L’arte di infinocchiare con gli scambi di ruolo

Da domani sera inizia la sciagura: ogni sera Giuliano Ferrara dopo il Tg1 con “Qui Radio Londra”.
E per di più al posto che era stato di Enzo Biagi.

Ci sono state ovvie polemiche su quanto ci costerà sentire ogni sera Ferrara e le sue massime di saggezza ed intelligenza
Per saperne di più, vi rimando a questo post.

E per la serie “chi ben comincia è a metà dell’opera”, stasera intervista al Tg1 a Giuliano Ferrara, presente in studio.

Già iniziamo male.

Se i magistrati fanno comizi, allora i parlamentari possono emettere delle sentenze“.

Veramente, il supposto parallelo con scambio di ruoli, per reggere dovrebbe iniziare con “Se i magistrati votano le leggi…”

Perché i parlamentari fanno più che fare i comizi, vero Ferrara?

Magari nel suo mondo ideale, i parlamentari non le votano nemmeno più le leggi.
Non rivestono neanche più il ruolo attuale di “passacarte”, votando notarilmente a scatola chiusa quello che è stato confezionato dal governo.

Benissimo. Per altre perle del genere, tutte le sere dopo il Tg1, “Qui Radio Londra”.
Good Night and Good Luck.

Verrà un giorno…

Leggo senza nessuna sorpresa il modo con cui il Tg1 ha riferito dell’incredibile successo della manifestazione “Se non ora, quando?” in Italia e nelle principali piazze Europee e del mondo.

A causa di questo e mille altri esempi, i giornalisti che confezionano questo genere di informazione sedante mi sono ancora più odiosi dei parlamentari del PdL che non cacciano a pedate Berlusconi. Come avverrebbe in qualsiasi normale partito di qualsiasi normale paese.

Però io sono ottimista.
Prima o poi Berlusconi cadrà.
Ed una delle prime cose da fare sarà dare un po’ di vigorose sferzate di ramazza al Tg1.

Siamo in una situazione che mi ricorda molto il monito di Fra Cristoforo a Don Rodrigo: “Verrà un giorno…”

Lo sanno anche loro che hanno la spada di Damocle pendente sulla testa.
E ormai sono stati talmente sbracati da essere irriciclabili.

E’ memorabile a riguardo la frase della vicedirettore Susanna Petruni: “Se cambia maggioranza, qui mi asfaltano”

Beh, io conto i giorni.
E, cari giornalisti del Tg1, quando vi asfalteranno, sarà un giorno da ricordare con un sorriso.

Tg1, Mills e la noiosa prevedibilità

Un numero del quotidiano russo Пра́вда ("Pravda"). Associazione mentale con "informazione veritiera e corretta".

Sul tema “come volevasi dimostrare” [vedi il post precedente], Repubblica.it segnala come al Tg1 delle 13.30 venga riferito per ben due volte che David Mills è stato assolto dalla Cassazione.

A beneficio dei posteri, ricordiamo che la Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna inflitta in appello all’avvocato Mills per intervenuta prescrizione, ma ha confermato il reato accertato in quella sentenza: corruzione.

In soldoni, Mills è stato corrotto, ma il processo si è concluso troppo tardi, perché in Italia c’è un bizzarro concetto di “prescrizione”, che impone la non punibilità dei reati dopo un certo ammontare di anni (che dipendono dalla pena massima prevista, che in principio sarebbe proporzionale alla gravità del reato), ed il computo dei termini di prescrizione continua anche con il processo in corso (in altri paesi il concetto di prescrizione si applica ma non è più valido quando parte il processo).

Solo per questa ragione, il corrotto Mills l’ha fatta franca, in questo caso in particolare grazie alla legge ex-Cirielli, che inasprisce le pene per i recidivi, ma le riduce per gli incensurati (accorciando quindi anche i termini per la prescrizione).

Se c’è un corrotto, c’è anche un corruttore. Chi avrà mai corrotto Mills?

Nel frattempo, il Tg1 giganteggia in quell’insieme di nomi che rievocano il concetto di “informazione veritiera e corretta”.
Tipo la Pravda, per fare un esempio.

Come si è ridotto il Tg1

Sulla sezione online di Micromega, Giuseppe Giulietti, presidente dell’Associazione Articolo 21, presenta qualche riflessione su come si sia ridotto il Tg1 con la conduzione di Augusto Minzolini.

Si veniva da brutture terribili ed indimenticabili delle gestioni di Clemente J. Mimun e di Gianni Riotta, ma ovviamente in Italia non si tocca mai il fondo, e non esistono limiti di pudore invalicabili.

Non è fastidio, è più voglia di menare le mani

In queste due settimane ci sarebbero state tante, tantissime vicende che riguardano lo sfascio a cui vogliono condurre la giustizia del nostro amato paese su cui avrei potuto e voluto dire la mia. Con la consueta prosa logorroica peraltro.

Tantissime.

Ma fortunatamente, in questo periodo e per un altro po’ di settimane sarò decisamente erratico e fuori dall’Italia. La frequenza di post sul mio blog e la reattività alle notizie ne ha ovviamente risentito.

Peraltro questo periodo dovrebbe aiutarmi a prendere un po’ di boccate di ossigeno non finendo per schiumare di rabbia ad ogni notizia (poi però leggo online i giornali e mi sono pure abbonato ad il Fatto Quotidiano, altro che tranquillità…).

Uno vuole stare un po’ tranquillo e alla fine ci sono amici che mi notificano questa roba qui sotto, di cui non sapevo ancora niente.

Io li ringrazio per la solerzia, però poi non posso non incazzarmi come una bestia. Robe da aneurisma.

BASTA, BASTA, BASTA! Ormai sono talmente svuotato che non so neanche più cosa dire se non questo.

Vuole pure passare per martire

Tg1, il direttore Minzolini in Vigilanza: “E’ un mio diritto fare editoriali”

Caro Minzolini, il problema non è di sicuro il fatto che tu possa dire qualcosa con un editoriale. Il problema è semplicemente quello che dici, e soprattutto quello che NON dici.

Consigli da esperti stoici

Riniziare a lavorare in questi giorni è particolarmente fastidiante.
E’ così umido che mi sembra di stare in una foresta pluviale.

Ma come ci dice il caro Tg1: “…non ci resta che ascoltare i consigli degli esperti: bere molta acqua ed evitare di uscire nelle ore più calde.

E sono consigli da esperti.
Figuriamoci se a parlare non fossero gli esperti cosa potrebbe uscire fuori al tg della sera.

Supereroi cercasi

Dovete sapere che le mie cene non sono particolarmente esaltanti.
La variante estiva della cena comprende beccarsi per lo meno una ventina di minuti di Pupo e del suo insulso programma e poi il gran finale del Tg1.
La variazione estiva prevede appunto Pupo anzichè l’abbronzato (pun intended) Carlo Conti.
Insomma, l’esempio della meritocrazia in Italia.
Programmi di cui Ray Bradbury sarebbe orgoglioso visto che ne descrive minuziosamente le caratteristiche e lo scopo in “Fahrenheit 451“.

Così finisce che che ogni volta, a cena mi incazzo.
Dopo l’epoca di Clemente J. Mimum e Gianni Riotta, uno pensa che non si possa scendere ancora più in basso e ovviamente si va decisamente più in basso.
Il Tg1 di Minzolini io non lo guarderei, però i miei genitori insistono.
Così mi incazzo.
Molto spesso finisce che non guardo neanche più il televisore, ma punto lo sguardo nel vuoto o direttamente nel piatto che è anche molto spesso più interessante.
Così in genere quello che viene trasmesso dalla Pravda lo ascolto e basta.

Stasera: conferenza stampa di Berlusconi e i top ministri (fortunatamente non topless) Maroni ed Alfano.

Ad un certo punto sento, o credo di sentire una frase di questo genere:
…progetto a lungo termine contro le forze del male“.
Trasecolo. Ridacchio. Non può essere.
Ed invece è tutto vero!
E’ tutto vero!
Dopo i militari, finalmente avremo i supereroi in strada! E’ fatta!
Ho sempre sognato un autografo da Batman!

P.S. “L’Antimafia delle leggi contro l’Antimafia delle chiacchiere.
Affascinante. Sono quasi colpito. Però poi dipende da quali sono le leggi.
E ancora più importante, magari il motto sarebbe meno ad effetto ma più adeguato se fosse:
“L’Antimafia delle indagini, dei processi e delle sentenze contro la connivenza politico-mafiosa.”
Ci mancava solo che spuntasse nel Tg1 anche la faccia di Piero Grasso, tanto per rovinare la serata.

Tagliolini

Tagliolini

di Marco Travaglio. Da antefatto.it

Un giorno, in un teatro di provincia, un baritono fu sommerso di fischi. Lui s’interruppe e si rivolse al loggione: “Fischiate me? Sentirete il tenore!”. Ecco, in Italia bisogna sempre conservare una riserva di fischi per quelli che verranno dopo. I quali, sicuramente, saranno peggiori di quelli che c’erano prima. Prendete il Tg1. Quando lo dirigeva Clemente J. Mimun, si pensava che peggio di così non si potesse fare, invece si poteva eccome. Infatti arrivò Johnny Raiotta, quello che fra l’altro consentì ad Al Tappone di negare impunemente l’editto bulgaro e di sostenere che Enzo Biagi si era epurato da solo. Si pensava di aver toccato il fondo: errore, il Tg1 non ha fondo. Infatti arrivò Augusto Scodinzolini, quello che ha declassato a “gossip” lo scandalo di Puttanopoli, di cui parlano tutti i giornali, i siti e le tv del mondo, eccezion fatta per il Tg1. Che, cosa mai accaduta prima, viene ormai stabilmente scavalcato (per notizie e per ascolti) dal Tg5 diretto da Clemente J. Mimun. Il quale, al confronto di Augusto Tagliolini, pare un eroe della Resistenza. In questa incessante corsa al ribasso, i sorpassi avvengono in retromarcia: una gara a chi fa peggio.

Ora i vertici Rai si dicono “preoccupati” per il crollo di ascolti del Tg1: eppure Scodinzolini l’hanno nominato loro, con i voti del cosiddetto “presidente di garanzia” Paolo Garimberti, astutamente nominato dal Pd. Tagliolini, che Al Tappone chiama familiarmente “Minzo”, fu protagonista quattro anni fa di una scenetta talmente imbarazzante (per tutti, fuorchè per lui) che decise di raccontarla sul suo giornale. Si trovava, tanto per cambiare, chez Berlusconi e il padrone gli domandò a bruciapelo: “Lei quanto è alto? Un metro e 78? Non esageri. Venga qui allo specchio. Vede, io sono alto un metro e 71. Ma le pare che un uomo alto un metro e 71 possa essere definito un nano?” (La Stampa, 27 marzo 2005). All’epoca l’amico Minzo fungeva da unità di misura per calcolare la statura dello statista: 1 Minzo = 1 Al Tappone + 7 cm. Ovvero: 1 Al Tappone = 1 Minzo – 7 cm (al netto dei tacchi a spillo con rialzo interno). Ma converrà tenere da parte un po’ di indignazione per chi verrà dopo Tagliolini e sarà peggio di lui. Noi non riusciamo ancora a immaginarlo. Ma lorsignori sì: ci stanno già lavorando.

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