De Luca minaccia Marco Travaglio

Il candidato Presidente della Campania del centro-sinistra, De Luca, ha minacciato il giornalista Marco Travaglio con queste parole:

Spero di incontrare quello sfessato di Marco Travaglio di notte,al buio

La cosa che mi ha più colpito è: “di notte, al buio”.
Non è neanche un tentativo di affermazione machista / celodurista, del tipo “gli metto le mani addosso”, “lo picchio e gli do una lezione di fronte a tutti”.
“di notte, al buio”.
Proprio come un rapinatore, che ti tende un’imboscata in un vicolo poco illuminato, o uno che ti accoltella alle spalle.

Complimenti. Come rimpiazzo di Bassolino, proprio una ottima scelta.

23 Settembre 2009 – “Il Fatto Quotidiano”

Ebbene sì.

E’ proprio vero. Alla fine siamo arrivati alla fatidica data del 23 Settembre 2009. Oggi, nel panorama dell’editoria italiana c’è un evento degno di nota.

Esce infatti il primo numero de “Il Fatto Quotidiano”, il nuovo quotidiano diretto da Antonio Padellaro.

Il quotidiano si distingue innanzitutto per i suoi proprietari. Questi sono infatti sono il direttore stesso, la casa editrice “Chiarelettere”, e qualche altro socio fondatore che ha deciso di fare questo investimento. Niente banche, niente industrie, insomma, niente attori che possano potenzialmente condizionare le notizie che vengono pubblicate sul giornale.

Il quotidiano poi non si regge su alcun contributo pubblico all’editoria (ha respinto la proposta di finanziamento che gli era giunta mesi fa da Italia dei Valori). Qui arriva appunto la parte difficile. Il quotidiano, al contrario di altri, si reggerà solo sugli abbonamenti, la pubblicità e le copie vendute in edicola.

L’inizio del viaggio è confortante. 27000 abbonamenti (per la versione consultabile online o per quella cartacea consegnata a casa) sono stati già stipulati “al buio”, senza neanche aver visto un singolo numero del giornale. Il fenomeno è presto spiegato: le premesse su cui si fonda il giornale, il traino di avere Marco Travaglio fra i giornalisti della redazione e la “garanzia” di avere fra i collaboratori giornalisti di fama, assodata bravura e specchiata attività pregressa (il direttore Padellaro stesso, Peter Gomez, Marco Lillo, Corrado Stajano, etc…) oltre ad altri notevoli contributori (fra cui vorrei citare Bruno Tinti, autore di “Toghe Rotte” e “La Questione Immorale” e lo scrittore Antonio Tabucchi) hanno generato notevole entusiasmo, e vorrei dire anche notevoli aspettative per questa scommessa editoriale.

Al momento, gongolo leggendo la mia versione PDF. Questa mattina tuttavia mi sono interrogato sulla distribuzione del giornale stesso nelle edicole. Come dichiarato su questo post di Antefatto.it, il quotidiano non sarà disponibile in tutta Italia. Avrà una diffusione parziale in attesa di valutare il livello di copie vendute.

Tanto per farmi un po’ un idea, ho girato per un po’ di edicole per capire il livello di diffusione. Ne ho girate 3 (il minimo sindacale per farmi un’idea). Risultato: quotidiano esaurito. Ho chiesto anche quante copie erano arrivate. In un’edicola mi hanno risposto 4, nella seconda 2, nella terza 4.

Anzi più precisamente, il proprietario della seconda edicola mi ha risposto:

Ce ne hanno mandati solo due. Anzi, se lei usa Internet, scriva all’editore che ce ne mandino di più“.

Vedremo nei prossimi giorni come evoleverà la situazione.

Nel frattempo, un grosso in bocca al lupo alla redazione de “Il Fatto Quotidiano”!

Conferenza stampa presentazione Annozero – Settembre 2009

Io quando ero giovane e ho iniziato a fare il giornalista… mi dicevano i miei direttori: vai e rompi le scatole. Adesso scopro che non avevano capito niente perché il giornalismo è quello di rendere popolari i politici e di farli amare dalla gente…

Sfido, se ci fossero dei giornalisti stranieri […] di trovare una conferenza stampa in un altro organismo televisivo, che presenta una trasmissione che non vuole […] nonostante quella trasmissione sia una delle trasmissioni di massimo ascolto di quella stessa azienda.

Agosto – Pigrizia e Mestizia

E’ Agosto.
Sono in ferie. Quindi per definizione sono pigro.
Fa caldo.
Per complicare la situazione (e farmi girare le palle) sono devastato da lancinanti mal di testa.

Vivo orecchiando di un paese parallelo fatto di gabbie salariali, in cui i sottotitoli ai telefilm sono in dialetto (attenzione! I leghisti non si rendono conto di aver offeso molti della loro base, retrocedento a dialetto la Lingua Veneta, la Lingua Lombarda, etc… sapessero almeno di che parlano…), in cui ci sono le bandiere e gli inni regionali (ma ancora le province quelle non le toglie mai nessuno), in cui il Presidente del Consiglio è in vacanza a l’Aquila per sorvegliare la ricostruzione, in cui la CEI non è mai in vacanza e rinizia a sfiatare (“aumenta la diffidenza verso i magistrati”. Bah.. potete sempre tornarvene nel vostro stato, oppure nel Cile di Pinochet visto che vi era così simpatico…).
Un paese in cui le scarcerazioni sono dannatamente facili.

Volevo proprio scrivere oggi del recente caso di Luigi Campise, condannato in primo grado per l’omicidio della sua fidanzata Barbara a 30 anni di carcere e già dopo 2 anni in libertà.
Come al solito, tutti parlano senza sapere niente, tranne i soliti tromboni del garantismo che quando si parla di un cittadino comune o di un immigrato si trasformano in autorevoli bestie che recitano litanie abnormi e che sbavano di fronte al tintinnare delle manette.
Fortunatamente, anche se non è chiaro ai più, a chi guarda solo la tv, e a chi non ha voglia di informarsi, c’è una sola risposta a tutto ciò, ed è il codice di procedura penale.

Però come ho detto, sono in ferie, sono pigro e sto male.
E soprattutto era molto probabile che ne avrebbe parlato Marco Travaglio.
Ed infatti oggi pomeriggio sono stato accontentato: da Antefatto.it

La conclusione è sempre la stessa.
E’ quando siamo emotivi che ci fregano di più.

Buon caldo a tutti.

Tagliolini

Tagliolini

di Marco Travaglio. Da antefatto.it

Un giorno, in un teatro di provincia, un baritono fu sommerso di fischi. Lui s’interruppe e si rivolse al loggione: “Fischiate me? Sentirete il tenore!”. Ecco, in Italia bisogna sempre conservare una riserva di fischi per quelli che verranno dopo. I quali, sicuramente, saranno peggiori di quelli che c’erano prima. Prendete il Tg1. Quando lo dirigeva Clemente J. Mimun, si pensava che peggio di così non si potesse fare, invece si poteva eccome. Infatti arrivò Johnny Raiotta, quello che fra l’altro consentì ad Al Tappone di negare impunemente l’editto bulgaro e di sostenere che Enzo Biagi si era epurato da solo. Si pensava di aver toccato il fondo: errore, il Tg1 non ha fondo. Infatti arrivò Augusto Scodinzolini, quello che ha declassato a “gossip” lo scandalo di Puttanopoli, di cui parlano tutti i giornali, i siti e le tv del mondo, eccezion fatta per il Tg1. Che, cosa mai accaduta prima, viene ormai stabilmente scavalcato (per notizie e per ascolti) dal Tg5 diretto da Clemente J. Mimun. Il quale, al confronto di Augusto Tagliolini, pare un eroe della Resistenza. In questa incessante corsa al ribasso, i sorpassi avvengono in retromarcia: una gara a chi fa peggio.

Ora i vertici Rai si dicono “preoccupati” per il crollo di ascolti del Tg1: eppure Scodinzolini l’hanno nominato loro, con i voti del cosiddetto “presidente di garanzia” Paolo Garimberti, astutamente nominato dal Pd. Tagliolini, che Al Tappone chiama familiarmente “Minzo”, fu protagonista quattro anni fa di una scenetta talmente imbarazzante (per tutti, fuorchè per lui) che decise di raccontarla sul suo giornale. Si trovava, tanto per cambiare, chez Berlusconi e il padrone gli domandò a bruciapelo: “Lei quanto è alto? Un metro e 78? Non esageri. Venga qui allo specchio. Vede, io sono alto un metro e 71. Ma le pare che un uomo alto un metro e 71 possa essere definito un nano?” (La Stampa, 27 marzo 2005). All’epoca l’amico Minzo fungeva da unità di misura per calcolare la statura dello statista: 1 Minzo = 1 Al Tappone + 7 cm. Ovvero: 1 Al Tappone = 1 Minzo – 7 cm (al netto dei tacchi a spillo con rialzo interno). Ma converrà tenere da parte un po’ di indignazione per chi verrà dopo Tagliolini e sarà peggio di lui. Noi non riusciamo ancora a immaginarlo. Ma lorsignori sì: ci stanno già lavorando.

Pm protagonisti? Magari

Mentre il presidente del Consiglio definisce «grumi eversivi» e «nemici politici» i giudici che han condannato il suo amico David Mills per essere stato corrotto da lui, impunito e impunibile per Lodo ricevuto; mentre racconta che suo padre, grande educatore, «mi diceva sempre: se vuoi far del male al prossimo devi fare il delinquente, o il pm, o il giornalista»; mentre impone alle Camere di abolire, senza discutere, le intercettazioni e la cronaca giudiziaria; mentre il procuratore di Napoli sottrae al pm titolare, avoca a sé e stralcia le indagini sul sottosegretario Bertolaso per la truffa dei rifiuti «per non intralciare l’azione del governo»; mentre il procuratore di Verona che indaga sui nazisti viene pestato in strada dai nazisti; mentre partiti mandano al Parlamento europeo 4 pregiudicati e una decina di indagati, anche per mafia; mentre la Procura di Roma si arrampica sugli specchi per far archiviare il caso Berlusconi-Saccà e sequestrare per «violazione della privacy» le foto che ritraggono il premier con nani e ballerine aviotrasportati su aerei di Stato; mentre non si trova quasi più nessun pm che indaghi sui potenti o protesti contro le leggi che lo disarmano; mentre l’Anm non osa neanche pronunciare la parola «sciopero» e il Csm si dedica a cacciare anziché a difendere le poche toghe scomode superstiti; ecco, mentre accade tutto ciò, il capo dello Stato va al Csm e denuncia il «comportamento impropriamente protagonistico» di certi magistrati e gli «elementi di disordine e tensione che purtroppo si sono clamorosamente manifestati in talune procure». Magari.

Marco Travaglio, L’Unità, 11 Giugno 2009

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