Il Ritorno delle Mummie Secche

Nei migliori cinema.

Mioddio all’improvviso sta per cadere tutto

Vi propongo un nuovo gioco bello populistico su questa bellissima dichiarazione altruistica e non interessata di Enrico Letta.

Inserite nei commenti che cosa dovremmo convincere Veltroni a non fare.

Inizio io con:

Veltroni: Passerò il resto della mia vita camminando scalzo e citofonando instancabile finchè non avrò convinto tutti i cittadini del Lazio della bontà delle idee del PD.

Veltroni: voglio promuovere il consumo del vino rosè nelle tavole degli Italiani“.

Veltroni: come fioretto, mangerò sempre un chilo di fagioli prima delle Assemblee del PD

Stasera non sono in formissima, ma so che voi potete fare di meglio 🙂

Bravo, bravo, continua così

Però mi è spiaciuto, nel suo intervento a “Vieni via con me” sotto molti aspetti apprezzabile, non sentire mai l’aggettivo “democratico”. Bersani ha detto “sinistra”, “progressisti”; mai “democratici”. Per me non è un aggettivo che si usa per privazione degli altri; democratico è il pensiero politico più forte che la storia del ‘900 ci abbia consegnato, ancora valido per essere usato nel tempo successivo: l’unico pensiero politico che abbia radici di cui dobbiamo essere orgogliosi.

Walter Veltroni, in questa intervista qua.

Oggi non ce l’ho fatta ad arrivare in fondo alla solita lenzuolata di robe che pensa Veltroni, riportata dal Corriere della Sera.
Il tasto “Page down” oggi è il mio migliore amico.

Mi sono fermato molto presto, e precisamente dopo le righe riportate sopra.

Il Veltroni si dispiace che il Bersani nel suo intervento ingessato a “Vieni via con me” non abbia mai pronunciato l’aggettivo “democratico”.
Come se “democratico” sia qualcosa (con una sensibilità da XXI secolo) indice di progresso e non il minimo da cui partire, il 6 politico all’interrogazione di storia.

Partito democratico. Beh ci mancherebbe pure che non lo fosse democratico.
[per prevenire obiezioni, stiamo parlando di partiti veri e non di appendici del capo, stile PDL o, in parte, Italia dei Valori]

E’ come se stessimo discutendo dell’estensione del diritto di voto alle donne.
E’ una cosa importante, ma mi pare che si possa andare oltre e darlo ormai per assodato, o no?

Come se ce la cantassimo ancora fra di noi per l’invenzione della ruota.
Ci bulliamo e viviamo di rendita per 7000 anni per questa fantastica invenzione (concepita da altri, peraltro).
Persò forse il presente ed il futuro richiedono qualcosa di più, per caratterizzarci rispetto alla Mesopotamia del 5000 a.C.

E continua l’elogio con foga dell’aggettivo “democratico” (ovvero il 6 politico) come l’unico pensiero politico che abbia radici di cui essere orgogliosi.
Cioé non “il più grande” “il miglior” pensiero politico. L’unico di cui essere orgogliosi.

Cioé, tutto quello che è qualificante per la sinistra o il centro-sinistra no, per dire.
Poi uno si lamenta che non capisce che idee abbia il Partito Democratico.

E poi tutto scompare in un turbinio delle solite cose Veltroniane, oltre ad un Saviano e alleanze larghe al centro o sinistra (No! Prima i contenuti, che è risaputo, fioccano soprattutto nella comunicazione esterna del PD) e governi tecnici sì, se no Berlusconi rivince.

Ecco, adesso sto solo trepidando nell’attesa del commento di Matteo Bordone, per capire se sia sopravvissuto alla lettura o abbia sofferto di un’aneurisma.

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Vade retro Veltroni

Veltroni, in questi giorni, sta riuscendo a scalare la vetta della classifica di personaggio più detestabile del centro sinistra.
Ci vuole ancora molto perché raggiunga la vetta, dove solido ed al momento, apparentemente in fuga solitaria, c’è sempre lui, lo statuario Massimo D’Alema. Quello intelligente.

Veltroni, si sta però molto impegnando per recuperare punti.
Come ho già scritto in giro nei commenti di altri blog sono particolarmente irritato dalla recente evoluzione del pensiero veltroniano.

Innanzitutto, la forma letteraria della “lamentazione a mezzo stampa”, una collezione lunga a piacere di piagnistei ed affermazioni opinabili raccolti e fedelmente riportati senza interruzioni dal solito giornalista scriba è qualcosa capace di farmi pentire di non essere analfabeta.

Il personaggio non è in grado di capire che dovrebbe andarsene a … “timbuctu”, dove mi risulta sarebbe dovuto essere già da tempo per aiutare i poveri bambini africani.
Caro Veltroni, hai avuto la tua possibilità di giocartela l’ultima volta.
Non è andata bene. Eh no. Proprio no.
E’ andata malissimo, per dirla tutta.

Peccato. Esistono altri lavori nella vita. E non tutti sono così male. Pensaci Veltroni.

Con il fantastico dialogo in esclusiva con Berlusconi nel momento di sua massima debolezza, Veltroni l’ha di fatto resuscitato ed ha costretto Fini e, in parte Casini, che lo stavano isolando, a ritornare sotto l’ala protettiva del padrone.
Con il discorso sulla svolta bipolare e bipartitica ha determinato la caduta del governo Prodi.
Con parole come “riformismo” e “vocazione maggioritaria”, ed un programma fatto di slogan, presenza televisiva (peraltro inefficace) e contenuti risibili ha causato la massiccia sconfitta del centro sinistra alle ultime elezioni.

E come sostiene Veltroni stesso, questo è stato per il “riformismo” (qualsiasi cosa questo sia), il «risultato migliore della sua storia».
Beh, niente male.
Veltroni dovrebbe astenersi dal ritornare nella scena politica se non altro per non rischiare che produca un risultato non altezza di quello che abbiamo appena ricordato.
Non voglio nemmeno pensare dove si potrebbe arrivare a questo punto con un risultato peggiore.

La cosa che lascia più sgomenti, è che il personaggio Veltroni è incapace di realizzare tutto questo, e di prendersi una minima responsabilità di tutto quello che è successo.
Leggi quello che scrive e la sua analisi politica della sua passata gestione del partito. Niente.
Sembra che stia parlando una persona con la maturità di un bambino dell’asilo.

E per finire, non possiamo non notare che, di nuovo, quando Berlusconi si trova nella peggiore delle situazioni politiche di sempre, arriva Veltroni a devastare il centro sinistra.
Mi vengono in mente solo due motivazioni per tutto ciò:
1) Veltroni lo fa apposta o è ricattato o è pagato
2) Veltroni dimostra stupidità e totale incapacità politica

Delle due, io preferisco la seconda.

In ogni caso, ha dimostrato per l’ennesima volta che lì, fra i maggiorenti del Partito Democratico, non è ancora chiaro che il regno di Berlusconi è durato così tanto soprattutto per la mancanza di un’alternativa.

Non serviva nemmeno un’alternativa convincente.
E’ sempre bastata un’alternativa decente e presentabile.

Bettino di fine anno

Craxi in Tribunale

Bettino Craxi, mentre si esercita a fare lo statista come imputato presso il Tribunale di Milano

Eccoci qua.

Si poteva finire questo fantastico 2009 in santa pace?

Ovviamente no!

C’è sempre qualche intelligente che lavora nell’ombra o (disgraziatamente per noi) troppo manifestamente per farti venire una bella colite.

Vabbé, è un paio di giorni che si sta parlando di dedicare una via a Craxi niente po’ po’ di meno che a Milano.

La proposta del sindaco Moratti è stata commentata causticamente da Antonio Di Pietro.

L’amica di Bettino Craxi, la cantante Ornella Vanoni, intelligentemente pontifica: «se Milano decide di dedicargli una via significa che in qualche maniera è stato perdonato». Omettendo che in questo caso è la Moratti e la giunta che decidono e non Milano. Ma sarebbe stato un po’ più brutto dirla in questo modo.

Milano l’ha talmente perdonato, che la Lega, ormai completamente svenduta a Berlusconi sulla giustizia, su questa cosa invece cerca proprio di evitare problemi. Proprio cretini forti non lo sono.
Infatti, Matteo Salvini, capogruppo leghista al comune di Milano, dichiara: «Se ci chiedono il consenso diciamo:”No, grazie!’»

Nel frattempo nel PD tutto tace a parte qualche commento un po’ deprimente di Penati, come riportato qui: “Questo non è il momento (ndr: di dedicare una via a Craxi). Prima di arrivare alla riconciliazione credo sia necessario passare attraverso un’analisi storica dell’azione di Craxi, come politico e come uomo di governo. Un’analisi condotta al di fuori della sua vicenda giudiziaria e che sappia far emergere le luci e le ombre del suo operato, che resta comunque importante”.

Al di fuori della sua vicenda giudiziaria? Bah. Ma d’altronde si sapeva già come la pensavano a riguardo i capoccia del PD.

Basti ricordare l’offensiva proposta di Fassino di far entrare Craxi nel pantheon del PD (escludendo invece, tanto per fare un esempio, Berlinguer. Enrico Berlinguer, non l’altro). Proposta presa a pernacchie perfino da Stefania Craxi.

Per non farci mancare nulla, fu indimenticabile anche la sparata di quello che era sindaco di Roma e che ha condotto alla caduta del governo Prodi nel 2008 (sì, stiamo proprio parlando di Veltroni), che dopo un forzato silenzio di mesi in questi giorni vuole fare tanto la figura del saputello.

Oggi la Moratti completa l’opera con questo filmato youtube. Sì, mi sono pure fatto del male vedendomelo per intero l’ultimo dell’anno.

A circa 5 minuti e mezzo di filmato ho pensato: “Ma dopo tutti questi continui sbrodolamenti su Craxi statista, sempre il solito esempio su Sigonella, sull’interpretazione dell’uomo dal punto di vista umano, ma lo accenneranno per un attimo che Craxi era un pregiudicato, un latitante, un corrotto?”

Accontentato. Ci sono le solite balle su Craxi, unico parafulmine per quello che è successo in Tangentopoli. La Moratti sembra poi quasi sul punto di piangere quando rievoca il “bellissimo discorso” in parlamento di Craxi, ovvero quello in cui il succo era: “Io rubo, ma tanto rubano tutti”.

Ecco, credo che si possa concludere il tutto semplicemente riportando il commento di Francesco Saverio Borrelli, l’ex Procuratore Capo di Milano:
«Trovo indecoroso, offensivo, intitolare una via, una piazza o qualunque cosa ad un personaggio che è morto da latitante».

Bella lì, e buon anno a tutti.

P.S. Per la cronaca, secondo Google Maps, le città che si sono già dotate di una “via Craxi” ad oggi sono 6:

Valmontone (Roma), Foggia, Lecce, Botrugno (Lecce), Marano Marchesato (Cosenza), Scalea (Cosenza).

Quelle due odiose parole

Credo che il Pd dovrebbe per statuto vietare di pronunciare le parole “vocazione maggioritaria“. Se non altro per spirito di decenza e rottura con il passato.

Nel frattempo lui continua ad usarle…

Da che pulpito

Veltroni esorta o quasi richiede al governo di sciogliere il comune di Fondi, a causa delle evidenti infiltrazioni mafiose.
Tutto ciò è cosa buona e giusta…
Vorrei però sottoporre alla gentile attenzione del pubblico come la coerenza è una merce nobile, di questi tempi sempre più rara, soprattutto in certe categorie come quella dei politici.

Ecco, odio ripetermi, ma si potrebbe iniziare con l’espellere dal Pd Mirello Crisafulli, filmato (FILMATO! Niente moine su pentiti di supposta inattendibilità) a baciarsi con il boss di Enna.
Così tanto per cominciare. Così poi qualcuno potrebbe pensare che quando partono certe esortazioni veltroniane, magari stia pensando di fare davvero un po’ di sana antimafia…

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