Scajola, la politica scomparsa e le prese per il culo

La cosa più fastidiosa della recente vicenda di Scajola è che ormai si pensa che davvero si possa prendere per il culo impunemente le persone.

Fino ad un certo livello si può ed è quasi gradito da certi elettori sia di destra che di sinistra.
Oltre un certo livello mi pare veramente che sia oltraggioso.

Ma davvero (in soldoni) la versione ufficiale di Scajola è che non si è accorto che pagava una casa meno della metà del suo vero prezzo d’acquisto e l’ammontare rimanente è stato pagato dal costruttore Anemone?

Anemone, un moderno mecenate di Ministri (che notoriamente hanno pochi soldi, come gli artisti di strada), che per puro spirito di carità contribuisce a comprare al Ministro delle Scorie Nucleari più di metà appartamento con vista colosseo, per di più senza neanche riferirlo al Ministro? Tutto in combutta con le cattive ed infingarde proprietarie?

Perfino Feltri si è smarcato e non si è sentito di coprire Scajola, e basterebbe questo.

Ora, come si può tollerare che un personaggio come Scajola, già avezzo ad uso personale della propria influenza (vedi vicenda Alitalia), possa rimanere ancora lì, Ministro, e gestire la delicata quanto sciagurata operazione sul nucleare? Ma vi fidereste di un tipo così?

Stamattina, mentre stavo scappando per andare al lavoro, c’è un tizio che su Omnibus sosteneva come ormai la politica in Italia sia spifferare sui giornali indiscrezioni su indagini della magistratura.

Io sono particolarmente contrario alle fughe di notizie quando si è ancora nella fase delle indagini preliminari. Dopotutto c’è il segreto investigativo. Sono però d’accordo che se un giornalista riceve informazioni che ritiene rilevanti perché riguardano la presunta condotta morale di un politico, debba pubblicarle sempre. Il problema qui è del funzionario pubblico che commette l’illecita rivelazione di informazioni coperte da segreto investigativo, che deve essere punito.

Al contrario, chiuse le indagini, credo che si debba avere il diritto e dovere di pubblicare tutto quello che si ritiene rilevante.
Dopotutto la stampa dovrebbe servire a noi cittadini per controllare i potenti e la loro condotta.

Quello che da anni si sta perdendo in Italia è che la morale è qualcosa di superiore e che precede la politica.
Dovrebbe essere proprio il livello minimo per fare politica.

Dimostri di aver tradito questo requisito per poter amministrare la cosa pubblica?
Te ne vai. E se non te ne vai, ti cacciano quelli del tuo partito, come succede all’estero per casi analoghi di appartamenti, creste sui rimborsi spesa e contributi non pagati alle colf.

E se proprio non passa questo concetto, bisogna purtroppo finire al codice penale.

Beninteso, la morale dovrebbe precedere anche il codice penale.

Uno potrebbe anche uscire non colpevole da un processo (in tutte le possibili forme, assolto, prescritto, assolto secondo la vecchia formula sull’insufficienza di prove, etc..), ma dagli elementi eventualmente riscontrati uno potrebbe trarre la conseguenza che non è il caso di continuare ad affidare la gestione della cosa pubblica ad un individuo del genere.

Noi invece siamo nella situazione in cui beoti italiani si fanno convincere che la magistratura influenza la politica.

Certo che la influenza! Se il politico accusato dei più disparati reati si fosse dimesso (sebbene ancora giudizialmente innocente in quanto rinviato a giudizio o con processo in corso nei vari gradi), sarebbe un semplice processo di un comune cittadino che interesserebbe poco o niente all’opinione pubblica e non avrebbe alcuna conseguenza politica.
Basta. Fine della storia. Innocente o colpevole dal punto di vista penale? Se la vedono i magistrati. E’ il loro lavoro.

Qua invece stiamo sempre a parlare di indagini, processi, condanne, prescrizioni.

Non è un problema né della magistratura, né dei giornalisti che ne scrivono a riguardo.

E’ evidentemente un problema di mancanza di senso morale nella stragrande maggioranza dei politici di questi anni.
Si spera che tutti i politici che di questa qualità invece sono dotati si facciano al più presto avanti.

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Costanzo, Bersani e Scajola a Sanremo

Vista la mancanza di tempo, non sono riuscito a commentare nei giorni scorsi il penoso spettacolo offerto a Sanremo dalla politica e dai manovratori televisivi.

Il piduista Maurizio Costanzo, parlando di Termini Imerese, prepara un bel trappolone e chiama in causa Bersani, presente in sala, in questo modo…

In terza fila, abbassa la testa, ma io l’ho visto, il segretario del Partito Democratico, onorevole Bersani. Buonasera. Se vuole rispondere lo faccia, se no no. E’ una parola sul futuro…

Bersani ha un tono dimesso, arrendevole, si fa trattare come un pezzente da Costanzo. In più viene interrotto dalle grida della claque che si è portato dietro Scajola, che ha il suo feudo elettorale lì vicino, ad Imperia.

Claque che applaudirà Scajola ad ogni singola frase proferita, compreso l’esordio:

Ma noi siamo qui tra l’altro per uno spettacolo che è bellissimo. E lo spettacolo, che è un momento di evasione per tutti i cittadini italiani, oltre che per quelli che sono qua..”

Cioè proprio una roba del genere.
Schifo e raccapriccio.

Potete vedere tutto ciò a partire dal minuto 6 del filmato qui sotto (che peraltro riporta altre pregevoli perle dell’ultima serata)

Perché non si parla più di energia nucleare in Italia?

Lo spunto per parlare di un problema di informazione a cui penso da parecchio, ma di cui non ho mai avuto il tempo di scrivere, l’ho trovato in questo bel post.

La domanda in breve è: perché non si parla più di energia nucleare in Italia?
Ricordo mesi di incursioni televisive di Scajola che annunciava trionfante ad ogni ora il destino radioso che ci aspetta.
Ovvero centrali nucleari di tecnologia obsoleta, pronte in 10 anni (anni italiani, quindi 20), per coprire il 10% del fabbisogno energetico nazionale. Tonnellate di scorie radioattive da smaltire chissà dove.
[Scajola non lo presentava esattamente così, altrimenti poi uno capisce]

Il governo di “centro-destra” (le virgolette sono sempre d’obbligo) vuole il nucleare a tutti i costi.

Se per sbaglio salta fuori durante la campagna elettorale la lista delle regioni in cui saranno costruite le centrali, col cavolo che il centro-destra vince in quelle regioni.
Però tanto l’agenda politica è dettata dal salvataggio di Berlusconi dai suoi processi e l’informazione, per lo meno in tutti i tg di punta, è controllata dai suoi amici.

Ma la riflessione con cui voglio concludere il post è:

E perché il centro-sinistra non brandisce l’argomento del nucleare in quest campagna elettorale per le regionali per annichilire il centro-destra? Chi voterebbe per un Presidente di Regione che vuole metterti una centrale nucleare sotto casa?

Basterebbe essere davvero contro il nucleare.
Basterebbe che ogni candidato Presidente del centro-sinistra si impegnasse a fare le barricate contro le centrali nucleari.
E qui sorge il problema… Ma il centro-sinistra è contro il nucleare?

Torna a casa Scajola

scajola_vento

In un post precedente ho disgraziatamente nominato Claudio Scajola, attuale Ministro dello Sviluppo Economico (nella foto è raffigurato subito dopo la delicata operazione con la quale hanno sostituito la sua mano destra con una variopinta girandola a vento).

Già che ci siamo, quasi quasi volevo ricordare alcuni episodi passati del suddetto figuro, ora noto ai più come “quello che vuole far ritornare il nucleare in Italia”. Per il nostro bene, sia ben chiaro.

A parte “faccendine” varie di tangenti, si distingue con la nota affermazione secondo cui Marco Biagi non fu nient’altro che un “rompicoglioni”.

In questo specifico post, volevo invece ricordare la meno nota vicenda Alitalia, ovvero un perfetto esempio del politico che fa i propri comodi con i soldi di tutti.

Claudio Scajola è nato ad Imperia. La città ligure rappresenta il suo bacino elettorale e ne fu anche sindaco per un breve periodo.

Nel 2001, con la vittoria del centro-destra, Scajola diviene Ministro dell’Interno. Pochi mesi dopo il suo insediamento, Alitalia, già in crisi nera (c’è stato un periodo in cui non lo è stata?), dichiara con un comunicato all’Ansa del 4 Dicembre 2001 di avere intenzione di creare un nuovo collegamento fra la città di Albenga (più precisamente Villanova d’Albenga, dove ha sede l’aeroporto locale) e Roma Fiumicino:

Secondo il sindaco di Villanova d’Albenga e presidente dell’Ava, la società di gestione dell’aeroporto, Pietro Balestra (di Forza Italia come Scajola, ndr), la linea potrebbe entrare in funzione la prossima primavera anche grazie all’interessamento del ministro Claudio Scajola” [comunicato riportato qui]

Il collegamento diventa operativo il 17 Maggio 2002.

Tanto per chiarire, Albenga, nota ai conoscitori della seconda guerra punica, è una cittadina a 34 Km da Imperia. Una fortuna incredibile avere la comodità di un volo diretto da Roma a casa per il ministro.

Abbiamo ricordato lo “scivolone” del Ministro su Marco Biagi, decisamente incompatibile con la futura beatificazione del giuslavorista e consueto utilizzo emozionale dell’assassinio per la infausta “Legge Biagi”. Scajola è costretto a dimettersi pochi giorni dopo le incaute affermazioni e improvvisamente, anche il collegamento Villanova d’Albenga – Roma Fiumicino viene soppresso da Alitalia.

Il 28 Agosto 2003, Claudio Scajola ritorna al governo dalla porta di servizio, ovvero come Ministro per l’Attuazione del Programma di Governo. Tanto per far capire l’importanza del Ministero, al momento il Ministro è Gianfranco Rotondi. Non penso serva aggiungere altro.

Miracolosamente, il collegamento Villanova d’Albenga – Roma Fiumicino viene ripristinato il 29 Marzo 2004.

Questa volta nemmeno Alitalia osa ridursi a vettore privato del Ministro. Sono passati due anni, quindi è in crisi ancora più nera. Si rischia il fallimento anche solo sgarrando sui tramezzini. Quindi il tutto viene dato in mano ad AirOne per di più in regime di “continuità territoriale”. Ovvero prendendo fondi da uno stanziamento di un milione di Euro che il governo aveva messo a disposizione per i collegamenti con le aree più “decentralizzate”. Si potrebbe quasi pensare che si è istituzionalizzato il ritorno a casa in aereo per ogni ministro e lacchè personale.

Le elezioni del 2006 vengono vinte dalla coalizione guidata da Romano Prodi, che forma il nuovo governo. Come potrete immaginare subito, il collegamento AirOne Villanova d’Albenga – Roma Fiumicino viene nuovamente soppresso.

Elezioni dell’Aprile 2008. Vince il centro-destra. Claudio Scajola ritorna al governo come Ministro dello Sviluppo Economico. Il collegamento Villanova d’Albenga – Roma Fiumicino viene ripristinato [sta diventando prevedibile questa narrazione…], questa volta utilizzando “Alitalia Express” come vettore e fondi destinati agli aeroporti in fase di start-up rigirati al “Clemente Panero” di Villanova d’Albenga.

Ma! Ma! Dopo circa tre mesi di assurdi voli in cui si contavano sulla punta delle dita i giorni con più di 8-10 passeggeri da Albenga a Roma e viceversa, Alitalia decide di dismettere definitivamente il collegamento, dopo polemiche innescate anche da una puntata di Annozero sugli sprechi di Alitalia.

Troppo bello il botta e riposta:

Ma lei lo sa quanti turisti potrebbero.. possono venire nella Costiera qui di Ponente e non vengono semplicemente perchè non c’è un collegamento da..” “E non basta andare a Genova che è a 60 km da qui?” “No non basta andare a Genova perchè lei non ha probabilmente.. non ha idea di cosa significhi spostarsi da Genova verso San Remo” “C’è l’autostrada… l’ho fatta tante volte..” “Eh ho capito.. c’è l’autostrada… vogliamo parlare anche dei problemi che creano le autostrade… invece un collegamento diretto, per turisti…“.

Ecco, se fosse stata concepita prima questa meraviglia del volo Villanova d’Albenga – Roma, la seconda guerra punica avrebbe avuto di sicuro un esito diverso. Pensa che cosa si sarebbe potuto inventare Annibale.

Dalla Cina con furore rinnovabile

In Cina si realizzerà il più grande impianto solare al mondo.
Occuperà un’area 30 volte superiore a quella dei più grandi impianti costruiti in Europa.
Vale a dire più o meno un’area di 64,7 Km quadrati.
Sissignore. SISSIGNORE! Avete letto proprio bene.

Leggete l’articolo vi prego. Leggete cosa riescono a fare i Cinesi.

Noi invece non siamo nemmeno in grado di fare una raccolta differenziata seria e siamo fermi a:
Il termovalorizzatore di Acerra è un dono di Dio.”
Silvio Berlusconi.

Dopo Fede, Saggezza e Carità, finalmente qualcosa di concreto, cazzo.

Per non parlare del nucleare di terza generazione (ovvero già vecchio di 30 anni) che i Francesi di Edf, che sbavano solo al pensiero, ci affibbieranno per la gioia di Scajola e dei suoi amici.

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