempo si riduce potenzialmente il coraggio dei giornalisti che collaborano alla realizzazione del programma.

Si avrà il coraggio di andare ad investigare ancora su argomenti scottanti?
Si avrà il coraggio di affrontare Fininvest, Mediaset e Fedele Confalonieri, rischiando querele milionarie?

Nell’attesa di altre pessime notizie su Rai 3 (nomina direttore di rete e direttore del telegiornale), buona settimana a tutti.

P.S. Per onore di completezza, sul concetto di tutela legale di Report, ci sarebbe da rievocare il caso del giornalista Paolo Barnard e dello scontro con Milena Gabanelli, ma non ho tempo nè voglia. Per chi abbia voglia di impelagarsi nella diatriba, c’è google. Spero abbiate molto tempo libero.

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