Paese che vai, usanze che trovi

Il ministro della Giustizia giapponese Minoru Yanagida ha rassegnato le dimissioni dopo una battuta ad un incontro pubblico.

Il ministro stava scherzando sullo svolgimento del proprio incarico e ha sostenuto che per rispondere alle interpellanze dei parlamentari è sufficiente ricordarsi due frasi:

Mi astengo dal commentare casi specifici” e “Sto affrontando la questione in modo appropriato in base alla legge ed ai fatti“.

Non tenterò nemmeno un confronto con l’Italia.

Bravo, bravo, continua così

Però mi è spiaciuto, nel suo intervento a “Vieni via con me” sotto molti aspetti apprezzabile, non sentire mai l’aggettivo “democratico”. Bersani ha detto “sinistra”, “progressisti”; mai “democratici”. Per me non è un aggettivo che si usa per privazione degli altri; democratico è il pensiero politico più forte che la storia del ‘900 ci abbia consegnato, ancora valido per essere usato nel tempo successivo: l’unico pensiero politico che abbia radici di cui dobbiamo essere orgogliosi.

Walter Veltroni, in questa intervista qua.

Oggi non ce l’ho fatta ad arrivare in fondo alla solita lenzuolata di robe che pensa Veltroni, riportata dal Corriere della Sera.
Il tasto “Page down” oggi è il mio migliore amico.

Mi sono fermato molto presto, e precisamente dopo le righe riportate sopra.

Il Veltroni si dispiace che il Bersani nel suo intervento ingessato a “Vieni via con me” non abbia mai pronunciato l’aggettivo “democratico”.
Come se “democratico” sia qualcosa (con una sensibilità da XXI secolo) indice di progresso e non il minimo da cui partire, il 6 politico all’interrogazione di storia.

Partito democratico. Beh ci mancherebbe pure che non lo fosse democratico.
[per prevenire obiezioni, stiamo parlando di partiti veri e non di appendici del capo, stile PDL o, in parte, Italia dei Valori]

E’ come se stessimo discutendo dell’estensione del diritto di voto alle donne.
E’ una cosa importante, ma mi pare che si possa andare oltre e darlo ormai per assodato, o no?

Come se ce la cantassimo ancora fra di noi per l’invenzione della ruota.
Ci bulliamo e viviamo di rendita per 7000 anni per questa fantastica invenzione (concepita da altri, peraltro).
Persò forse il presente ed il futuro richiedono qualcosa di più, per caratterizzarci rispetto alla Mesopotamia del 5000 a.C.

E continua l’elogio con foga dell’aggettivo “democratico” (ovvero il 6 politico) come l’unico pensiero politico che abbia radici di cui essere orgogliosi.
Cioé non “il più grande” “il miglior” pensiero politico. L’unico di cui essere orgogliosi.

Cioé, tutto quello che è qualificante per la sinistra o il centro-sinistra no, per dire.
Poi uno si lamenta che non capisce che idee abbia il Partito Democratico.

E poi tutto scompare in un turbinio delle solite cose Veltroniane, oltre ad un Saviano e alleanze larghe al centro o sinistra (No! Prima i contenuti, che è risaputo, fioccano soprattutto nella comunicazione esterna del PD) e governi tecnici sì, se no Berlusconi rivince.

Ecco, adesso sto solo trepidando nell’attesa del commento di Matteo Bordone, per capire se sia sopravvissuto alla lettura o abbia sofferto di un’aneurisma.

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Eh.. l’atarassia è molto lontana, cazzo

Ecco.
Sentire Raoul Bova da Piroso che sostiene che “aveva problemi nell’approccio” con le ragazze e vederlo fare la solita pantomima sul Capitano Ultimo, è uno di quei momenti in cui vorrei prendere una mazza da baseball e spaccare tutto.

Un governo per benestanti

Quello che ci ritroviamo è un governo molto vantaggioso per benestanti e ricchi.

Io spero che dopo il presidente operaio ed il presidente ferroviere arrivi presto anche il presidente dimissionario.
O anche dimissionato non farebbe schifo.

Ci pensino. Anche al Senato.

Blob – Miracoli

In effetti, la puntata di ieri sera 11 Novembre di Blob, “Miracoli”, è veramente un capolavoro.

In particolare, la sequenza di Porta a Porta con in sottofondo “La musica è finita” di Ornella Vanoni è stupefacente.
Uno cosa può fare? Solo inchinarsi di fronte a tanta genialità.

Sempre attuale

“Raccontare ai giornalisti stranieri la politica culturale italiana non è semplice. Bisogna prima di tutto cercare di non ridere.”
Alberto Ronchey

I riflettori ora possono accendersi

La zona di Caldogno, in provincia di Vicenza (foto: il Gazzettino)

Ecco, Berlusconi e Bossi oggi stanno facendo un po’ di passerella in Veneto.
Mi dicono che arriveranno anche qui a Padova fra un’oretta.

La cosa più irritante di tutto ciò è che adesso, solo adesso che l’imprenditore televisivo ha deciso di accendere il riflettore, la gente inizierà sul serio ad accorgersi di quello che è successo qui.

Tutto quello che non passa per la televisione e ci resta per un po’ non esiste.
Io sinceramente non voglio vivere in un paese così.

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